V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

La risurrezione di Lazzaro è un dono che il Signore già ora fa a chi crede. <<Io sono la risurrezione e la vita>>: già adesso, nel presente, Gesù dona a tutti i cedenti la vita divina. Questa vita è donata nel Battesimo e rinasce ogni volta nel sacramento della Riconciliazione. Gesù vuole condurre alla fede vera Marta e i discepoli: << Chi crede in me, anche se muore, vivrà: chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi Questo?>>. Credere significa dire un sì totale a lui, consegnarsi a lui accogliendolo e vivendo le sue parole, i suoi insegnamenti, che sono riassunti nell’amore. In tal modo si apre la porta a lui, che è la vita, perché dimori permanentemente in noi. Nel decidere di accettarlo o rifiutarlo noi decidiamo tra la vita e la morte.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Ez 37,12-14

Salmo responsoriale: Sal 129

Seconda lettura

Vangelo: Gv 11,1-45

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Io sono la risurrezione e la vita

 In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».

Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

 

COMMENTO AL VANGELO

Il miracolo che compie Gesù è davvero grande: richiamare un uomo dalla morte alla vita è davvero qualcosa che soltanto Dio può fare, e questo non possono negarlo nemmeno i giudei che erano presenti. Ma ci sono almeno altri due miracoli, in questo brano, non meno grandi. Il primo è l’atto di fede di Marta, che di fronte alla parola di Gesù si fida ciecamente di lui, riconoscendo la sua divinità. Inoltre, un altro grande miracolo è la dimostrazione dell’affetto e dell’amicizia che Gesù dimostra verso Lazzaro. Il vero miracolo è che Dio vuole essere nostro amico intimo, tanto da gioire con noi e da piangere per le nostre disgrazie e i nostri lutti. Questa è la grandezza del nostro Dio, il quale dona vita e resurrezione a tutti coloro che lo accolgono nella propria vita e lo trattano affettuosamente, come si fa con gli amici più cari.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ … Come Gesù alla tomba di Lazzaro, anche io oggi ringrazio il Padre anticipatamente per una grazia di cui ho bisogno e non ho ancora ricevuto.

SULL’ESEMPIO DI MARIA …. Con Maria, donna dell’attesa, sceglierò un giorno della settimana in cui alzarmi all’alba, per attendere l’aurora, come sentinella del mattino e, in questa attesa speciale, offrirò insieme a Maria le mie attese….

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