ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: ASCENSIONE DEL SIGNORE

Prima lettura: At 1,1-11

Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 46

Ascende il Signore tra canti di gioia.

Popoli tutti, battete le mani!

Acclamate Dio con grida di gioia,

perché terribile è il Signore, l’Altissimo,

grande re su tutta la terra.

 

Ascende Dio tra le acclamazioni,

il Signore al suono di tromba.

Cantate inni a Dio, cantate inni,

cantate inni al nostro re, cantate inni.

 

Perché Dio è re di tutta la terra,

cantate inni con arte.

Dio regna sulle genti,

Dio siede sul suo trono santo.

 

Seconda lettura: Ef 4,1-13

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’ amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Mt 28,19.20)

Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.

Ecco, io sono con voi tutti i giorni,

fino alla fine del mondo.

Alleluia.

 

Vangelo: Mc 16,15-20

ascensione (2)

Ascolta il Vangelo audio:

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore

 

COMMENTO 2a LETTURA

Gesù ascende al cielo perché quella è la sua dimora. E’ un modo per dire che Gesù è Dio, e continua la sua opera di assistenza a tutta l’umanità in perfetta comunione d’amore con il Padre. Quindi, alla sua presenza fisica si sostituisce quella spirituale, che non è meno reale della prima. Soltanto che, adesso, per relazionarsi con lui è necessaria la fede. Hai mai pensato che per parlare con Gesù non è necessario pensare che sia chissà dove? Egli è vicino a te, vicino alle tue preghiere e alle tue situazioni quotidiane. Basta semplicemente credere nella sua presenza, e lo troverai accanto a te nella vita di tutti i giorni.

 

 COMMENTO AL VANGELO

Siamo sempre tentati di pensare che il Signore, una volta asceso alla destra del Padre, si sia dimenticato di noi e delle nostre sofferenze. Invece, l’evangelista dice una cosa molto importante: pur nella fatica e nel rifiuto, gli apostoli sperimentano la sua presenza, poiché egli la conferma per mezzo dei miracoli e prodigi. Non fare lo stesso errore di chi crede che Dio si disinteressi di noi soltanto perché sembra non darci quello  che gli chiediamo. Ogni parola, ogni preghiera e ogni tuo pensiero viene ascoltato. Egli, risorto è sempre presente accanto a te e ti dona la forza per testimoniarlo al mondo confermando la tua parola semplice con la sua grazia. Bandisci dunque dal tuo cuore ogni timore: non dubitare del suo amore e lo sentirai accanto a te.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ … Oggi contemplo l’ascensione del Signore e provo a “elevarmi” un po’ da terra per guardare le cose da un’altra prospettiva.

 

SULL’ ESEMPIO DI MARIA … Oggi cerco di sopportare con amore coloro che mi sono accanto. Le relazioni non sono mai facili, occorre questa ferma volontà di comprendersi e perdonarsi. Maria ci sia di esempio.

Sulla Tua Parola

 

VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: IV Domenica di Pasqua

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.”

Oggi il Signore Gesù ci dice che siamo tutti suoi amici, che gli apparteniamo attraverso la fede e attraverso il battesimo. Per Gesù Cristo, ciò che è importante innanzitutto è che tutti i suoi amici si amino gli uni gli altri come egli stesso ha amato i suoi discepoli nel corso della sua vita terrena. La più viva espressione di questo amore è stata la sua morte sulla croce per i peccatori. L’amore perfetto del Padre celeste è la felicità e la gioia di suo Figlio. E questa gioia, il Figlio risuscitato la trasmette ai suoi amici nel giorno di Pasqua. “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi!”.

Prima lettura: At 10,25-27.34-35.44-48

 Dagli Atti degli Apostoli

Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga». Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 97

 Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie.

Gli ha dato vittoria la sua destra

e il suo braccio santo.

 

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,

agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore,

della sua fedeltà alla casa d’Israele.

 

Tutti i confini della terra hanno veduto

la vittoria del nostro Dio.

Acclami il Signore tutta la terra,

gridate, esultate, cantate inni!

 

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 14,23)

Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,

e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

Alleluia.

 

Vangelo: Gv 15,9-17

media-ApcMX8i9mUC-2

Ascolta il Vangelo audio:

 

 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Gesù, poche ore prima di morire, chiama i suoi discepoli con l’appellativo di amici. Non sono più soltanto discepoli o persone soggette a un’autorità. Ormai essi sono suoi amici: cioè tra loro e Cristo c’è una piena unità d’ intenti e di confidenza. Noi sappiamo che, in realtà, dopo poche ore da queste parole pronunciate dal Maestro, essi fuggiranno e lo lasceranno solo. Ma il Signore vede più in là e sa che “i suoi”, un giorno, saranno in grado di dare la vita per lui, come egli ora la sta dando per loro. Quante volte, oggi, il Signore ti ha guardato con uno sguardo di infinito amore e pronunciato questa parola nei tuoi confronti? Sei suo amico: tra te e lui non c’è più nessun segreto. Egli ti apre il suo cuore e tu puoi aprirgli il tuo: questo significa vivere uniti al Signore.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ ….. I sentimenti che non portano con sé amore non vengono da Dio. Oggi mi chiedo, prestando attenzione: qual è il sentimento prevalente che sperimento durante la giornata o verso qualcuno? Non per giudicarmi, ma per poterlo offrire a dio affinchè possa trasformare con amore il mio cuore.

IV DOMENICA DI QUARESIMA – LAETARE (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: IV Domenica di Quaresima

Prima lettura: 2Cr 36,14-16.19-23

Dal secondo libro delle Cronache

In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme. Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi. Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremìa: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni». Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 136

Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.

Lungo i fiumi di Babilonia,

là sedevamo e piangevamo

ricordandoci di Sion.

Ai salici di quella terra

appendemmo le nostre cetre.

Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.

Perché là ci chiedevano parole di canto

coloro che ci avevano deportato,

allegre canzoni, i nostri oppressori:

«Cantateci canti di Sion!».

Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.

Come cantare i canti del Signore

in terra straniera?

Se mi dimentico di te, Gerusalemme,

si dimentichi di me la mia destra.

Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.

Mi si attacchi la lingua al palato

se lascio cadere il tuo ricordo,

se non innalzo Gerusalemme

al di sopra di ogni mia gioia.

 

Seconda lettura: Ef 2,4-10

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 3,16)

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;

chiunque crede in lui ha la vita eterna.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Vangelo: Gv 3,14-21

bta01848

Ascolta il vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

A Nicodèmo Gesù illustra una verità tanto semplice quanto rifiutata dagli uomini. La menzogna e il peccato ci fanno vivere nelle tenebre, e chi vive nelle tenebre non vuole affatto venire alla luce: la rifiuta e se ne allontana perché non vuole essere visto nelle sue opere malvagie. Chi invece cerca la verità, anche se con fatica e a prezzo di sacrifici, piano piano cammina verso la luce vera, quella che solo Dio dona. Secondo Gesù, c’è solo un’opera veramente malvagia, da cui dipendono tutte le altre: rifiutare la sua persona. Chi rifiuta il Signore vive perennemente nelle tenebre, ma per un meccanismo perverso non ne vuole uscire. Anche noi siamo continuamente posti di fronte a questa scelta: camminare nella luce può essere impegnativo, ma ci fa sperimentare lo splendore della verità.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ … Oggi volgerò spesso il mio pensiero al Signore, lo ringrazierò per la salvezza che ha preparato per me.

 

SULL’ ESEMPIO DI MARIA … Quando non ascoltiamo il Signore, rischiamo di diventare schiavi di noi stessi e delle nostre passioni. Con Maria, donna dell’ascolto, ascolterò ciò che il sacerdote dirà nell’omelia durante la messa.

 Sulla Tua Parola

III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: III Domenica di Quaresima

Prima lettura: Es 20, 1-3.7-8.12-17 (Forma breve)

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a me.  Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.

Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà. Non ucciderai. Non commetterai adulterio.

Non ruberai. Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 18

Signore, tu hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta,

rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è stabile,

rende saggio il semplice.

 

I precetti del Signore sono retti,

fanno gioire il cuore;

il comando del Signore è limpido,

illumina gli occhi.

 

Il timore del Signore è puro,

rimane per sempre;

i giudizi del Signore sono fedeli,

sono tutti giusti.

 

Più preziosi dell’oro,

di molto oro fino,

più dolci del miele

e di un favo stillante.

 

Seconda lettura: 1Cor 1,22-25

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.

Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 3,16)

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;

chiunque crede in lui ha la vita eterna.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Vangelo: Gv 2,13-25

Gesu-mercanti-tempio

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».  Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.  Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Gesù conosce quello che c’è nel cuore dell’uomo. Egli, cioè, sa che la fedeltà e l’ammirazione della folla nei suoi confronti è fallace e legata semplicemente ai fatti meravigliosi che ha visto compiere da lui. Noi non abbiamo la stessa capacità di conoscere a fondo il cuore dei nostri fratelli, però possiamo imparare da lui questo atteggiamento: non dipendere dalle lodi o dal biasimo che riceviamo. Questo non significa avere un atteggiamento negativo o di sfiducia nei confronti degli altri; si tratta semplicemente di non chiedere loro ciò che non possono dare. Sarebbe davvero illogico far dipendere la nostra serenità da quello che gli altri dicono o pensano di noi: in realtà l’unica nostra preoccupazione dovrebbe essere quella di piacere a Dio. Egli sa cosa c’è nel nostro cuore e ci dà la pace che proviene dall’abbandonarsi solo a lui.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ ….. Oggi ripenso alla mia vita: da quale “ Terra d’Egitto”, da quale schiavitù il Signore mi ha liberato o mi invita a lasciarmi liberare?

TUTTI I SANTI

tuttiiSanti

La solennità di tutti i santi ci fa gustare la gioia di far parte della grande famiglia degli amici di Dio, o come scrive San Paolo di <<partecipare alla sorte dei santi nella luce>>. Con loro formiamo il corpo di Cristo, con loro siamo figli di Dio, con loro siamo fatti santi dallo Spirito Santo. Essi intercedono per noi presso Dio, ci invitano a tenere fisso lo sguardo sul Signore Gesù, ci accompagnano nel nostro cammino verso la comunione piena col Padre. I santi non sono un piccolo numero di eletti, ma sono una folla “immensa”. In tale moltitudine non vi sono solo i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina. Della gran parte di essi non conosciamo i volti e nemmeno i nomi, ma con gli occhi della fede li vediamo risplendere, come astri pieni di gloria nel firmamento di Dio. Mettiamo la nostra mano in quella materna di Maria, Regina di tutti i santi, e lasciamoci condurre da lei verso la patria celeste, in compagnia dei santi.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Ap 7,2-4.9-14

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello». Parola di Dio

Salmo responsoriale: Sal 23

Seconda lettura: 1Gv 3,1-3

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Parola di Dio

Vangelo: Mt 5,1-12

le beatitudini1

Ascolta il Vangelo audio:

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinaronolui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Le beatitudini sono la carta di identità del cristiano perfetto, di colui che è pienamente riuscito nel suo cammino di Santità. Si tratta di provare a identificare tutta la propria vita in queste categorie, finchè non siamo riusciti ad incarnarne almeno una. Ti sembra difficile o impossibile? Eppure tanti credenti prima di te ci hanno provato, e hanno sperimentato la beatitudine di cui parla Gesù nel Vangelo. Cos’è davvero la felicità? Quanto costa essere felici davvero? Cosa significa per te vivere nella pienezza? Solo se metterai in pratica le beatitudini nella semplicità e nella quotidianità farai esperienza di felicità. Perché non scegli una beatitudine e provi a viverla con le persone che hai vicino? Potrebbe essere un buon modo per iniziare.

Spesso diamo maggiore importanza alla quantità della vita e non capiamo che ciò che vale davvero, davanti al Signore, è la qualità. A cosa serve vivere a lungo, se poi non si coglie il senso profondo del vivere, che è amare? Le beatitudini sono i segnali che ci indicano la strada per giungere alla pienezza dell’amore.

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ ….. Le beatitudini sono il ritratto del volto di Gesù, oggi cercherò di vivere la beatitudine che più mi colpisce perché, forse, è proprio lì che devo cambiare o crescere.

SULL’ ESEMPIO DI MARIA …. Non si possono contare in cielo i santi e le sante, vicino al Signore e a Maria la << tutta Santa>>: è cosa buona imitare i santi, perciò oggi inizierò a leggere la vita di un santo.

 Sulla Tua Parola