III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) – GAUDETE

Accendiamo la terza candela della corona dell’Avvento

images (4)

Questa terza fiamma illumini il nostro cammino verso il Natale! E’ la fiamma della gioia che offro e che ricevo per aver capito che tu, Signore Gesù, sei la nostra salvezza. E’ la gioia che vedo fiorire nel sorriso di un amico, nel volto di un anziano, nelle parole di chi mi vive accanto. E’ la gioia che ricevo da chi mi accoglie, mi aiuta e mi perdona. Vieni, Signore Gesù, tu sei la luce del mondo!

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Is 61,1-2.10-11

Dal libro del profeta Isaìa

Lo spirito del Signore Dio è su di me,

perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;

mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,

a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,

a proclamare la libertà degli schiavi,

la scarcerazione dei prigionieri,

a promulgare l’anno di grazia del Signore.

Io gioisco pienamente nel Signore,

la mia anima esulta nel mio Dio,

perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,

mi ha avvolto con il mantello della giustizia,

come uno sposo si mette il diadema

e come una sposa si adorna di gioielli.

Poiché, come la terra produce i suoi germogli

e come un giardino fa germogliare i suoi semi,

così il Signore Dio farà germogliare la giustizia

e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Lc 1

La mia anima esulta nel mio Dio.

 L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome;

di generazione in generazione la sua misericordia

per quelli che lo temono.

Ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della sua misericordia.

 

Seconda lettura: 1Ts 5,16-24

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.

Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

Parola di Dio

Vangelo: Gv 1,6-8.19-28

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

S. Giovanni B1

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore

COMMENTO AL VANGELO

Nel nostro cammino di preparazione verso il santo Natale, la liturgia della Parola di questa terza domenica di Avvento ci mette davanti, come sublime modello, la figura di Giovanni Battista, sottolineandone la grande umiltà. Infatti, si constaterà che il Precursore, nella sua risposta ai sacerdoti e ai leviti circa la sua vera identità, non pronunzia mai il suo nome, ma risponde sempre alle loro domande incalzanti con tre negazioni: “Io non sono il Cristo” – “Non sono (Elia)” – “Non sono (il profeta)”. Egli si definisce semplicemente come una «voce» che grida e che poi è destinata a dissolversi, una volta espletata la sua missione. Il Battista ci pone davanti a un dilemma fondamentale: o rinnegare se stessi, o rinnegare Cristo. E lui «non negò» Cristo, ma se stesso. Il Precursore è consapevole che la sua vita, e di lì a poco anche la sua morte, hanno solo la funzione di preparare i cuori alla venuta del Signore.

<<Giovanni è solo voce: voce di quella Parola!>>.

Anche il suo battesimo serve solo come preparazione: arriverà un altro Battesimo, che avrà il potere di trasformare interiormente il cuore e la vita di chi lo riceverà. I cristiani dovrebbero avere la stessa consapevolezza di Giovanni: E’ segno di grande maturità spirituale portare gli altri a Dio e farsi da parte quando lo trovano.

Allora preghiamo con le parole stesse del Precursore:

«Lui (Gesù) deve crescere, io, invece diminuire».

Giovanni Battista comprese di non essere che una lucerna e temette di venire spenta dal vento della superbia». (Agostino, Discorso 293, 3)