Venerdì Santo

Riflessione sul Venerdì Santo 

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E siamo così al Venerdì Santo, giorno della Passione e della crocifissione del Signore. Ogni anno, ponendoci in silenzio di fronte a Gesù appeso al legno della croce, avvertiamo quanto siano piene di amore le parole pronunciate la vigilia, nel corso dell’ultima Cena. <<Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti>>. Gesù ha voluto offrire la sua vita in sacrificio per la remissione dei peccati dell’umanità. Come di fronte all’Eucaristia, così di fronte alla passione e morte di Gesù in croce il mistero si fa insondabile per la ragione. Siamo posti davanti a qualcosa che umanamente potrebbe apparire assurdo: un Dio che non solo si fa uomo, con tutti i bisogni dell’uomo, non solo soffre per salvare l’uomo, caricandosi di tutta la tragedia dell’umanità, ma muore per l’uomo. La morte di Cristo richiama il cumulo di dolore e di mali che grava sull’umanità di ogni tempo: il peso schiacciante del nostro morire, l’odio e la violenza che ancora oggi insanguinano la terra. La passione del Signore continua nelle sofferenze degli uomini. Come scrive Blaise Pascal, <<Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo>>.

Se il Venerdì Santo è giorno pieno di tristezza, è dunque, al tempo stesso, giorno quanto mai propizio per ridestare la fede, per rinsaldare la speranza e il coraggio di portare ciascuno la nostra croce con umiltà, fiducia e abbandono in Dio, certi del suo sostegno e della sua vittoria.

Canta la liturgia di questo giorno:<< O Crux, ave, spes unica>>, (Ave, o croce, unica speranza!).

La luce interiore che ha guidato Gesù lungo il percorso doloroso della passione e morte è stata una: il suo abbandono a Dio. Nonostante avesse paura di morire, si fidò pienamente del Padre, affidandosi alla sua volontà. Per tale motivo Gesù è causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono. Questo, dunque sia per te un giorno di ringraziamento e gratitudine: per la sua obbedienza tu puoi vivere nella libertà dei figli di Dio, che egli dona a chi umilmente si accosta a lui. Solo quando obbedisci a Dio, sei veramente libero, e i tratti del volto di Cristo risplendono sul tuo.

Nel dramma della passione, c’è una persona che è sempre vicina a Gesù in maniera discreta, ma forte. E’ sua madre, che dopo aver accompagnato il Figlio, riceve il compito di accompagnare tutta la Chiesa alla pienezza della vita in Dio. Maria, sotto la croce, t’insegna molte cose. Anzitutto, il silenzio. Di fronte alla croce, non c’è molto da dire: ma il suo silenzio significa partecipazione e forte sostegno. Quando anche tu sarai in grado di vivere il silenzio come dimostrazione di fede e di fiducia in Dio, scoprirai la forza che proviene da questo atteggiamento. Ma da lei puoi imparare anche qualcos’altro: essere vicini alle croci dei nostri fratelli e amici, anche senza parlare, è segno di grande carità e condivisione. E’ questo l’atto d’amore più semplice e più efficace che possiamo fare.

DOMENICA DELLE PALME (ANNO B)

La Domenica delle Palme ci introduce nella Settimana Santa.

La nostra salvezza non passa dalle vie trionfali, ma da un mistero di amore e dolore accolto e vissuto fino in fondo per ognuno di noi: Dio si è fatto uomo per poter com-patire, cioè patire insieme all’uomo. Dalla passione di Gesù si diffonde in ogni sofferenza la consolazione dell’amore partecipe di Dio, così anche ogni nostra piccola o grande prova quotidiana, se accolta e vissuta con fede, diviene sorgente di amore e speranza per il bene dell’umanità.

Domenica delle PalmeLITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Is 50,4-7

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,

perché io sappia indirizzare

una parola allo sfiduciato.

Ogni mattina fa attento il mio orecchio

perché io ascolti come i discepoli.

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio

e io non ho opposto resistenza,

non mi sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,

le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;

non ho sottratto la faccia

agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste,

per questo non resto svergognato,

per questo rendo la mia faccia dura come pietra,

sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 21

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,

storcono le labbra, scuotono il capo:

«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,

lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Un branco di cani mi circonda,

mi accerchia una banda di malfattori;

hanno scavato le mie mani e i miei piedi.

Posso contare tutte le mie ossa.

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si dividono le mie vesti,

sulla mia tunica gettano la sorte.

Ma tu, Signore, non stare lontano,

mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,

ti loderò in mezzo all’assemblea.

Lodate il Signore, voi suoi fedeli,

gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,

lo tema tutta la discendenza d’Israele.

 

Seconda lettura: Fil 2,6-11

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)

Gloria e lode a te, o Cristo!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,

e alla morte di croce.

Per questo Dio l’ha esaltato

e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.

Gloria e lode a te, o Cristo!

 

Vangelo: Forma breve (Mc 15, 1-39)

Passione del SignorePassione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco

– Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?

Al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.

A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

– Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

– Condussero Gesù al luogo del Gòlgota

Costrinsero a portare la croce di lui un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

– Con lui crocifissero anche due ladroni

Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

– Ha salvato altri e non può salvare se stesso!

Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

– Gesù, dando un forte grido, spirò

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

Parola del Signore

 

Riflessioni

2a Lettura – Quest’inno esprime il mistero profondo dell’incarnazione del Verbo, fino al punto più basso della sua umiliazione cioè la morte in croce. E’ davvero grande il mistero che celebriamo! Dio che si fa uomo con la volontà precisa di donare la vita per noi, perché noi potessimo sperimentare la gioia di partecipare del suo rapporto d’amore con il Padre. E’ il nome di Gesù che dà salvezza a tutti coloro che lo invocano con fede: non vi è altro modo per essere salvati sotto il cielo se non quello di piegare le ginocchia di fronte a Cristo, che manifesta il suo amore per noi nel mistero della sua umanità sofferente. Oggi, piega anche tu le ginocchia di fronte alla croce: essa è il segno più grande dell’amore che Dio ha per te.

 

Vangelo – Il racconto della passione di Gesù ha sempre un effetto profondo sul nostro cuore: subito siamo portati a identificarci con qualche personaggio che ebbe un ruolo più o meno importante nella vicenda. Tu chi sei? Pietro, Maria di Màgdala, Giuda, uno degli apostoli, Pilato …Forse, qualcosa di ognuno di loro vive in te: per questo, nonostante le tue fragilità e le tue infedeltà sei chiamato, come ogni anno, ad accompagnare Gesù sul Calvario, per essere inondato dai fiumi di misericordia che sgorgano dal suo costato trafitto. Seguilo senza paura e non temere per i tuoi peccati: il Signore dalla croce ti darà vita e nuova dignità. Non devi fare altro che seguirlo con amore e nel silenzio, in questo giorno santo.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ … Oggi facciamo silenzio e accompagniamo Gesù in questi difficili momenti. Meditiamo su ciò che ha fatto per noi e doniamogli tutto il nostro amore. Mi propongo di vivere la settimana Santa con particolare partecipazione.

SULL’ESMPIO DI MARIA …. Oggi voglio consolare la Vergine Maria, starle vicino. Dedicherò parte del mio tempo a questo. Durante la Settimana Santa cercherò di meditare spesso la passione di Gesù, facendo compagnia a sua Madre.

Sulla Tua parola

 

VIA CRUCIS: La via della croce

Percorriamo insieme a Gesù la Via Crucis

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.Amen.

O Dio, Vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Introduzione alla via Crucis

Disponiamo i nostri cuori alla contemplazione della Passione, della morte e risurrezione del Signore nostro Salvatore.

PRIMA STAZIONE: Gesù è  condannato a morte

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal vangelo secondo Luca (23, 2.23-25)

I giudei condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo… e insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà.

 

Preghiamo

Signore Gesù, tu sei l’innocente condannato. Donaci di riconoscere il nostro male, il peccato che si annida dentro di noi, perché, reso limpido l’occhio del cuore, possiamo conoscere te, il solo puro e il solo santo, e accogliere il dono della salvezza. A te, Gesù, agnello di Dio che hai preso su di te il peccato dell’uomo, la nostra lode perenne e grata. Amen.

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

SECONDA STAZIONE: Gesù è caricato della croce

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal vangelo secondo Luca (9,23-24)

Poi, a tutti, diceva:” Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sè stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salerà”.

 

Preghiamo

Gesu’, concedici di riconoscere in te, coronato di spine, percorso e umiliato, il Signore della gloria e il Salvatore del mondo; di accogliere te, Verbo di Dio fatto uomo, per divenire come te figli di Dio. A te, Gesù carico della croce del mondo, sia lode e gloria nei secoli eterni. Amen

 Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

TERZA STAZIONE: Gesù cade per la prima volta

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal libro del profeta Isaia (52, 4-5)

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

 

Preghiamo

Signore Gesù, donaci di comprendere e di rispettare la dignità dell’uomo: in lui è sigillo del Padre, la tua impronta, il soffio dello Spirito. E quando egli cade, spinto dal male, là siano, Signore, le nostre mani per sollevarlo, le braccia per accoglierlo. A te, Gesù, caduto a terra per sollevare l’uomo, si elevi il canto della nostra speranza. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUARTA STAZIONE: Gesù incontra sua madre

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (2, 34-35)

Simeone parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

 

Preghiamo

Santa Maria, con il figlio nel grembo, sei salita, portatrice di grazia e di gioia, sulle montagne della Giudea; ora, con il cuore trafitto, sali con il Figlio il monte calvario. Vergine, donna del dolore, insegnaci a salire con te, credendo e amando, il colle del sacrificio. A te, Vergine dell’incontro, forte nel dolore, la nostra lode e il nostro amore perenne. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUINTA STAZIONE: Gesù è aiutato da Simone di Cirene

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23,26)

Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Ciréne che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.

 

Preghiamo

Signore Gesù, per un disegno di misericordia, un’ingiustizia compiuta dagli uomini divenne per Simone di Cirene occasione di grazia: mentre tu portavi il peccato del mondo, egli potava il legno del supplizio: camminando dietro a te, afferrato dal tuo amore, divenne, passo dopo passo, tuo discepolo. Concedici, Gesù, di comprendere il mistero della Croce: di portarla come te, perché, solidali con te nella morte, entriamo con te nella gloria. A te, Gesù, Uomo-Dio, onnipotente nella divinità, debole nell’umanità, ogni onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

SESTA STAZIONE: Gesù è asciugato in volto dalla Veronica

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Libro del profeta Isaia (53, 6-7)

E’ cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

 

Preghiamo

Gesù, figlio di Dio e figlio di Maria mostraci il tuo volto sereno e mite, e noi vedremo la gloria del Padre e la dignità dell’uomo; mostraci il tuo volto rigato di sangue, e noi saremo salvi; mostraci il tuo volto di luce e noi saremo trasfigurati nello splendore della risurrezione. A te, Gesù, Dio da Dio, luce da luce, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

SETTIMA STAZIONE: Gesù cade la seconda volta

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dalla prima Lettera di San Pietro Apostolo (2, 21-15)

Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.

 

Preghiamo

Gesù, sei caduto di nuovo a terra: nuove piaghe, nuovi rivoli di sangue. Ma, per amore del Padre, con l’energia dello Spirito, ti rialzi e riprendi il cammino a fianco dell’uomo che si affatica, vacilla e cade. Sii per noi, Gesù, la forza che ci sostiene nella tentazione, la mano che ci rialza nella caduta, il balsamo che lenisce le nostre piaghe. A te, Gesù, sacerdote santo, chino sull’uomo caduco, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

OTTAVA STAZIONE: Gesù incontra le donne di Gerusalemme

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23, 27-28)

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: <<Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli>>.

 

Preghiamo

Signore, donaci un cuore retto, che non si faccia complice dell’ingiustizia né sia insensibile alla sofferenza; un cuore compassionevole, che si chini sulla miseria dell’uomo e ne compianga lo smarrimento quando, allontanandosi dalla via della vita, egli si inoltra nella via della morte. A te, Gesù, che hai pianto su Gerusalemme, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

NONA STAZIONE: Gesù cade la terza volta

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dalla Lettera ai Romani (15, 1-3)

Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare l’infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. Cristo infatti non cercò di piacere a sé stesso, ma come sta scritto: <<Gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me>>.

 

Preghiamo

Signore, caduto a terra, sei sempre nostro Maestro: di fortezza, di tenacia, di amore. Insegnaci a soffrire senza lamento, a rialzarci senza esitazione, a cercare senza compromessi la gloria del Padre e la salvezza dell’uomo. A te, Gesù, caduto a terra sulla via del Calvario, innalzato alla destra del Padre, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen.

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

DECIMA STAZIONE: Gesù è spogliato delle vesti

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 23-24)

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la scrittura:<< si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte>>. E i soldati fecero proprio così.

 

Preghiamo

Signore Gesù, nelle acque del battesimo ci siamo spogliati del vecchio Adamo e rivestiti della tua novità; concedi a noi di essere fedeli all’impegno cristiano: di spogliarci della nostra superbia per rivestire la tua umiltà: di deporre la violenza, per indossare la tua mitezza; di denudarci dal nostro egoismo per ricoprirci del tuo amore. A te, Gesù, spogliato delle vesti, vestito della gloria della divinità, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

UNDICESIMA STAZIONE: Gesù è inchiodato alla croce

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23, 50-53)

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo:<<Ha salvato gli altri, salvi sé stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto>>. Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell’aceto, e dicevano:<<Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso>>. C’era anche un scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.

 

Preghiamo

Gesù, con il cieco di Gerico, ognuno di noi ti dice:<< Signore, che io veda>>. Donaci la grazia di vederti e, incrociando il nostro sguardo con il tuo, di comprendere il valore del perdono che invochi per i tuoi carnefici e che esigi dai tuoi discepoli. Donaci la grazia di dimenticare le offese, di ricambiare il male con il bene, di saper perdonare con lo sguardo, la parola, il silenzio. A te, Gesù, che muori amando e perdonando, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen.

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

DODICESIMA STAZIONE: Gesù muore in croce

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca ( 23, 44-46)

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: <<Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito>>. Detto questo spirò.

 

Preghiamo

Gesù crocifisso, vero Dio e vero uomo, abbi pietà di noi e accogli la nostra supplica: Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Gesù crocifisso, unico Signore e Salvatore Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Gesù crocifisso, sacerdote eterno e Re universale: Kyrie, eleison. Kyrie, eleison, Gesù crocifisso, Pastore buono e giusto Giudice: Kyrie, eleison. A te Gesù crocifisso sorgente di vita e datore dello Spirito ogni onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

TREDICESIMA STAZIONE: Gesù e deposto dalla croce, ed è dato in braccio sua madre

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23, 50-53)

C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo porse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto.

 

Preghiamo

Con il figlio sul grembo, nel silenzio della sera, desolata, tu sei, Vergine, la sola che comprende, spera e ama. Con il figlio sul grembo, nell’ora della delusione e della tenebra, tu sei, Madre, la sola che crede ricorda: egli risorgerà a vita nuova, rivestito di luce di gloria. Con il figlio sul grembo, gli occhi velati di pianto, tu sei, Donna, la sola che crede, lontane, spuntare messi copiose, germogliate dal sacrificio di Cristo. A te, Santa Maria, memoria e profezia della Chiesa, la nostra lode perenne e grata. Amen

Giovanni Paolo II

 Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUATTORDICESIMA STAZIONE: Gesù e deposto nel sepolcro

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (23,53)

Giuseppe di Arimatèa lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto.

 

Preghiamo 

Signore Gesù, deposto nel sepolcro nuovo, sei entrato nel sabato del grande riposo. Vincitore dell’antico avversario, scendi negli inferi e risveglia vite mortali e coloro che giacciono nell’ombra della morte. Il saluto dei santi Progenitori. Dai la mano ad Abramo e ai patriarchi. Ti glorificano i profeti. Ti obbediscono gli umili e poveri di Israele. Oggi ti esalta la Chiesa, stupita della tua solidarietà con l’uomo: anche tu sei sceso negli inferi dal santo corpo separata l’anima per illuminare il regno delle ombre e spezzare le catene della morte. A te, Gesù, Redentore dell’uomo, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

Giovanni Paolo II

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUINDICESIMA STAZIONE: Gesù risorge da morte

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Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 Dal Vangelo secondo Luca (24, 1-6)

Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: “perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato”.

 

Preghiamo 

O Gesù, crocifisso risorto, fà che crediamo nella risurrezione! Fà che comprendiamo che solo chi, per amore, sa anche morire, porta vita! Fà che non ci manchi mai la certezza che tu trasformerai la nostra vita, insignificante agli occhi del mondo, nella vita incorruttibile mortale alla tua beata eternità! Tu vivi regni nei secoli dei secoli. Amen

Santa madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

CONCLUSIONE DELLA VIA CRUCIS

O Signore Gesù, che ti abbiamo accompagnato nel tuo viaggio di dolore, abbiamo cercato di prendere parte, pur nella durezza del nostro cuore, alle tue sofferenze, subite per nostro amore. Il ricordo della tua Passione si imprima talmente nella nostra mente e nel nostro cuore, che non abbiamo più la forza di offenderti con il peccato. Fà che possiamo continuare a camminare nelle tue orme, portando ogni giorno la nostra croce che è, portata con te, diventerà più leggera. Aiutaci a farti conoscere e amare da tutti gli uomini per i quali hai percorso questo doloroso viaggio. Dona a noi a tutti gli uomini, nostri fratelli, la vita che hai conquistato con la tua passione e la tua morte. Amen

Giovanni Paolo II

Padre nostro

Ave Maria

Gloria al Padre