Venerdì Santo

Riflessione sul Venerdì Santo 

croce 10

E siamo così al Venerdì Santo, giorno della Passione e della crocifissione del Signore. Ogni anno, ponendoci in silenzio di fronte a Gesù appeso al legno della croce, avvertiamo quanto siano piene di amore le parole pronunciate la vigilia, nel corso dell’ultima Cena. <<Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti>>. Gesù ha voluto offrire la sua vita in sacrificio per la remissione dei peccati dell’umanità. Come di fronte all’Eucaristia, così di fronte alla passione e morte di Gesù in croce il mistero si fa insondabile per la ragione. Siamo posti davanti a qualcosa che umanamente potrebbe apparire assurdo: un Dio che non solo si fa uomo, con tutti i bisogni dell’uomo, non solo soffre per salvare l’uomo, caricandosi di tutta la tragedia dell’umanità, ma muore per l’uomo. La morte di Cristo richiama il cumulo di dolore e di mali che grava sull’umanità di ogni tempo: il peso schiacciante del nostro morire, l’odio e la violenza che ancora oggi insanguinano la terra. La passione del Signore continua nelle sofferenze degli uomini. Come scrive Blaise Pascal, <<Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo>>.

Se il Venerdì Santo è giorno pieno di tristezza, è dunque, al tempo stesso, giorno quanto mai propizio per ridestare la fede, per rinsaldare la speranza e il coraggio di portare ciascuno la nostra croce con umiltà, fiducia e abbandono in Dio, certi del suo sostegno e della sua vittoria.

Canta la liturgia di questo giorno:<< O Crux, ave, spes unica>>, (Ave, o croce, unica speranza!).

La luce interiore che ha guidato Gesù lungo il percorso doloroso della passione e morte è stata una: il suo abbandono a Dio. Nonostante avesse paura di morire, si fidò pienamente del Padre, affidandosi alla sua volontà. Per tale motivo Gesù è causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono. Questo, dunque sia per te un giorno di ringraziamento e gratitudine: per la sua obbedienza tu puoi vivere nella libertà dei figli di Dio, che egli dona a chi umilmente si accosta a lui. Solo quando obbedisci a Dio, sei veramente libero, e i tratti del volto di Cristo risplendono sul tuo.

Nel dramma della passione, c’è una persona che è sempre vicina a Gesù in maniera discreta, ma forte. E’ sua madre, che dopo aver accompagnato il Figlio, riceve il compito di accompagnare tutta la Chiesa alla pienezza della vita in Dio. Maria, sotto la croce, t’insegna molte cose. Anzitutto, il silenzio. Di fronte alla croce, non c’è molto da dire: ma il suo silenzio significa partecipazione e forte sostegno. Quando anche tu sarai in grado di vivere il silenzio come dimostrazione di fede e di fiducia in Dio, scoprirai la forza che proviene da questo atteggiamento. Ma da lei puoi imparare anche qualcos’altro: essere vicini alle croci dei nostri fratelli e amici, anche senza parlare, è segno di grande carità e condivisione. E’ questo l’atto d’amore più semplice e più efficace che possiamo fare.

Onnipotente, eterno

Onnipotente, eterno

(Questa è la preghiera che San Francesco consigliava ai suoi frati riuniti a Capitolo, per ottenere la grazia di riuscire ad imitare Gesù)

Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio,

concedi a noi miseri di fare, per tuo amore,

ciò che sappiamo che tu vuoi

e di volere sempre ciò che a te piace,

affinchè, interiormente purificati,

interiormente illuminati

e accesi dal fuoco dello Spirito santo,

possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto,

il Signore nostro Gesù Cristo,

e con l’aiuto della tua sola grazia giungere a te,

o Altissimo, che nella Trinità perfetta

e nell’Unità semplice vivi e regni e sei glorificato,

dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

(FF 233)

Festa di San Francesco

Preghiera 1

Altissimo e glorioso Dio,

illumina le tenebre del cuore mio.

Dammi fede retta, speranza certa e carità perfetta.

Dammi umiltà profonda, sapienza e conoscenza

Affinchè io serva i tuoi comandamenti

E faccia la tua volontà. Amen

ofs2

Preghiera 2

Il nostro corpo è la nostra cella

Dovunque siamo e andiamo, noi abbiamo la cella con noi: Fratello corpo è la nostra cella, e l’anima è l’eremita che vi abita dentro per pregare il Signore e meditare su di lui.

Perciò se l’anima non rimane in tranquillità e solitudine nella sua cella, di ben poco giovamento è per il religioso quella fabbricata con le mani.

FF 1659

Festa di San Francesco

In preparazione alla festa del santo di Assisi….

Preghiera di San Francesco

ofs2

Preghiera Semplice

Tutto ciò che questa preghiera esprime si può ritrovare nella vita del Santo e nel suo anelito ad essere uno strumento di pace e di gioia.

Signore, fa di me

Uno strumento della tua pace:

Dove è odio, fa ch’io porti l’amore,

Dove è offesa, ch’io porti il perdono,

Dove è discordia, ch’io porti l’unione,

Dove è dubbio, ch’io porti la fede.

Dove è errore, ch’io porti la verità,

Dove è disperazione, ch’io porti la speranza,

Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,

Dove è tenebra, ch’io porti la luce.

 

Maestro, fa che io non cerchi tanto

Di esser consolato, quanto a consolare;

Di essere compreso, quanto a comprendere;

Di essere amato, quanto ad amare.

 

Poiché, così è:

Dando, che si riceve;

Perdonando, che si è perdonati;

Morendo, che si risuscita a Vita eterna.

Festa di San Francesco

In Preparazione alla Festa del Santo di Assisi

Preghiere di San Francesco

Come le Virtù allontanano i vizi

Dove è carità e sapienza,

ivi non è timore né ignoranza.

Dove è pazienza e umiltà,

ivi non è ira né turbamento.

Dove è povertà con letizia,

ivi non è cupidigia né avarizia.

Dove è quiete e meditazione

ivi non è affanno né dissipazione.

Dove è il timore del Signore a custodire la sua casa,

ivi il nemico non può trovare via d’entrata.

Dove è misericordia e discrezione,

ivi non è superfluità né durezza.

(FF 177)

 tao150 (1)

 

La sapienza del cuore

Tutti noi guardiamoci da ogni superbia e vana gloria,

e difendiamoci dalla sapienza di questo mondo e dalla prudenza della carne.

Lo spirito della carne, infatti, vuole e si preoccupa molto di possedere parole, ma poco di attuarle, e cerca non la religiosità e la santità che appaia al di fuori agli uomini.

E’ di questi che il Signore dice <<In verità vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa>>.

Lo spirito del Signore invece vuole che la carne sia mortificata …. E ricerca l’umiltà e la pazienza, la pura semplicità e la vera pace dello spirito.

 

(FF 48)