XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C): 

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: 2Sam 5,1-3

Salmo responsoriale: Sal 121

Seconda lettura: Col 1,12-20

Canto al Vangelo (Mc 11,9.10)
Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Alleluia.

Ascolta il Vangelo audio: 

Vangelo: Lc 23,35-43

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Parola del Signore

 

Omelia di Papa Francesco (in forma integrale)

La solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo corona l’anno liturgico e questo Anno santo della misericordia. Il Vangelo presenta infatti la regalità di Gesù al culmine della sua opera di salvezza, e lo fa in un modo sorprendente. «Il Cristo di Dio, l’eletto, il Re» (Lc 23,35.37) appare senza potere e senza gloria: è sulla croce, dove sembra più un vinto che un vincitore. La sua regalità è paradossale: il suo trono è la croce; la sua corona è di spine; non ha uno scettro, ma gli viene posta una canna in mano; non porta abiti sontuosi, ma è privato della tunica; non ha anelli luccicanti alle dita, ma le mani trafitte dai chiodi; non possiede un tesoro, ma viene venduto per trenta monete.

Davvero il regno di Gesù non è di questo mondo (cfr Gv 18,36); ma proprio in esso, ci dice l’Apostolo Paolo nella seconda lettura, troviamo la redenzione e il perdono (cfr Col 1,13-14). Perché la grandezza del suo regno non è la potenza secondo il mondo, ma l’amore di Dio, un amore capace di raggiungere e risanare ogni cosa. Per questo amore Cristo si è abbassato fino a noi, ha abitato la nostra miseria umana, ha provato la nostra condizione più infima: l’ingiustizia, il tradimento, l’abbandono; ha sperimentato la morte, il sepolcro, gli inferi. In questo modo il nostro Re si è spinto fino ai confini dell’universo per abbracciare e salvare ogni vivente. Non ci ha condannati, non ci ha nemmeno conquistati, non ha mai violato la nostra libertà, ma si è fatto strada con l’amore umile che tutto scusa, tutto spera, tutto sopporta (cfr 1 Cor 13,7). Solo questo amore ha vinto e continua a vincere i nostri grandi avversari: il peccato, la morte, la paura.

Oggi, cari fratelli e sorelle, proclamiamo questa singolare vittoria, con la quale Gesù è divenuto il Re dei secoli, il Signore della storia: con la sola onnipotenza dell’amore, che è la natura di Dio, la sua stessa vita, e che non avrà mai fine (cfr 1 Cor 13,8). Con gioia condividiamo la bellezza di avere come nostro re Gesù: la sua signoria di amore trasforma il peccato in grazia, la morte in risurrezione, la paura in fiducia.

Sarebbe però poca cosa credere che Gesù è Re dell’universo e centro della storia, senza farlo diventare Signore della nostra vita: tutto ciò è vano se non lo accogliamo personalmente e se non accogliamo anche il suo modo di regnare. Ci aiutano in questo i personaggi che il Vangelo odierno presenta. Oltre a Gesù, compaiono tre figure: il popolo che guarda, il gruppo che sta nei pressi della croce e un malfattore crocifisso accanto a Gesù.

Anzitutto, il popolo: il Vangelo dice che «stava a vedere» (Lc 23,35): nessuno dice una parola, nessuno si avvicina. Il popolo sta lontano, a guardare che cosa succede. È lo stesso popolo che per le proprie necessità si accalcava attorno a Gesù, ed ora tiene le distanze. Di fronte alle circostanze della vita o alle nostre attese non realizzate, anche noi possiamo avere la tentazione di prendere le distanze dalla regalità di Gesù, di non accettare fino in fondo lo scandalo del suo amore umile, che inquieta il nostro io, che scomoda. Si preferisce rimanere alla finestra, stare a parte, piuttosto che avvicinarsi e farsi prossimi. Ma il popolo santo, che ha Gesù come Re, è chiamato a seguire la sua via di amore concreto; a domandarsi, ciascuno ogni giorno: “che cosa mi chiede l’amore, dove mi spinge? Che risposta do a Gesù con la mia vita?”

C’è un secondo gruppo, che comprende diversi personaggi: i capi del popolo, i soldati e un malfattore. Tutti costoro deridono Gesù. Gli rivolgono la stessa provocazione: «Salvi se stesso!» (cfr Lc 23,35.37.39) È una tentazione peggiore di quella del popolo. Qui tentano Gesù, come fece il diavolo agli inizi del Vangelo (cfr Lc 4,1-13), perché rinunci a regnare alla maniera di Dio, ma lo faccia secondo la logica del mondo: scenda dalla croce e sconfigga i nemici! Se è Dio, dimostri potenza e superiorità! Questa tentazione è un attacco diretto all’amore: «salva te stesso» (vv. 37.39); non gli altri, ma te stesso. Prevalga l’io con la sua forza, con la sua gloria, con il suo successo. È la tentazione più terribile, la prima e l’ultima del Vangelo. Ma di fronte a questo attacco al proprio modo di essere, Gesù non parla, non reagisce. Non si difende, non prova a convincere, non fa un’apologetica della sua regalità. Continua piuttosto ad amare, perdona, vive il momento della prova secondo la volontà del Padre, certo che l’amore porterà frutto.

Per accogliere la regalità di Gesù, siamo chiamati a lottare contro questa tentazione, a fissare lo sguardo sul Crocifisso, per diventargli sempre più fedeli. Quante volte invece, anche tra noi, si sono ricercate le appaganti sicurezze offerte dal mondo. Quante volte siamo stati tentati di scendere dalla croce. La forza di attrazione del potere e del successo è sembrata una via facile e rapida per diffondere il Vangelo, dimenticando in fretta come opera il regno di Dio. Quest’Anno della misericordia ci ha invitato a riscoprire il centro, a ritornare all’essenziale. Questo tempo di misericordia ci chiama a guardare al vero volto del nostro Re, quello che risplende nella Pasqua, e a riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è accogliente, libera, fedele, povera nei mezzi e ricca nell’amore, missionaria. La misericordia, portandoci al cuore del Vangelo, ci esorta anche a rinunciare ad abitudini e consuetudini che possono ostacolare il servizio al regno di Dio; a trovare il nostro orientamento solo nella perenne e umile regalità di Gesù, non nell’adeguamento alle precarie regalità e ai mutevoli poteri di ogni epoca.

Nel Vangelo compare un altro personaggio, più vicino a Gesù, il malfattore che lo prega dicendo: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (v. 42). Questa persona, semplicemente guardando Gesù, ha creduto nel suo regno. E non si è chiuso in se stesso, ma con i suoi sbagli, i suoi peccati e i suoi guai si è rivolto a Gesù. Ha chiesto di esser ricordato e ha provato la misericordia di Dio: «oggi con me sarai nel paradiso» (v. 43). Dio, appena gliene diamo la possibilità, si ricorda di noi. Egli è pronto a cancellare completamente e per sempre il peccato, perché la sua memoria non registra il male fatto e non tiene sempre conto dei torti subiti, come la nostra. Dio non ha memoria del peccato, ma di noi, di ciascuno di noi, suoi figli amati. E crede che è sempre possibile ricominciare, rialzarsi.

Chiediamo anche noi il dono di questa memoria aperta e viva. Chiediamo la grazia di non chiudere mai le porte della riconciliazione e del perdono, ma di saper andare oltre il male e le divergenze, aprendo ogni possibile via di speranza. Come Dio crede in noi stessi, infinitamente al di là dei nostri meriti, così anche noi siamo chiamati a infondere speranza e a dare opportunità agli altri. Perché, anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo. Dal costato squarciato del Risorto scaturiscono fino alla fine dei tempi la misericordia, la consolazione e la speranza.

Tanti pellegrini hanno varcato le Porte sante e fuori del fragore delle cronache hanno gustato la grande bontà del Signore. Ringraziamo per questo e ricordiamoci che siamo stati investiti di misericordia per rivestirci di sentimenti di misericordia, per diventare noi pure strumenti di misericordia. Proseguiamo questo nostro cammino, insieme. Ci accompagni la Madonna, anche lei era vicino alla croce, lei ci ha partorito lì come tenera Madre della Chiesa che tutti desidera raccogliere sotto il suo manto. Ella sotto la croce ha visto il buon ladrone ricevere il perdono e ha preso il discepolo di Gesù come suo figlio. È la Madre di misericordia, a cui ci affidiamo: ogni nostra situazione, ogni nostra preghiera, rivolta ai suoi occhi misericordiosi, non resterà senza risposta.

Radio Vaticana

 

SETTIMANA SANTA

2- Breve Riflessione sulla Settimana Santa

croce_spine_001

“Il Maestro dice: farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. Oggi, per celebrare la Pasqua con i suoi discepoli, il Signore ci chiede accoglienza, ci chiama a fare della nostra vita una stanza addobbata dove egli possa sedersi a mensa e donarsi. Gli daremo questa opportunità? Il Signore vuole che alla sua cena partecipi anche Giuda, non mette condizioni, non occorre essere bravi ragazzi per accogliere la sua Parola, il Signore viene e si dona. Sono ormai le ultime ore, Gesù sente che l’epilogo è vicino e vuole compiere un gesto unico, straordinario, un gesto di dono definitivo. Poi sarà il silenzio, starà a noi capire e schierarci, accogliendo il dono di un Dio che muore per amore. Giuda ha chiuso il suo cuore: il suo migliore amico è venduto al prezzo di uno schiavo! Ingannato dal sinedrio, diventa ingannatore ed è travolto dalla tenebra. Non basta avere conosciuto il Signore, averlo seguito, avere lasciato tutto per essere suoi discepoli: l’avversario ci è accanto, ci può trarre tragicamente in inganno: occorre vegliare.

Sulla Tua parola

SETTIMANA SANTA

1- Breve Riflessione sulla Settimana Santa

gesu38

La Settimana, che inizia con la Domenica delle Palme, viene giustamente chiamata Santa, perché in essa, non solo si ricordano, ma si celebrano i grandi misteri della nostra redenzione: da quella Settimana l’umanità intera ha ricominciato e può oggi ricominciare a vivere la vera ragione del suo essere ed esistere, ossia come figli di Dio, quindi eredi del Paradiso.

E’ davvero incredibile ciò che Gesù ha vissuto per ciascuno di noi. Non ci poteva essere un amore più grande. Dio si è preso sulle spalle le nostre colpe: un atto d’amore divino su cui dovremmo meditare per giungere a ringraziare infinitamente, in ogni istante della nostra esistenza. Con la sua passione e risurrezione Gesù, Figlio di Dio, ci ha resi nuovamente creature capaci di Paradiso… se accogliamo e viviamo la sua vita in noi.

Dal Mercoledì delle Ceneri la parola del Signore, come in un pellegrinaggio spirituale, ci ha preso per mano e ci ha accompagnato perché fossimo pronti ad accogliere la Settimana Santa.

Nei giorni prossimi la parola di Dio si intensificherà affinchè i nostri occhi non si stacchino da Gesù, ma lo seguano passo dopo passo per apprendere dai suoi gesti il suo amore per tutti. Sì, dobbiamo tener fissi i nostri occhi sul volto di Gesù che accetta la morte pur di salvarci. Solo così potremo incontrare i suoi occhi affranti dal dolore, ma sempre pieni di misericordia e affetto, che ci guarderanno come guardarono Pietro, che pure lo aveva tradito, e sentiremo nel profondo del cuore un nodo di dolore e di tenerezza assieme, e inizieremo a seguirlo con un cuore nuovo.

                      Sulla Tua Parola

VIA CRUCIS: La via della croce

Percorriamo insieme a Gesù la Via Crucis

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.Amen.

O Dio, Vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Introduzione alla via Crucis

Disponiamo i nostri cuori alla contemplazione della Passione, della morte e risurrezione del Signore nostro Salvatore.

PRIMA STAZIONE: Gesù è  condannato a morte

4038359745

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal vangelo secondo Luca (23, 2.23-25)

I giudei condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo… e insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà.

 

Preghiamo

Signore Gesù, tu sei l’innocente condannato. Donaci di riconoscere il nostro male, il peccato che si annida dentro di noi, perché, reso limpido l’occhio del cuore, possiamo conoscere te, il solo puro e il solo santo, e accogliere il dono della salvezza. A te, Gesù, agnello di Dio che hai preso su di te il peccato dell’uomo, la nostra lode perenne e grata. Amen.

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

SECONDA STAZIONE: Gesù è caricato della croce

viacrucis2

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal vangelo secondo Luca (9,23-24)

Poi, a tutti, diceva:” Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sè stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salerà”.

 

Preghiamo

Gesu’, concedici di riconoscere in te, coronato di spine, percorso e umiliato, il Signore della gloria e il Salvatore del mondo; di accogliere te, Verbo di Dio fatto uomo, per divenire come te figli di Dio. A te, Gesù carico della croce del mondo, sia lode e gloria nei secoli eterni. Amen

 Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

TERZA STAZIONE: Gesù cade per la prima volta

9ª-Estação-800x1024

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal libro del profeta Isaia (52, 4-5)

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

 

Preghiamo

Signore Gesù, donaci di comprendere e di rispettare la dignità dell’uomo: in lui è sigillo del Padre, la tua impronta, il soffio dello Spirito. E quando egli cade, spinto dal male, là siano, Signore, le nostre mani per sollevarlo, le braccia per accoglierlo. A te, Gesù, caduto a terra per sollevare l’uomo, si elevi il canto della nostra speranza. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUARTA STAZIONE: Gesù incontra sua madre

crucis04

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (2, 34-35)

Simeone parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

 

Preghiamo

Santa Maria, con il figlio nel grembo, sei salita, portatrice di grazia e di gioia, sulle montagne della Giudea; ora, con il cuore trafitto, sali con il Figlio il monte calvario. Vergine, donna del dolore, insegnaci a salire con te, credendo e amando, il colle del sacrificio. A te, Vergine dell’incontro, forte nel dolore, la nostra lode e il nostro amore perenne. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUINTA STAZIONE: Gesù è aiutato da Simone di Cirene

crucis05

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23,26)

Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Ciréne che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.

 

Preghiamo

Signore Gesù, per un disegno di misericordia, un’ingiustizia compiuta dagli uomini divenne per Simone di Cirene occasione di grazia: mentre tu portavi il peccato del mondo, egli potava il legno del supplizio: camminando dietro a te, afferrato dal tuo amore, divenne, passo dopo passo, tuo discepolo. Concedici, Gesù, di comprendere il mistero della Croce: di portarla come te, perché, solidali con te nella morte, entriamo con te nella gloria. A te, Gesù, Uomo-Dio, onnipotente nella divinità, debole nell’umanità, ogni onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

SESTA STAZIONE: Gesù è asciugato in volto dalla Veronica

crucis06

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Libro del profeta Isaia (53, 6-7)

E’ cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

 

Preghiamo

Gesù, figlio di Dio e figlio di Maria mostraci il tuo volto sereno e mite, e noi vedremo la gloria del Padre e la dignità dell’uomo; mostraci il tuo volto rigato di sangue, e noi saremo salvi; mostraci il tuo volto di luce e noi saremo trasfigurati nello splendore della risurrezione. A te, Gesù, Dio da Dio, luce da luce, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

SETTIMA STAZIONE: Gesù cade la seconda volta

crucis07

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dalla prima Lettera di San Pietro Apostolo (2, 21-15)

Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.

 

Preghiamo

Gesù, sei caduto di nuovo a terra: nuove piaghe, nuovi rivoli di sangue. Ma, per amore del Padre, con l’energia dello Spirito, ti rialzi e riprendi il cammino a fianco dell’uomo che si affatica, vacilla e cade. Sii per noi, Gesù, la forza che ci sostiene nella tentazione, la mano che ci rialza nella caduta, il balsamo che lenisce le nostre piaghe. A te, Gesù, sacerdote santo, chino sull’uomo caduco, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

OTTAVA STAZIONE: Gesù incontra le donne di Gerusalemme

crucis08

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23, 27-28)

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: <<Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli>>.

 

Preghiamo

Signore, donaci un cuore retto, che non si faccia complice dell’ingiustizia né sia insensibile alla sofferenza; un cuore compassionevole, che si chini sulla miseria dell’uomo e ne compianga lo smarrimento quando, allontanandosi dalla via della vita, egli si inoltra nella via della morte. A te, Gesù, che hai pianto su Gerusalemme, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

NONA STAZIONE: Gesù cade la terza volta

crucis03

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dalla Lettera ai Romani (15, 1-3)

Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare l’infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. Cristo infatti non cercò di piacere a sé stesso, ma come sta scritto: <<Gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me>>.

 

Preghiamo

Signore, caduto a terra, sei sempre nostro Maestro: di fortezza, di tenacia, di amore. Insegnaci a soffrire senza lamento, a rialzarci senza esitazione, a cercare senza compromessi la gloria del Padre e la salvezza dell’uomo. A te, Gesù, caduto a terra sulla via del Calvario, innalzato alla destra del Padre, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen.

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

DECIMA STAZIONE: Gesù è spogliato delle vesti

VC10vesti

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 23-24)

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la scrittura:<< si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte>>. E i soldati fecero proprio così.

 

Preghiamo

Signore Gesù, nelle acque del battesimo ci siamo spogliati del vecchio Adamo e rivestiti della tua novità; concedi a noi di essere fedeli all’impegno cristiano: di spogliarci della nostra superbia per rivestire la tua umiltà: di deporre la violenza, per indossare la tua mitezza; di denudarci dal nostro egoismo per ricoprirci del tuo amore. A te, Gesù, spogliato delle vesti, vestito della gloria della divinità, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

UNDICESIMA STAZIONE: Gesù è inchiodato alla croce

11ª-Estação

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23, 50-53)

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo:<<Ha salvato gli altri, salvi sé stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto>>. Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell’aceto, e dicevano:<<Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso>>. C’era anche un scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.

 

Preghiamo

Gesù, con il cieco di Gerico, ognuno di noi ti dice:<< Signore, che io veda>>. Donaci la grazia di vederti e, incrociando il nostro sguardo con il tuo, di comprendere il valore del perdono che invochi per i tuoi carnefici e che esigi dai tuoi discepoli. Donaci la grazia di dimenticare le offese, di ricambiare il male con il bene, di saper perdonare con lo sguardo, la parola, il silenzio. A te, Gesù, che muori amando e perdonando, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen.

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

DODICESIMA STAZIONE: Gesù muore in croce

via_crucis_dodicesima_stazione

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca ( 23, 44-46)

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: <<Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito>>. Detto questo spirò.

 

Preghiamo

Gesù crocifisso, vero Dio e vero uomo, abbi pietà di noi e accogli la nostra supplica: Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Gesù crocifisso, unico Signore e Salvatore Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Gesù crocifisso, sacerdote eterno e Re universale: Kyrie, eleison. Kyrie, eleison, Gesù crocifisso, Pastore buono e giusto Giudice: Kyrie, eleison. A te Gesù crocifisso sorgente di vita e datore dello Spirito ogni onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

TREDICESIMA STAZIONE: Gesù e deposto dalla croce, ed è dato in braccio sua madre

Stazione XIII

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23, 50-53)

C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo porse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto.

 

Preghiamo

Con il figlio sul grembo, nel silenzio della sera, desolata, tu sei, Vergine, la sola che comprende, spera e ama. Con il figlio sul grembo, nell’ora della delusione e della tenebra, tu sei, Madre, la sola che crede ricorda: egli risorgerà a vita nuova, rivestito di luce di gloria. Con il figlio sul grembo, gli occhi velati di pianto, tu sei, Donna, la sola che crede, lontane, spuntare messi copiose, germogliate dal sacrificio di Cristo. A te, Santa Maria, memoria e profezia della Chiesa, la nostra lode perenne e grata. Amen

Giovanni Paolo II

 Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUATTORDICESIMA STAZIONE: Gesù e deposto nel sepolcro

VC14sepolcro

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23,53)

Giuseppe di Arimatèa lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto.

 

Preghiamo 

Signore Gesù, deposto nel sepolcro nuovo, sei entrato nel sabato del grande riposo. Vincitore dell’antico avversario, scendi negli inferi e risveglia vite mortali e coloro che giacciono nell’ombra della morte. Il saluto dei santi Progenitori. Dai la mano ad Abramo e ai patriarchi. Ti glorificano i profeti. Ti obbediscono gli umili e poveri di Israele. Oggi ti esalta la Chiesa, stupita della tua solidarietà con l’uomo: anche tu sei sceso negli inferi dal santo corpo separata l’anima per illuminare il regno delle ombre e spezzare le catene della morte. A te, Gesù, Redentore dell’uomo, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUINDICESIMA STAZIONE: Gesù risorge da morte

VC15risorto

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (24, 1-6)

Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: “perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato”.

 

Preghiamo 

O Gesù, crocifisso risorto, fà che crediamo nella risurrezione! Fà che comprendiamo che solo chi, per amore, sa anche morire, porta vita! Fà che non ci manchi mai la certezza che tu trasformerai la nostra vita, insignificante agli occhi del mondo, nella vita incorruttibile mortale alla tua beata eternità! Tu vivi regni nei secoli dei secoli. Amen

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

CONCLUSIONE DELLA VIA CRUCIS

O Signore Gesù, che ti abbiamo accompagnato nel tuo viaggio di dolore, abbiamo cercato di prendere parte, pur nella durezza del nostro cuore, alle tue sofferenze, subite per nostro amore. Il ricordo della tua Passione si imprima talmente nella nostra mente e nel nostro cuore, che non abbiamo più la forza di offenderti con il peccato. Fà che possiamo continuare a camminare nelle tue orme, portando ogni giorno la nostra croce che è, portata con te, diventerà più leggera. Aiutaci a farti conoscere e amare da tutti gli uomini per i quali hai percorso questo doloroso viaggio. Dona a noi a tutti gli uomini, nostri fratelli, la vita che hai conquistato con la tua passione e la tua morte. Amen

Giovanni Paolo II

Padre nostro

Ave Maria

Gloria al Padre