La Settimana Santa

croce_spine_001

La Domenica delle Palme ci introduce nella Settimana Santa, nella quale siamo chiamati a ripercorrere con Cristo giorno per giorno i momenti culminanti della sua passione e morte, per giungere con cuore rinnovato alla sua resurrezione. Non è semplicemente un momento importante dell’anno liturgico, è la sorgente di tutte le altre celebrazioni dell’anno. Tutte, infatti, si riferiscono al mistero della Pasqua da cui scaturisce la salvezza nostra e del mondo. E’ la Settimana che racconta la totalità e fedeltà dell’amore del Padre che ci dona il Figlio. Gesù, vivendo la “sua passione”, non guarda solo la nostra povertà di uomini “allo sbando” senza l’amore del Padre, ma se ne fa carico per riportarci alla pienezza della vita, attraverso la sua morte in croce, unica via per il dono della risurrezione.

Dal Mercoledì delle Ceneri la parola del Signore, come in un pellegrinaggio spirituale, ci ha preso per mano e ci ha accompagnato perché fossimo pronti ad accogliere la Settimana Santa. Nei prossimi giorni la parola di Dio si intensificherà affinché i nostri occhi non si stacchino da Gesù, ma lo seguano passo dopo passo per apprendere dai suoi gesti il suo amore per tutti. Sì, dobbiamo tenere fissi i nostri occhi sul volto di Gesù, che accetta anche la morte pur di salvarci. Solo così potremo incontrare i suoi occhi affranti dal dolore, ma sempre pieni di misericordia e di affetto, che ci guarderanno come guardarono Pietro, che pure lo aveva tradito, e sentiremo nel profondo del nostro essere un sentimento di dolore e insieme di tenerezza. Possa ognuno di noi iniziare a seguirlo con cuore nuovo.

 

Chiediamo l’intercessione di Maria affinché ci insegni l’amore con cui dobbiamo seguire Gesù in questa Settimana Santa e in tutta la nostra vita.

 

DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)

palme

La liturgia della Domenica delle Palme ha due momenti significativi: la processione a ricordo dell’entrata festosa di Gesù nella città santa e la lettura dell’intero racconto della passione secondo Matteo. La processione delle Palme si svolge prima della Messa. Anche noi come le folle di Gerusalemme agitiamo le nostre palme per accogliere Gesù: per esprimere la gioia di accompagnarlo, di saperlo vicino, presente in mezzo a noi e in mezzo a noi come amico, come un fratello, anche come re, cioè come faro luminoso della nostra vita. Gesù è Dio, ma si è abbassato a camminare come noi. E’ il nostro amico, il nostro fratello che ci illumina nel cammino. E così oggi lo accogliamo con gioia. Sì, con gioia, perché un cristiano non può essere mai triste! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma dall’ aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi, nasce dal sapere che con lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili. In questa domenica si celebra, a livello diocesano, la giornata della Gioventù.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Is 50,4-7

Salmo responsoriale: Sal 21

Seconda lettura: Fil 2,6-11

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)

Lode e onore a te, Signore Gesù! Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome. Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo Forma breve (27, 11-54):  Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo.

viacrucis2In quel tempo Gesù comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.

Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

– Salve, re dei Giudei!

Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.

– Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni

Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma

non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».

Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

– Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!

Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.

– Elì, Elì, lemà sabactàni?

A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Parola del Signore

COMMENTO AL VANGELO

Il racconto della Passione di Gesù ha sempre un effetto profondo sul nostro cuore: subito ci viene in mente di identificarci con qualche personaggio che ebbe un ruolo più o meno importante nella vicenda. Tu chi sei? Forse Pietro, o Maria di Màgdala, o Giuda, o uno degli apostoli, o pilato … Forse, qualcosa di ognuno di loro vive in te: per questo, nonostante le tue fragilità e le tue infedeltà sei chiamato, come ogni anno, ad accompagnare Gesù sul Calvario, per essere inondato dai fiumi di misericordia che sgorgano dal suo costato trafitto. Seguilo senza paura, e non temere per i tuoi peccati: egli, dalla sua croce, ti darà vita e nuova dignità. Non devi fare altro che seguirlo con amore e nel silenzio, in questo giorno santo.

SULL’ ESEMPIO DI MARIA …. Oggi inizia la Settimana Santa, la “Grande Settimana” come è chiamata in Oriente. Mi propongo di partecipare alla Messa e di ascoltare la lettura del Vangelo della passione, con grande amore, attenzione e devozione, senza distrazioni e stanchezza. Aiutami, Maria, Vergine dell’ascolto!

Sulla Tua Parola

 

GIOVEDI’ SANTO

Nella Messa vespertina del Giovedì Santo, chiamata Cena del Signore, la chiesa commemora l’istituzione dell ‘Eucaristia, del sacerdozio ministeriale. Gesù lascia ai suoi discepoli il comandamento nuovo della carità. Sotto le specie del pane e del vino Gesù si rende presente col suo corpo dato e col suo sangue versato. Gesù costituisce ministri i suoi discepoli e quanti ne proseguiranno il ministero nei secoli. Il Giovedì Santo pertanto rinnova l’invito a rendere grazie a Dio per il sommo dono dell’Eucaristia, da accogliere con devozione e da adorare con viva fede. La chiesa incoraggia a vegliare in presenza del Santissimo, dopo la messa, ricordando l’ora triste che Gesù passò in solitudine e preghiera nel Getsemani, prima di essere arrestato e poi venire condannato a morte.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Es 12,1-8.11-14

Salmo responsoriale: Sal 115

Seconda lettura: 1Cor 11,23-26

settimana santa, giovedì santo 2013, lavanda dei piedi, istituzione dell'eucaristia, istituzione del sacerdozio, dono del servizio, carità amore per gli altri, ultima cena,vangelo di Giovanni 13,1-15

 

 

 

 

Ascolta il Vangelo audio:
 http://dolcesentire.myblog.it/media/00/01/4213055460.mp3

Vangelo: Gv 13,1-15

settimana santa, giovedì santo 2013, lavanda dei piedi, istituzione dell'eucaristia, istituzione del sacerdozio, dono del servizio, carità amore per gli altri, ultima cena,vangelo di Giovanni 13,1-15Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.

Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».


Commento al Vangelo

Il Vangelo di Giovanni è l’unico che non racconta l’istituzione dell’Eucaristia, ma spiega il suo significato profondo attraverso il racconto della lavanda dei piedi. Se la partecipazione all’Eucaristia non spinge al servizio, diviene un rituale vuoto e senza senso. Siccome Gesù conosce perfettamente il nostro animo, ecco il rimedio pratico: la tua partecipazione attiva alla santa messa si vede dai frutti che essa porta nella tua vita, soprattutto quando decidi di lavare i piedi agli altri. Questo gesto, in sé considerato come umiliante al tempo del Signore, diviene in realtà espressione massima dell’amore vicendevole che vive nel cuore di coloro che credono in lui. Solo chi sa abbassarsi di fronte agli altri in un gesto carico d’amore ha capito davvero cosa significhi nutrirsi del Corpo e del Sangue di Cristo.

Sulla tua Parola

 

 

DOMENICA DELLE PALME (Anno C)

Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme

Vangelo (Lc 19,28-40)

settimana santa, passione del signore, messia, cristo gesù, vangelo del 24/03/2013, passione di nostro signore, gesù entra a gerusalemme, gesù accalmato, rami d'ulivo, commemorazione di gesù in gerusalemmeIn quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto,  dicendo:
«Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Prima lettura: Is 50,4-7

Salmo responsoriale: Sal 21

Seconda lettura: Fil 2,6-11


Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca

Vangelo: Forma breve (Lc 23,1-49):

settimana santa, passione del signore, messia, cristo gesù, vangelo del 24/03/2013, passione di nostro signore, gesù entra a gerusalemme, gesù accalmato, rami d'ulivo, commemorazione di gesù in gerusalemme– Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna

In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.

– Erode con i suoi soldati insulta Gesù

Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.

– Pilato abbandona Gesù alla loro volontà

Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

– Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me

Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

 

– Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».

Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

– Costui è il re dei Giudei

Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

– Oggi con me sarai nel paradiso

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

– Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

 

Commento al Vangelo

La Domenica delle Palme ci introduce nella settimana Santa. La liturgia ha due parti. La prima riguarda le Palme e cioè il trionfo messianico di Cristo. I fedeli hanno in mano dei rami di ulivo o di palma: li agitano per rievocare e ripetere l’avvenimento che allora dichiarò chi era Gesù. In quel giorno fu attribuito il nome che è diventato suo: Cristo, che vuol dire messia, il Re, l’Unto e il consacrato di Dio, che è poi anche il nostro nome, perché ci chiamiamo cristiani. Proprio in quel giorno, Gesù lasciò che fossero conosciute ed esaltate la sua personalità e la sua missione e gli venisse attribuito apertamente il titolo di Cristo e Messi. Questa è la prima fase liturgica, simboleggiata dalle palme, dalla processione, dalla letizia che la pervade. Nella seconda parte, la santa messa è caratterizzata dalla lettura della Passione del signore. A differenza della prima essa è improntata da un profondo senso di commozione e tragedia. La liturgia si fa d’improvviso triste e grave, e la croce, eccola qui, dinnanzi a noi. Lasciamoci impressionare da queste altissime verità. Lasciamoci commuovere, sì, commuovere. Sentiamo nelle nostre anime ciò che Gesù Cristo senti in sé medesimo.

Che da lui passi il fluido, la corrente dei suoi sentimenti, per trasformare e accendere i nostri! Gesù offre la sua vita per noi: ciascuno di noi è debitore a lui di una salvezza per cui è occorso il prezzo del suo sangue. E noi non possiamo, non dobbiamo, rimanere inerti.

Dunque la gratitudine e il ringraziamento, nel giorno delle Palme, è l’atteggiamento migliore per celebrare l’amore che Gesù ha per ognuno di noi, fino al dono della sua vita.

Gesù nella sua passione manifesta tutta l’impotenza e la debolezza dell’amore che si fa cieco e povero, per donare a tutti una nuova vita e una dignità ritrovata. Gesù ha vissuto l’umiliazione di abbassare la sua divinità perché noi potessimo essere rialzati alle sublime altezze del cielo. Quando non riesci a capire la gravità del peccato e le sue nefaste conseguenze, prova a rileggere questa lettura: ti accorgerai di quanto sei costato al figlio di Dio. Questa ti servirà per prendere sul serio il suo amore per te.


Sull’esempio di Maria….

Mediterò la passione del Signore nella preghiera e nel silenzio. Chiederò a Maria l’aiuto affinchè possa modellare il mio stile di vita su quello di Gesù.

Sulla tua Parola

 

 

SETTIMANA SANTA

 

Settimana-Santa-1.jpg

La settimana, che inizia con la Domenica delle Palme, viene chiamata Santa, perché in essa, non solo si ricordano, ma si celebrano i grandi misteri della nostra redenzione: da quella settimana l’umanità intera ha ricominciato e può oggi ricominciare a vivere secondo la vera ragione del suo essere ed esistere, ossia come figli di Dio, quindi eredi del Paradiso.

E’ davvero incredibile ciò che Gesù ha vissuto per ciascuno di noi. Non ci poteva essere un amore più grande. Dio si è preso sulle sue spalle le nostre colpe: un atto d’amore divino su cui dovremmo meditare per giungere a ringraziare infinitamente, in ogni istante della nostra esistenza. Con la sua passione  e resurrezione Gesù, figlio di Dio, ci ha resi nuovamente creature capaci di Paradiso…se accogliamo e viviamo la sua vita in noi.

Dal Mercoledì delle Ceneri la Parola del Signore, come in un pellegrinaggio spirituale, ci ha preso per mano e ci ha accompagnato perché fossimo pronti ad accogliere la settimana Santa. Nei giorni prossimi la Parola di Dio si intensificherà affinchè i nostri occhi non si stanchino di Gesù, ma lo seguano passo dopo passo per apprendere dai suoi gesti il suo amore per tutti. Sì, dobbiamo tener fissi i nostri occhi sul volto di Gesù che accetta anche la morte pur di salvarci. Solo così potremo incontrare i suoi occhi affranti dal dolore, ma sempre pieni di misericordia e di affetto, che ci guarderanno come guardano Pietro, che pure lo aveva tradito, e sentiremo nel profondo del nostro cuore un nodo di dolore e di tenerezza assieme, e inizieremo a seguirlo con cuore nuovo.