DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO C)

 

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LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: At 10,34.37-43

Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

Salmo responsoriale: Sal 117

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Seconda lettura: Col 3,1-4

Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.

Ascolta il vangelo audio:
 http://dolcesentire.myblog.it/media/02/02/4213055460.mp3

Vangelo: Gv 20,1-9

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Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

RIFLESSIONE

<<Il Signore Gesù è veramente risorto>>. Questo è il solenne annuncio pasquale che risuona in tutto il mondo. Con la sua risurrezione Gesù conferma ciò che diceva di essere: <<Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me non morirà in eterno>>. Cristo è risorto! E’ il grido che sconvolse i discepoli in quel lontano giorno di Pasqua e li riempì i gioia. Cristo è risorto! Questa, anche per noi oggi, è la Lieta Notizia che ha il potere di cambiarci la vita: di colmarla di gioia, di pace, di coraggio, di luce.. di quella vera felicità che finora, forse, abbiamo cercato senza trovare. La risurrezione è il mistero che riassume tutti i misteri della vita del Signore. Ma i “misteri” germogliano e maturano nel silenzio della preghiera. Fermati in preghiera, chiudi gli occhi e guarda dentro di te. La vita che ti porterà all’incontro con il Risorto è la stessa via che ti porterà nel profondo di te stesso, nella parte più profonda del tuo essere. E’ là che il Signore risorto abita e vuole incontrarti! E intanto ripeti con forza queste parole: <<Sì, io credo, Gesù, che tu sei veramente risorto! Credo che tu sei il Signore!

Per vivere da discepolo di Gesù….Non c’è spazio, oggi, per la tristezza, per la malinconia: è il momento della festa. Signore, che con la tua risurrezione mi hai aperto l’ingresso alla vita eterna, dammi la grazia di vivere da risorto ogni istante della mia vita.

Sull’esempio di Maria….Cosa cambia nella mia vita il fatto che il Signore è risorto? Sul modello di Maria, desidero vivere annunciando con gioia:<<Cristo è risorto! Veramente è risorto! Alleluia!>>.

SULLA TUA PAROLA

 

VENERDI’ SANTO: PASSIONE DEL SIOGNORE

 

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E siamo così al Venerdì Santo, giorno della Passione e della crocifissione del Signore. Ogni anno, ponendoci in silenzio di fronte a Gesù appeso al legno fella croce, avvertiamo quanto siano piene di amore le parole da lui pronunciate la vigilia, nel corso dell’ultima cena:<<Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti>>. Gesù ha voluto offrire la sua vita in sacrificio per la remissione dei peccati dell’umanità. Come di fronte all’Eucaristia, così di fronte alla passione e morte di Gesù in croce il mistero si fa insondabile per la ragione. Siamo posti davanti a qualcosa che umanamente potrebbe apparire assurdo. Un Dio che non solo si fa uomo, non solo soffre per salvare l’uomo, caricandosi di tutta la tragedia dell’umanità, ma muore per l’uomo. La morte di Cristo richiama il cumulo di dolore e di mali che grava sull’umanità di ogni tempo: il peso schiacciante del nostro morire, l’odio e la violenza che ancora oggi insanguinano la terra. La Passione del Signore continua nelle sofferenze degli uomini. Se il Venerdì Santo è un giorno pieno di tristezza, è dunque, al tempo stesso, giorno quanto mai propizio per ridestare la nostra fede, per rinsaldare la nostra speranza e il coraggio di portare ciascuno la nostra croce con umiltà, fiducia e abbandono in Dio, certi del suo sostegno e della sua vittoria. Canta la Liturgia di questo giorno:<<Ave, o croce, unica speranza!>>.

Vangelo: Gv 18,1- 19,42

Per vivere da discepolo di Gesù…..Oggi deve essere un giorno di ringraziamento e di lode: NESSUNO TI HA MAI AMATO NE’ TI AMERA’ COME TI AMA LUI.