DOMENICA DI PENTECOSTE -MESSA DEL GIORNO (ANNO A)

La Solennità della Pentecoste porta a compimento Il Tempo Pasquale. Il dono dello Spirito Santo alla Chiesa costituisce il compimento della risurrezione- ascensione e dell’intera missione di Gesù sulla terra. Attraverso lo Spirito, Dio continua nel tempo e nello spazio la sua opera di salvezza per mezzo della chiesa, il “nuovo Corpo” di Cristo. Lo Spirito Santo, potente e invisibile anima della Chiesa, è anche il “motore” di tutta la nostra esperienza cristiana. E’ lui che suscita in noi la fede e prende stabile dimora nella nostra vita. Per mezzo della parola e dei Sacramenti ci rigenera a vita nuova, ci rimette in piedi dopo ogni caduta, indicandoci ogni volta la strada da percorrere. Invochiamo questo grande dono del Padre.

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LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: At 2,1-11

Salmo responsoriale: Sal 103

Seconda lettura: 1Cor 12,3-7.12-13

Sequenza

COlombaVieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell’anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,

bagna ciò che è árido,

sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

Ascolta il Vangelo audio:

 

Vangelo: Gv 20,19-23

Come il Padre ha mandato me anch’ io mando voi.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

 

COMMENTO AL VANGELO

Chi ascolta lo Spirito riceve la visita del Padre e del Figlio. Dunque la nostra vita diviene come casa, all’ interno della quale Dio, come ospite gradito, si ferma con noi in amabile compagnia e conversazione. Ti sembra che ciò sia possibile solo per i grandi santi? Invece, questo è anche alla tua portata. L’unica cosa che c’è da fare perché ciò avvenga è quella di provare ogni giorno a mettere in pratica la parola del Signore. Si tratta di farlo con semplicità, ma anche pienamente consapevoli che questo trasforma la nostra vita; essa diviene luogo e spazio in cui la Trinità si sente pienamente accolta. Approfitta di questo grande dono e conoscerai davvero la felicità che Dio dona a coloro che si aprono alla sua presenza.

 Spunti di Riflessione  …..  Lo Spirito vuole cambiare la tua vita, se tu glielo permetti; ma perché ciò avvenga è necessario che lo chiami, lo invochi e impari ad ascoltare la sua voce dolce e possente. E’ così che anche per te si ripete ogni giorno il miracolo di Pentecoste.

Sull’ esempio di Maria ….. Oggi è Pentecoste, ciascuno è colmato di Spirito Santo come Maria e gli apostoli nel Cenacolo: scelgo la strofa della “Sequenza” (pregata nella Santa Messa), che più rispecchia il mio stato d’animo e si addice alla mia situazione personale.

Sulla Tua Parola

 

VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: At 8,5-8.14-17

Salmo responsoriale: Sal 65

Seconda lettura: 1Pt 3,15-18

Ascolta il Vangelo audio:

Vangelo: Gv 14,15-21

Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.

media-613793-2In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.

Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

COMMENTO AL VANGELO

Gesù è il primo consolatore. La sua incarnazione è espressione della volontà di Dio di consolare tutta l’umanità dopo che essa ha contratto il male terribile del peccato. Ma la vita di Gesù sta per concludersi, secondo quanto dice l’evangelista Giovanni. Per questo motivo il Signore annuncia la venuta di un altro Paràclito, lo Spirito Santo, che continuerà l’opera di consolazione per i secoli a venire, anche se fisicamente non sarà presente. Tutti possiamo sperimentare questa consolazione: se chiamiamo lo Spirito nella nostra vita, se lo invochiamo con fede e ne ascoltiamo le ispirazioni, possiamo fare esperienza della forza e della gioia che vengono da lui. E’ importante quindi scoprire la nostra vocazione e identità di tempio vivo dello Spirito: egli vuole abitare in noi, per ricordarci la parola di Gesù e portarci, con delicatezza e decisione, al Padre.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ ….. Come Cristo, oggi terrò il mio cuore rivolto al Padre, dicendo silenziosamente: <<Ti amo e ti adoro, Padre mio!>>.

 SULL’ ESEMPIO DI MARIA …. Oggi presterò attenzione a tutto ciò che mi verrà detto, per amore dei fratelli che mi parlano, come Maria, Vergine dell’ascolto.

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Gen 18,20-32

Salmo responsoriale: Sal 137

Seconda lettura: Col 2,12-14

Ascolta il vangelo audio.
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Vangelo: Lc 11,1-13

tissot-padre-nostro.jpgGesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione”».

Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

 

COMMENTO AL VANGELO

La forza della testimonianza è più grande di qualsiasi discorso. Gli apostoli, infatti, chiedono a Gesù che insegni loro a pregare dopo aver visto lui stesso assorto in preghiera; noi possiamo fare o ascoltare bellissime catechesi che illustrino la necessità e l’urgenza di pregare, ma non sarà per questo che inizieremo a farlo. Quando vedremo qualcuno che, in tale atteggiamento, esprime il suo amore per il Signore saremo conquistati da esso a tal punto che anche noi vorremo imitarlo. Cosa faranno gli altri quando vedranno pregare noi? Saranno conquistati dal nostro esempio, oppure riterranno la preghiera qualcosa d’inutile o una perdita di tempo? Dunque, la fede di tanti altri dipende da quanto noi ci crediamo davvero.


PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’Aiutiamo Gesù a scendere dalla croce, con opere buone e atti d’amore lungo la giornata.

Sulla tua parola

Messaggio di Papa Francesco durante la GMG

<<Metti fede, metti speranza, metti amore in ciò che fai!….. Metti Gesu’ al centro della tua vita e affidati a lui, che è vero amico……….! >>.

 

 

DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DEL GIORNO (ANNO C)

Pentecoste: cinquanta giorni dopo la risurrezione.

Lo Spirito Santo, il vero fuoco, è stato portato sulla terra da Cristo. Egli si è fatto mediatore  del “dono di Dio” ottenendolo per noi con il più grande atto d’amore della storia: la sua morte in croce. Volendo continuare a donare questo fuoco” ad ogni generazione umana, ha costituito la chiesa quale suo corpo mistico, perché ne prolunghi la missione nella storia.


LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: At 2,1-11

Salmo responsoriale: Sal 103

Seconda lettura: Rm 8,8-17

Sequenza

pentecoste,spirito santo,paraclito,consolatore,fuoco,vangelo della domenica 17052013,gv 14,15-16.23-26

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell’anima,

dolcissimo sollievo. 

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto. 

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,

bagna ciò che è árido,

sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

 

Ascolta il vangelo audio:
 http://dolcesentire.myblog.it/media/02/02/4213055460.2.mp3

Vangelo: Gv 14,15-16.23-26

Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa.

pentecoste,spirito santo,paraclito,consolatore,fuoco,vangelo della domenica 17052013,gv 14,15-16.23-26In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

 

COMMENTO AL VANGELO

Chi ascolta lo Spirito Santo riceve la visita del Padre e del figlio. Dunque la nostra vita diviene come una casa, all’interno della quale Dio dimora, come ospite gradito, e si ferma con noi in amabile compagnia e conversazione. Ti sembra che ciò sia possibile solo per i grandi santi? Invece questo è anche alla tua portata. L’unica cosa che devi fare perché ciò avvenga è quella di impegnarsi ogni giorno a mettere in pratica la parola del Signore. Si tratta di farlo con semplicità, ma anche pienamente consapevoli che questo trasforma la nostra vita: essa diviene luogo e spazio in cui la Santissima Trinità è pienamente accolta da noi. Approfitta di questo grande dono e conoscerai la vera felicità: quella che Dio dona a coloro che si aprono alla sua presenza.

 

SULL’ESEMPIO DI MARIA……. Come posso lasciarmi guidare dallo Spirito Santo se non lo desidero? Maria è il modello più bello di un cuore ardente di amore. Oggi mi ritaglierò un tempo di preghiera per invocare questo dono, insieme a Maria, nella preghiera del Rosario.        

Gocce di Spirito Santo

 

gesù.jpgLa stella di Gesù

 

Due millenni fa i magi si sono messi in cammino per seguire una stella. Il loro lungo viaggio è approdato a Betlemme dove, dice il Vangelo, trovarono “il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”. Anche noi come loro vogliamo metterci in cammino e seguire quella che il Vangelo chiama “la sua stella”, la stella di Gesù. Ma cos’è questa stella? Nel simbolismo dell’Antico Testamento, la stella indica la luce. Una colonna di fuoco guida gli ebrei, nell’Esodo; la stella guida i Magi.

S. Paolo nella lettera ai Romani dice: “Quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio”. La stella che guida è Spirito Santo. Anche Gesù viene guidato dallo Spirito Santo, che è Luce, gioia.

L’esperienza dello Spirito Santo è una realtà per tutti noi. Una realtà concreta, come l’essere amati e il respirare. E’ Dio presente al nostro stesso spirito; è l’anima della nostra anima. Ma non Dio quale causa creativa di tutte le cose, non Dio che si manifesta nella storia, e Dio presente in noi, in maniera particolare come santificatore, come rinnovatore, come guida delle comunità e delle persone; le afferra, le ispira, le trasforma. Lo Spirito Santo è quel potere misterioso che spinge lo spirito umano al di sopra di se stesso, verso ciò che non può conseguire da solo, verso l’amore che è più grande di ogni altro dono, verso la Verità, in cui si apre a noi la profondità dell’essere, verso la Santità, che è la manifestazione della presenza di Dio, l’Assoluto.

Lo Spirito Santo opera in noi con voce sommessa: è una voce insistente, che ci dice che la nostra vita è vuota, insignificante, ma che ci sono probabilità di una vita nuova, che attendono, davanti alla porta del nostro io interiore, di riempire quel vuoto, di vincere il nostro torpore. E ‘lo Spirito Santo che opera in noi, svegliando il desiderio di lottare per conseguire Dio; di resistere alle volgarità della vita di ogni giorno; di rompere e spezzare la spirale della monotonia quotidiana. È lo Spirito Santo che può infondere il coraggio di dire sì alla vita.

È lo spirito Santo che può rivelare che non abbiamo ferito profondamente qualcuno, ma che può darci anche la giusta parola che ce lo riconcilia. È lo spirito Santo che può farci amare con un amore divino una persona che noi detestiamo profondamente, o che ci è del tutto indifferente. E’ lo spirito Santo che può infondere calore al freddo che sentiamo dentro di noi e intorno a noi, che può darci sapienza e forza dove ha fallito il nostro amore di uomini per una qualche persona amata.

E’ lo Spirito Santo che ci può dare il potere prodigioso della preghiera, che nessuno possiede se non attraverso la sua spirituale presenza. La preghiera è il desiderio dello Spirito Santo in noi che ci fa convergere verso le nostre origini, in Dio. Lo Spirito Santo, guida misteriosa, può essere paragonato all’aria che noi respiriamo, la quale ci circonda, produce la vita dentro di noi. Lo Spirito è sempre presente, nelle tempestose estasi del cuore come nei momenti di calma.


Don Carlo De Ambrogio