DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO B)

Risurrezione del Signore

<<Il Signore Gesù è risorto, è veramente risorto>>. Questo è il solenne annuncio pasquale che risuona nel giorno fatto dal Signore; così canta la liturgia: <<Questo è il giorno che ha fatto il Signore, rallegriamoci ed esultiamo>>. Con la sua risurrezione Gesù conferma ciò che diceva di essere: <<Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno>>. Cristo è risorto! E’ il grido che sconvolse i discepoli in quel lontano giorno di Pasqua e li riempì di gioia. Cristo è risorto! Questa, anche per noi oggi, è la Lieta Notizia che ha il potere di cambiarci la vita: di colmarla di gioia, di pace, di coraggio, di luce … di quella vera felicità che finora, forse, abbiamo, cercato senza trovare.

La risurrezione è il mistero che riassume tutti i misteri della vita del Signore. Ma i “misteri” germogliano e maturano nel silenzio della preghiera. Fermati in preghiera, chiudi gli occhi e guarda dentro di te. E’ là che il Signore risorto abita e vuole incontrarti! E intanto ripeti con forza queste parole:<< Sì, io credo, Gesù, che tu sei veramente risorto! Credo che tu sei il Signore!>>.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: At 10,34a.37-43

Dagli Atti degli Apostoli 

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.

E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 117

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,

perché il suo amore è per sempre.

Dica Israele:

«Il suo amore è per sempre».

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

La destra del Signore si è innalzata,

la destra del Signore ha fatto prodezze.

Non morirò, ma resterò in vita

e annuncerò le opere del Signore.

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

La pietra scartata dai costruttori

è divenuta la pietra d’angolo.

Questo è stato fatto dal Signore:

una meraviglia ai nostri occhi.

 

Seconda lettura: Col 3,1-4

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.

Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio

 

Sequenza

Alla vittima pasquale,

s’innalzi oggi il sacrificio di lode.

L’Agnello ha redento il suo gregge,

l’Innocente ha riconciliato

noi peccatori col Padre.

 

Morte e Vita si sono affrontate

in un prodigioso duello.

Il Signore della vita era morto;

ma ora, vivo, trionfa.

 

«Raccontaci, Maria:

che hai visto sulla via?».

«La tomba del Cristo vivente,

la gloria del Cristo risorto,

e gli angeli suoi testimoni,

il sudario e le sue vesti.

Cristo, mia speranza, è risorto:

precede i suoi in Galilea».

 

Sì, ne siamo certi:

Cristo è davvero risorto.

Tu, Re vittorioso,

abbi pietà di noi

 

Canto al Vangelo (1Cor 5,7-8)

Alleluia, alleluia.

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:

facciamo festa nel Signore.

Alleluia.

 

Vangelo: Gv 20,1-9

Ascolta il Vangelo audio:

 Cristo_risorto

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Che cos’è che fa correre l’apostolo Giovanni al sepolcro? Egli ha vissuto per intero il dramma della Pasqua, essendo molto vicino al suo maestro. Ci sembra perciò inammissibile un’affermazione del genere: “Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura”. Eppure era proprio così: non meravigliamoci allora di constatare l’ignoranza attuale, per molti versi simile. Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono così diversi che ancor oggi succede che anche chi è più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti. “Vide e credette”. Bastava un sepolcro vuoto perché tutto si risolvesse? Credo che non fu così facile. Anche nel momento delle sofferenze più dure, Giovanni rimane vicino al suo maestro. La ragione non comprende, ma l’amore aiuta il cuore ad aprirsi e a vedere. È l’intuizione dell’amore che permette a Giovanni di vedere e di credere prima di tutti gli altri. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele. Un’amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È possibile? Io credo che la vita ci abbia insegnato che soltanto Dio può procurarci ciò.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ … Cosa vuol dire per me vivere “da risorto”? Posso essere libero di perdonare, di amare, di pensare bene degli altri, di non giudicare, di non rinunciare… Mi impegno a vivere questa libertà.

 

SULL’ESEMPIO DI MARIA … Il mio comportamento effettivo è da testimone di Cristo? Oggi, sull’esempio di Maria, rivedo il mio comportamento alla luce di questa domanda?

DOMENICA DELLE PALME (ANNO B)

La Domenica delle Palme ci introduce nella Settimana Santa.

La nostra salvezza non passa dalle vie trionfali, ma da un mistero di amore e dolore accolto e vissuto fino in fondo per ognuno di noi: Dio si è fatto uomo per poter com-patire, cioè patire insieme all’uomo. Dalla passione di Gesù si diffonde in ogni sofferenza la consolazione dell’amore partecipe di Dio, così anche ogni nostra piccola o grande prova quotidiana, se accolta e vissuta con fede, diviene sorgente di amore e speranza per il bene dell’umanità.

Domenica delle PalmeLITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Is 50,4-7

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,

perché io sappia indirizzare

una parola allo sfiduciato.

Ogni mattina fa attento il mio orecchio

perché io ascolti come i discepoli.

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio

e io non ho opposto resistenza,

non mi sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,

le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;

non ho sottratto la faccia

agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste,

per questo non resto svergognato,

per questo rendo la mia faccia dura come pietra,

sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 21

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,

storcono le labbra, scuotono il capo:

«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,

lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Un branco di cani mi circonda,

mi accerchia una banda di malfattori;

hanno scavato le mie mani e i miei piedi.

Posso contare tutte le mie ossa.

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si dividono le mie vesti,

sulla mia tunica gettano la sorte.

Ma tu, Signore, non stare lontano,

mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,

ti loderò in mezzo all’assemblea.

Lodate il Signore, voi suoi fedeli,

gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,

lo tema tutta la discendenza d’Israele.

 

Seconda lettura: Fil 2,6-11

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)

Gloria e lode a te, o Cristo!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,

e alla morte di croce.

Per questo Dio l’ha esaltato

e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.

Gloria e lode a te, o Cristo!

 

Vangelo: Forma breve (Mc 15, 1-39)

Passione del SignorePassione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco

– Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?

Al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.

A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

– Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

– Condussero Gesù al luogo del Gòlgota

Costrinsero a portare la croce di lui un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

– Con lui crocifissero anche due ladroni

Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

– Ha salvato altri e non può salvare se stesso!

Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

– Gesù, dando un forte grido, spirò

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

Parola del Signore

 

Riflessioni

2a Lettura – Quest’inno esprime il mistero profondo dell’incarnazione del Verbo, fino al punto più basso della sua umiliazione cioè la morte in croce. E’ davvero grande il mistero che celebriamo! Dio che si fa uomo con la volontà precisa di donare la vita per noi, perché noi potessimo sperimentare la gioia di partecipare del suo rapporto d’amore con il Padre. E’ il nome di Gesù che dà salvezza a tutti coloro che lo invocano con fede: non vi è altro modo per essere salvati sotto il cielo se non quello di piegare le ginocchia di fronte a Cristo, che manifesta il suo amore per noi nel mistero della sua umanità sofferente. Oggi, piega anche tu le ginocchia di fronte alla croce: essa è il segno più grande dell’amore che Dio ha per te.

 

Vangelo – Il racconto della passione di Gesù ha sempre un effetto profondo sul nostro cuore: subito siamo portati a identificarci con qualche personaggio che ebbe un ruolo più o meno importante nella vicenda. Tu chi sei? Pietro, Maria di Màgdala, Giuda, uno degli apostoli, Pilato …Forse, qualcosa di ognuno di loro vive in te: per questo, nonostante le tue fragilità e le tue infedeltà sei chiamato, come ogni anno, ad accompagnare Gesù sul Calvario, per essere inondato dai fiumi di misericordia che sgorgano dal suo costato trafitto. Seguilo senza paura e non temere per i tuoi peccati: il Signore dalla croce ti darà vita e nuova dignità. Non devi fare altro che seguirlo con amore e nel silenzio, in questo giorno santo.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ … Oggi facciamo silenzio e accompagniamo Gesù in questi difficili momenti. Meditiamo su ciò che ha fatto per noi e doniamogli tutto il nostro amore. Mi propongo di vivere la settimana Santa con particolare partecipazione.

SULL’ESMPIO DI MARIA …. Oggi voglio consolare la Vergine Maria, starle vicino. Dedicherò parte del mio tempo a questo. Durante la Settimana Santa cercherò di meditare spesso la passione di Gesù, facendo compagnia a sua Madre.

Sulla Tua parola

 

DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

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Buona Pasqua a tutti. Cosa vuol dire innanzitutto la parola “Risurrezione”? Ri-sur-rezione è una parola latina. E’ formata dal suffisso “ri”, che vuol dire “di nuovo” e indica un movimento inverso, contrario. “Sub” vuol dire “da sotto, da dentro”. Il movimento è da sotto verso fuori, dal buio alla luce. “Regere” è dirigersi, condurre, guidare. Risurrezione, allora, è quando andavi in un senso, ma poi dal di dentro succede qualcosa che ti fa andare in un altro senso. E’ un cambiamento di direzione (dalla morte alla vita) ma ciò avviene dentro (sub). Vuol dire che fuori le cose possono anche rimanere uguali, ma dentro tutto è diverso (prima ero morto e poi non più, perché è vivo). Come porci allora di fronte a questo evento? Proviamo a sfidare il buio con la forza della fede e della speranza: ad avere il coraggio di uscire dalle nostre logiche per compiere gesti di gratuità nell’amore; a non darsi per vinti finchè non si raggiunge la meta… Se cercheremo così il Signore risorto, con questa ostinazione, con questa tenacia, con questa sollecitudine, allora ci verranno dati in dono occhi capaci di riconoscere il suo volto.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: At 10,34a.37-43

Salmo responsoriale: Sal 117

Seconda lettura: Col 3,1-4

Sequenza

Alla vittima pasquale,

s’innalzi oggi il sacrificio di lode.

L’Agnello ha redento il suo gregge,

l’Innocente ha riconciliato

noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate

in un prodigioso duello.

Il Signore della vita era morto;

ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:

che hai visto sulla via?».

«La tomba del Cristo vivente,

la gloria del Cristo risorto,

e gli angeli suoi testimoni,

il sudario e le sue vesti.

Cristo, mia speranza, è risorto:

precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:

Cristo è davvero risorto.

Tu, Re vittorioso,

abbi pietà di noi.

Canto al Vangelo (1Cor 5,7-8)

Alleluia, alleluia.Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato: facciamo festa nel Signore. Alleluia.

Ascolta il Vangelo audio:

 

Vangelo: Gv 20,1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

COMMENTO AL VANGELO

L’errore dei discepoli di Emmaus è quello di credere che, ormai, tutto sia finito e che Gesù li abbia ingannati. Invece, proprio adesso comincia l’avventura con il Risorto che si affianca a loro senza farsi riconoscere. Piano piano si rendono conto che lui non li ha ingannati: anzi, era necessario passare per la via della croce, perché anch’essi fossero in grado di comprendere il vero significato della missione del Messia. Soltanto quando compiono questo cammino interiore di consapevolezza, Gesù si rivela, ma contemporaneamente scompare dalla loro vista. I discepoli non hanno più bisogno di vederlo fisicamente, perché adesso ci vedono con uno sguardo ben più profondo: quello della fede. Cerca anche tu il Cristo con lo stesso sguardo.

SULL’ ESEMPIO DI MARIA …… Esprimo la grande gioia della risurrezione e cerco di intuire la gioia che provò Maria nel vedere Gesù risorto.

Sulla Tua Parola