Il MATRIMONIO E’ PIU’ DEL VOSTRO AMORE….

 

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Il matrimonio è più del vostro amore reciproco. Ha maggiore dignità e maggiore potere. Finchè siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo si limita nel riquadro isolato della vostra coppia. Entrando nel matrimonio siete invece un anello della catena di generazioni che Dio fa andare e venire e chiama al suo regno. Nel matrimonio venite collocati attivamente nel mondo e ne divenite responsabili. Il sentimento del vostro amore appartiene a voi soli.

Il matrimonio, invece, è un’investitura e un ufficio. Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia, occorre che gli riconoscano l’incarico di regnare. Così non è la voglia di amarvi che vi stabilisce come strumento della vita. E’ il matrimonio che ve ne rende atti.

Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio: è il matrimonio che d’ora in poi, porta sulle spalle il vostro amore. Dio vi unisce in matrimonio. Non lo fate voi, è Dio che lo fa. Dio protegge la vostra unità indissolubile di fronte ad ogni pericolo che la minaccia dall’interno e dall’esterno. Dio è il garante dell’indissolubilità. E’ una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena, nessuna tentazione, nessuna debolezza potranno sciogliere ciò che Dio ha unito.

Dietrich Bonhoeffer

TERZO INCONTRO DI CATECHESI PER LA COPPIA

AL CUORE DELL’AMORE:

IMMERSI IN DIO

Gesù Cristo e il dono nuziale del battesimo

Cristo assunse la nostra natura umana

e la unì alla sua Persona divina,

con un’unione forte indissolubile.

Questo è un vero sposalizio o,

per meglio dire,

un matrimonio indissolubile

celebrato tra la nostra carne e il Verbo…

fece quest’unione con la nostra carne

rendendola carne sua,

e rivestendosi di essa e mostrandosi da tutti

come un uomo;

questa stessa carne che lo unisce a noi,

lo unisce al corpo della sua chiesa

e a tutti i suoi membri che, debitamente,

lo ricevono nel sacramento dell’altare,

unendo la propria carne alla loro,

facendola una con la sua.

(L. de Leon)

Quando nella famiglia entra Gesù Cristo è come aprire la porta alla luce in una stanza buia. E’ lui, sposo dell’umanità, a rendere viva la famiglia.

A tavola con Cristo

Nel mistero delle nozze di Cana, anticipo del mistero della croce, si rivela una splendida realtà: l’amore di Dio (agape), in Cristo, dà a un valore splendido all’amore umano (eros). C’è un misterioso incontro tra la sua grandezza della nostra povertà, nella vita di ogni giorno. Noi portiamo l’acqua della nostra normalità, soltanto un po’ d’acqua. Lui la trasforma nel vino della gioia, in modo sovrabbondante, dando se stesso. Se Gesù ha compiuto il primo dei segni a un matrimonio è perché ha voluto aiutare gli uomini a fare festa.

Se essere cristiani significasse solo aderire a una morale, ad un pensiero, o osservare comandamenti e precetti, sarebbe limitante è triste. Essere cristiani significa incontrare una persona che si dona a noi nella gioia: Gesù.

Il mistero nuziale di Cristo (divinità e umanità unite indissolubilmente) illumina il senso della vita dell’uomo stesso. Egli rivela all’uomo chi è veramente l’uomo. E solo guardando al suo amore fino alla morte, possiamo comprendere cosa significhi anche per una coppia amarsi.

 Il battesimo: immersi in Lui

Gli sposi cristiani potranno dunque vivere bene il loro matrimonio solo se vivranno in pienezza il battesimo, sperimentando cosa significhi essere immersi in Dio: la nostra vita nella sua vita. Immergersi in Cristo significa respirare Lui in ogni istante,  attingere continuamente alla sorgente della grazia che è la sua croce, per vivere la sua nuzialità che si esprime nel dono totale di sé. “È dando, che si riceve, morendo, che si risuscita vita nuova”.

Gesù sulla croce muore d’amore per non far morire l’amore.

Con la grazia del battesimo si è inseriti in questa dinamica d’amore, nella certezza che Dio non condiziona la nostra libertà ma, al contrario, ce la dona nella sua dimensione più bella.

 

 C’era la madre di Gesù

In questa immersione in Cristo, diventiamo figli nel Figlio e scopriamo Dio che è Padre. Ma, nella sua infinita misericordia, Dio ci ha voluto dare anche una madre, Maria. Lo sguardo di Maria è presente nell’ora della gioia e nell’ora del dolore. È lì, a Cana, per accompagnare la festa degli sposi, e per sostenerli quando viene a mancare il vino.

È sotto la croce per accompagnare l’umanità privata del vino nuovo dell’alleanza, per sostenere la sposa privata dello sposo e per infondere fede e fiducia, anche nell’ora della morte.

Maria ci garantisce che essere immersi in Cristo non ci fa affondare, ma ci ridona respiro della vita.

PRIMO INCONTRO DI CATECHESI PER LA COPPIA

ALL’ ORIGINE DELL’ESPERIENZA UMANA, UN INCONTRO

Le storie della Bibbia, la storia di ogni coppia

Il matrimonio non si improvvisa. L’amore non si improvvisa. Gli sposi sono invitati a <<fare memoria>> del cammino percorso, per riconoscere nell’<<oggi>> un dono sempre nuovo di Dio. La Bibbia ci aiuta in questo, leggendo, tra le righe di alcune storie, la storia di ogni coppia.

Puntare alla profondità, sempre …

(Il pozzo di Isacco e Rebecca – Gen 24)

In un tempo in cui è facile lasciarsi dominare dalla superficialità, gli sposi sono chiamati a riconoscere da credenti che nulla avviene per caso. Un incontro, un evento lieto o triste, un imprevisto, letti alla luce della fede, aiutano a scorgere la presenza di Qualcuno che ha unito due sentieri per farne un’unica strada. Questo vale soprattutto nella vita quotidiana, minacciata dall’abitudine e dalla fatica di ogni giorno; a volte sarà necessario ritrovarsi presso un <<pozzo>>, invitarsi vicendevolmente alla profondità, <<ri-immergersi>> nella propria storia d’amore ogni volta che si rischia di fermarsi in superficie.

 

<<Misurare il Tempo>>

(L’amore di Giacobbe e Rachele – Gen 29)

Dice il racconto della Genesi che << Giacobbe servì sette anni Rachele e gli parvero pochi giorni, a causa del suo amore per lei>>. Una verifica costante del rapporto di coppia è <<misurare il tempo>>. Quando si vive nell’amore, il tempo assume una dimensione diversa. Si è chiamati a vivere non l’attimo fuggente, che corre via rischiando di non essere vissuto, ma l’attimo presente, colmandolo d’amore. Anche l’attesa (in un mondo in cui si vuole e si può avere tutto subito) è segno di amore. Vivere la coppia significa quindi essere consapevoli che il mio tempo è anche il tempo dell’altro, i miei giorni anche i suoi giorni. C’è un con-tempo da riempire insieme, progettando insieme la vita.

 

C’è la Provvidenza!

(Il cammino di Tobia e Sara)

Nella storia di ogni coppia, vissuta nella fede, si è chiamati a intravedere la presenza di Qualcuno, artefice di incontri, e guida provvidente del cammino. Chi crede sa di non essere solo… Anche nella vicende incomprensibili della vita familiare Dio passa, magari rivelandosi dopo un po’, come fa l’arcangelo Raffaele alla fine della storia di Tobia e Sara. La famiglia infatti attraversa momenti di grazia, ma anche momenti di prova: gioia, dolore, salute, malattia, giovinezza, vecchiaia, ricchezza, povertà. Se si legge tutto con occhi umani, si rischia di cadere nella incomprensione e nell’ incomunicabilità, scontrandoci con il limite di ciascuno. Se invece si sostituisce ai propri occhi lo sguardo di Dio, si potrà vedere al di là degli eventi, al cuore degli eventi, scorgendo il bene anche lì dove vediamo solo male.

Così, ad esempio, si esprime Pablo Neruda raccontando l’accadimento dell’amore:

Prima d’amarti, amore, nulla era mio.

Vacillai per le strade e per le case,

nulla contava e aveva nome:

il mondo era dell’aria che attendeva (…)

Tutto era vuoto, morto e muto;

tutto era inalienabilmente estraneo,

tutto era d’altri e di nessuno,

finchè la tua bellezza e povertà

riempirono l’autunno di regali.

Lettera

 

“Lettera di Dio” ai Fidanzati 41.gif

 

Il Signore dice allo sposo:” la donna che hai al fianco, emozionata, con l’abito da sposa, è mia.Io l’ho creata. Io le ho voluta bene da sempre; ancor prima di te. Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Te la affido. La prenderai dalle mie mani e ne diventerai responsabile. Quando l’hai incotrata  l’hai trovata bella e te ne sei innamorato. Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza, è il mio cuore che ha messo dentro di lei la tenerezza e l’amore, è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e la sua intellingenza e tutte le qualità belle che hai trovato in lei. Però non potrai limitarti a godere della sua bellezza. Dovrai impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desiseri. Ha bisogno di serenità, di gioia, di affetto, di tenerezza, di soddisfazioni nel lavoro e di tante altre cose. Ma dovrai renderti conto che ha bisogno soprattutto di me, e di tutto quello che aiuta e favorisce questo incontro con me: la pace del cuore, la purezza di spirito, la preghiera, la Parola, il perdono, la speranza e la fiducia in me, la mia vita. Sono Io e non tu il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita!

La ameremo insieme.

Io la amo da sempre.Tu hai incominciato ad amarla da qualche anno, da quando te ne sei innamorato. Sono Io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei. Era il modo più bello per dirti:” Ecco, te la affido”, e perchè tu potessi godere della sua bellezza e delle sue qualità. Quando le dirai :” Prometto di esserti fedele, di amarti e rispettarti per tutta la vita”, sarà come se mi rispondessi che sei lieto di accoglierla nella tua vita e di prenderti cura di lei.

Da quel momento saremo in due ad amarla.

Anzi, ti renderò capace di amarla “da Dio”, regalandoti un supplemento di amore che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende capace di produrre le opere di Dio nella donna che ami.E’ il mio dono di nozze: quello che si chiama la grazia del sacramento del matrimonio.Non ti lascerò mai solo in questa impresa. Sarò sempre con te e farò di te lo strumento del mio amore, della mia tenerezza; continuerò ad amare la mia creatura che è divenuta tua sposa, attraverso i tuoi gesti d’ amore, per realizzare il progetto che ho concepito su di voi”.