XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Is 55,6-9

Salmo responsoriale: Sal 144

Seconda lettura: Fil 1,20-24.27

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo.

Parola di Dio

Vangelo: Mt 20,1-16

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Matteo

20Agosto2

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore

COMMENTO AL VANGELO

Siamo abituati a pensare che i buoni sono amici di dio e vanno in Paradiso e i cattivi invece vanno all’Inferno, ma dalle parole di Gesù emerge una verità molto più sconvolgente. La verità è che Dio è buono e tale bontà crea per tutti una possibilità di salvezza. Qualcuno aderisce a tale possibilità sin dai primi momenti della sua vita e qualcun altro, invece, persino negli ultimi istanti dell’esistenza. Ma per tutti Dio ha in serbo progetti di salvezza e di riscatto. Forse è proprio questo ciò che ci scandalizza di più. Non riusciamo ad avere dentro di noi la stessa gioia che Dio prova quando qualcuno accetta di andare a lavorare nella sua vigna, anche se all’ultima ora. Per questo siamo invidiosi e non accettiamo la sua logica.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’….. Oggi scriverò l’ espressione di San Paolo, centrale e importante nella vita di un cristiano, e la terrò nella memoria del mio cuore.

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: 1Re 3,5.7-12

Salmo responsoriale: Sal 118

Seconda lettura: Rm 8,28-30

Ascolta il Vangelo audio:

 

Vangelo: Mt 13,44-52

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:

40. A 17«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.

Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

 

COMMENTO AL VANGELO

Forse l’iniziativa dell’uomo che va a comprare il campo non è del tutto onesta; eppure Gesù utilizza questa immagine per far capire che quando si trova il regno di Dio si è disposti a fare qualsiasi cosa. Ma qual è la garanzia di non essersi sbagliati? E’ Gesù stesso che la evidenzia: la gioia. L’uomo è pieno di gioia perché finalmente ha trovato qualcosa che può dare una vera svolta alla sua vita. Si può dire lo stesso di tanti cristiani? Che gioia ci può essere se molti ancora si danno alla pratica della fede come se fosse un dovere, per mettersi a posto la coscienza? Che incontro vero e gioioso si può fare con il regno di Dio se abbiamo ancora un rapporto clientelare con il Signore Gesù? Forse, dobbiamo cercare con più impegno.

SULL’ESEMPIO DI MARIA … Oggi ripeterò nel mio cuore, lungo la giornata:<<Tutto è grazia>>, a imitazione di Maria, che è capace di cantare il Magnificat.

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