EPIFANIA DEL SIGNORE

Una stella ha guidato i Magi fino a Betlemme perché là scoprissero “il re dei Giudei che è nato” e lo adorassero.

Mt. 2, 1-12 c

LITURGIA DELLA PAROLA: Epifania del Signore

Prima lettura: Is 60,1-6

Dal libro del profeta Isaìa

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,

la gloria del Signore brilla sopra di te.

Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,

nebbia fitta avvolge i popoli;

ma su di te risplende il Signore,

la sua gloria appare su di te.

Cammineranno le genti alla tua luce,

i re allo splendore del tuo sorgere.

Alza gli occhi intorno e guarda:

tutti costoro si sono radunati, vengono a te.

I tuoi figli vengono da lontano,

le tue figlie sono portate in braccio.

Allora guarderai e sarai raggiante,

palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,

perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,

verrà a te la ricchezza delle genti.

Uno stuolo di cammelli ti invaderà,

dromedari di Màdian e di Efa,

tutti verranno da Saba, portando oro e incenso

e proclamando le glorie del Signore.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 71

Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

 O Dio, affida al re il tuo diritto,

al figlio di re la tua giustizia;

egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia

e i tuoi poveri secondo il diritto.

Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto

e abbondi la pace,

finché non si spenga la luna.

E dòmini da mare a mare,

dal fiume sino ai confini della terra.

Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,

i re di Saba e di Seba offrano doni.

Tutti i re si prostrino a lui,

lo servano tutte le genti.

Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Perché egli libererà il misero che invoca

e il povero che non trova aiuto.

Abbia pietà del debole e del misero

e salvi la vita dei miseri.

 

Seconda lettura: Ef 3,2-3.5-6

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.

Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Mt 2,2)

Alleluia, alleluia.

Abbiamo visto la sua stella in oriente

e siamo venuti per adorare il Signore.

Alleluia.

Vangelo: Mt 2,1-12

Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.

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Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Stelle che camminano

Epifania: festa della luce, festa delle stelle che si mettono in cammino sulle vie del cielo per andare ad adorare un Bambino. Che non è solo un bimbo, ma è un sole: è quel “sole di giustizia che sorge dall’alto per rischiarare i popoli ancora immersi nelle tenebre e nell’ombra di morte”. I testi di oggi, sono tutti all’insegna della luce a cominciare dalla prima lettura: ” Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te”. Luce che vince e sconfigge ogni tenebra perché il Signore stesso è quella luce: ” Su di te risplende il Signore”. Luce che svela il mistero anche ai Gentili (= i pagani).

   Stelle che adorano

Luce che per i Magi si concretizza nella stella: “Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo”. Luce che porta alla contemplazione, all’adorazione e alla gioia: “Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella essi provarono una grandissima gioia”. Ecco allora quei Magi, che si erano messi in cammino, videro che anche una stella si era messa in cammino e si misero a seguire quella stella che camminava davanti a loro. Erano partiti da lontano, e arrivarono vicino! Vicino alla salvezza: vicino al Salvatore. E la stella che era partita da molto più lontano ancora, arrivò anche lei vicino e adorò a modo suo il Bambino posandosi sul tetto della capanna, mentre i magi si prosternarono ai Suoi piedi (e poi i magi tornarono indietro per un’altra strada; chissà che via avrà preso la stella…). Portano doni preziosi, oro incenso e mirra, ma la vera perla preziosa e il mirabile tesoro nascosto, ce l’hanno davanti ai loro occhi, celato in quel piccolo bimbo che sono venuti ad adorare. Chi non si riconosce in questi Magi? La loro storia potrebbe essere quella di ognuno di noi.

Come si chiama la tua stella?

Un bel giorno, partiti da lontano, magari dal pianeta dell’incredulità o dell’indifferenza, siamo arrivati vicino, grazie a una stella che ha illuminato il nostro cammino. Stella che può avere tanti nomi: una chiamata, un avvenimento, un’ispirazione, una lettura, una testimonianza, una persona, un’illuminazione interiore ecc., che ci ha dato l’input a metterci in marcia. E siamo partiti, attraversando mari e monti, i mari della desolazione e i monti della difficoltà, cercando di recuperare la stella ogni volta che scompariva, e vincere il disorientamento che la sua assenza provocava in noi.

Cosa c’è nel tuo scrigno?

E ogni qualvolta la stella riappariva, provavamo una grande gioia e riprendevamo con slancio il cammino intrapreso. Finché un bel giorno siamo giunti davanti al bambino con i nostri scrigni colmi di stanchezza e di povertà. Ma appena li abbiamo aperti, Lui li ha colmati dei suoi doni: la sua vita in noi e la ricchezza del suo amore. E di colpo abbiamo scoperto di avere trovato la perla preziosa, il tesoro nascosto che dà sapore di cenere a tutto il resto. Abbiamo scoperto che è questa la vera stella, il vero punto luce della nostra vita, quello che dà senso al nostro cercare e al nostro andare; quello che non vogliamo mai più smarrire. Il nostro viaggio sulle strade della vita, ora potrà continuare: sentiamo di essere arrivati là dove si parte per andare sempre oltre. Oltre l’essere e l’avere e oltre anche il volere per poter dire fino in fondo “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”.

Wilma Chasseur

 

II DOMENICA DOPO NATALE

LITURGIA DELLA PAROLA : II Domenica dopo Natale

Prima lettura: Sir 24,1-4.12-16

Dal libro del Siràcide

La sapienza fa il proprio elogio, in Dio trova il proprio vanto, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria, in mezzo al suo popolo viene esaltata, nella santa assemblea viene ammirata, nella moltitudine degli eletti trova la sua lode e tra i benedetti è benedetta, mentre dice: «Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti” . Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno. Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion. Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità, nell’assemblea dei santi ho preso dimora».

Parola di Dio

Salmo responsoriale: Sal 147

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Celebra il Signore, Gerusalemme,

loda il tuo Dio, Sion,

perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,

in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Egli mette pace nei tuoi confini

e ti sazia con fiore di frumento.

Manda sulla terra il suo messaggio:

la sua parola corre veloce.

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,

i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.

Così non ha fatto con nessun’altra nazione,

non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

 

Seconda lettura: Ef 1,3-6.15-18

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. Perciò anch’io [Paolo], avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (1 Tim 3,16)

Alleluia, alleluia. Gloria a te, o Cristo, annunciato a tutte le genti; gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo. Alleluia.

Vangelo: Gv 1,1-18

Ascolta il Vangelo audio:

 

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Dal Vangelo secondo Giovanni

 In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui

e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre

e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio:

il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone

per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce,

ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo

e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;

eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi,

e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto

ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

i quali, non da sangue

né da volere di carne

né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi abbiamo contemplato la sua gloria,

gloria come del Figlio unigenito

che viene dal Padre,

pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama:

«Era di lui che io dissi:

Colui che viene dopo di me

è avanti a me,

perché era prima di me».

Dalla sua pienezza

noi tutti abbiamo ricevuto:

grazia su grazia.

Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,

la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto:

il Figlio unigenito, che è Dio

ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.

 Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO

Oggi ritroviamo lo stesso testo del giorno del Natale del Signore e, ancora una volta, guardiamo il Verbo fatto carne, venuto ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14) per dare una nuova origine alla storia umana. Tale inizio è principio di salvezza e compimento della redenzione: in Lui si rende presente, vivo, l’amore del Padre e la potenza dello Spirito Santo. “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (v.9). Il Verbo, esistito da sempre presso il Padre, divenendo carne, irrompe nel tempo, trasformando la storia dell’uomo in storia d’amore con la vita divina. Gesù Cristo è il centro della vita e il principio di una direzione nuova della storia. È la luce che splende nelle tenebre del mondo, in Lui il pellegrinaggio nel mondo è sicuro. Lui è la vita, la nostra storia, perché, ospitandolo, diveniamo figli di Dio (v.12), uomini nuovi, salvati. Nella speranza del Cristo non esiste più il domani sospeso: è la speranza che illumina la notte della desolazione, la certezza che Dio sta dalla parte dell’uomo e non lo abbandona mai. Dunque, il Dio rivelato con l’incarnazione, e attraverso tutta la vita del Figlio, non è un Dio nascosto ma è Colui che rimane con noi nello Spirito. In Gesù la storia trinitaria diventa anche la storia dell’uomo: il Verbo fatto storia, impegnandosi a salvare l’uomo, lo proietta nella storia eterna della comunione della vita divina. Gesù Signore, quindi, è la storia della carità di Dio, e fa storia, perché entrando nel tempo dell’uomo, riscrive, trasforma la stessa storia.

“La luce splende nelle tenebre” (v.5). Il Verbo divenuto storia è la risposta alle urgenze del tempo. Solo Cristo sa la soluzione all’ansia del nostro cuore; solo Lui, che ha sofferto con noi e per noi, è in grado di risollevarci dalle sofferenze. Lui, vero uomo e vero Dio, mostra la Verità, e rivelandola, ci rende partecipi della gloria eterna, cioè della comunione con il Padre nello Spirito, donando pienezza alla nostra esistenza.

“E noi abbiamo contemplato la sua gloria” (v.14). Per contemplare la storia di Dio è necessario lasciarsi interpellare dalla Parola che vuole abitare fra di noi e in noi. È indispensabile rendere presente il Verbo attraverso la nostra piena umanità, quella trasformata da Cristo. Se avremo lo sguardo sul Verbo, noi, famiglia umana di Dio, scopriremo il senso del nostro cammino; un cammino, come accennato prima, nella speranza del Signore (Ef 1,18). Nella speranza saremo testimoni dell’amore più grande di tutte le crisi, delle disperazioni e delle croci sparse per il mondo. In Lui, infatti, manifesteremo, con la nostra nuova storia, che siamo veri cristiani, Suoi imitatori, attenti ai bisogni dei fratelli, annunciatori del Dio con noi, presente nel mondo. Amen.

Gaetano Salvati

 

IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

Accendiamo la quarta candela della corona dell’Avvento.

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Questa quarta fiamma illumini il nostro cammino verso il Natale ormai vicino! E’ la fiamma della fiducia in te, Signore Gesù: tu sei la buona notizia attesa dalle genti, perché hai preso su di te la nostra debolezza e hai innalzato ogni creatura umana a dignità perenne. Ma è anche fiamma del desiderio di fare la tua volontà nella vita di tutti i giorni. Vieni signore Gesù, tu sei la luce del mondo!

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: 2Sam 7,1-5.8-12.14.16

Dal secondo libro di Samuèle

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». Parola di Dio

Salmo responsoriale: Sal 88

Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,

di generazione in generazione

farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,

perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;

nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

 

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,

ho giurato a Davide, mio servo.

Stabilirò per sempre la tua discendenza,

di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

 

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,

mio Dio e roccia della mia salvezza”.

Gli conserverò sempre il mio amore,

la mia alleanza gli sarà fedele».

 

Seconda lettura: Rm 16,25-27

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero,  avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede, a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.

Parola di Dio

Vangelo: Lc 1,26-38

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

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Ascolta il Vangelo audio:

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Maria è piena di grazia per un privilegio assolutamente particolare. Ma ciò non toglie che debba aderire al piano di Dio con estrema libertà e convinzione. Questo spiega il suo turbamento e le sue domande: servono a capire meglio come possa compiere la volontà di Dio, nonostante avesse fatto progetti diversi. Eppure, a un certo punto, Maria si rende conto che quella parola che le viene rivolta cerca in lei uno spazio del tutto particolare: essa vuole farsi carne in lei. Ciò avverrà solo quando Maria darà il suo assenso libero pronunciando il suo fiat. L’opera della redenzione sta per giungere al suo culmine grazie al sì di una giovane donna che, con la sua disponibilità, ha cambiato il corso della storia.

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ ….. Prima di nascere e farsi uomo, Gesù è nel silenzio del seno del padre: oggi cercherò di avvolgere di silenzio la mia giornata e il mio agire, in comunione con Dio.

SULL’ ESEMPIO DI MARIA …. Con la certezza di fede di Maria, che crede alla parola dell’angelo, chiedo al signore di esaudire una mia preghiera.

 


 

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Immacolata Concezione

E’ il giorno in cui contempliamo la Vergine Maria nella quale rifulge l’eterna bontà del Creatore che, nel suo disegno di salvezza, l’ha prescelta per essere madre del suo unigenito Figlio e, in previsione della morte di lui, l’ha preservata da ogni macchia di peccato. Tutti gli uomini, ricorda l’apostolo Paolo, sono chiamati a essere santi e immacolati al cospetto di dio nell’amore. Guardando a Maria, come non lasciar ridestare in noi, suoi figli, l’aspirazione alla bellezza, alla purezza del cuore? Il suo celeste candore ci attira verso Dio, aiutandoci a superare la tentazione di una vita mediocre, per orientarci decisamente verso l’autentico bene, che è sorgente di gioia.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Gen 3,9-15.20

Dal libro della Gènesi

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché hai fatto questo,

maledetto tu fra tutto il bestiame

e fra tutti gli animali selvatici!

Sul tuo ventre camminerai

e polvere mangerai

per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia fra te e la donna,

fra la tua stirpe e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa

e tu le insidierai il calcagno».

L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 97

Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie.

Gli ha dato vittoria la sua destra

e il suo braccio santo.

 

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,

agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore,

della sua fedeltà alla casa d’Israele.

 

Tutti i confini della terra hanno veduto

la vittoria del nostro Dio.

Acclami il Signore tutta la terra,

gridate, esultate, cantate inni!

 

Seconda lettura: Ef 1,3-6.11-12

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo

per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,

predestinandoci a essere per lui figli adottivi

mediante Gesù Cristo,

secondo il disegno d’amore della sua volontà,

a lode dello splendore della sua grazia,

di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

In lui siamo stati fatti anche eredi,

predestinati – secondo il progetto di colui

che tutto opera secondo la sua volontà –

a essere lode della sua gloria,

noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

Parola di Dio

 

Vangelo: Lc 1,26-38

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

<<Piena di Grazia>>: con queste parole l’arcangelo saluta Maria, aprendo così uno scenario assolutamente imprevedibile per la storia di tutta l’umanità; c’è qualcuno che è stato visitato dalla grazia di Dio in maniera talmente unica e particolare, da diventare spazio in cui lui ha potuto realizzare cose davvero grandi. Tutto ciò forse, nel momento dell’annuncio, non era così chiaro per Maria, che si trova subito trasportata in una realtà trascendente, a causa delle parole e delle promesse dell’angelo. Certo, la loro effettiva realizzazione dovrà essere provata dal fuoco della tribolazione e del dolore. Questo Maria non lo sa ancora: intanto, però, essa dà il suo assenso totale a un piano di salvezza per il quale Dio l’aveva preparata e preservata sin dall’eternità.

Maria con il suo sì, ha riparato al no di Eva ed è diventata la madre di tutti i viventi redenti da Gesù. Dunque due donne ci rendono fratelli e figli di Dio: una attraverso il peccato e la sua prevaricazione nei confronti della volontà di Dio. L’altra, con il suo atteggiamento di profondo rispetto e di accoglienza dell’Amore fatto carne in lei. Ricorriamo a lei con piena confidenza, certi che essa ascolterà le nostre preghiere.

 

SULL’ESMPIO DI MARIA … alta è la bellezza a cui siamo chiamati, quella della santità. Forte ne è il richiamo con l’Immacolata Concezione.

Sulla Tua Parola

 

VANGELO DEL SANTO NATALE

Esultiamo cari amici di gioia indicibile: Oggi

E’ nato per noi il l’EMMANUELE, il Dio con noi!”

 

 

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Ascolta il Vangelo audio
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+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Commento al Vangelo

“Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Diede alla luce il suo Figlio primogenito, lo avvolse in fasce e le depose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’albergo”.
Tre righe in tutto. Per raccontarci l’avvenimento più straordinario della storia del mondo, Luca impiega tre righe…

Cristo è venuto per regalarci la gioia, gioia perché abbiamo un Dio che si occupa di noi, che fa la strada insieme a noi, per condividerne problemi, miserie, speranze, angosce…

“Non temete, vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un Salvatore…”
In una notte di veglia, ai pastori impauriti, arriva la più bella notizia del mondo: è nato il Salvatore. Per liberarci dalla schiavitù del male.
Il Figlio di Dio viene ad abitare in mezzo a noi. Viene per farci figli di Dio, per riunirci in una sola famiglia: la Chiesa. Viene per donarci la Verità, il Perdono, l’Amore.
Ma i primi a ricevere questa notizia di gioia sono i pastori: uomini semplici e rozzi, al più basso gradino della scala sociale di quei tempi.
Così Gesù ci fa capire le sue preferenze per gli umili, per i poveri, per gli inutili, per coloro che sono emarginati dalla società del benessere.
Ed è questa gente che riconosce il Signore presente nel mondo e sa capire l’amore di un Dio che occupa un posto ancora più basso del loro.

“Il Figlio di Dio si è fatto carne... La luce, quella vera, è venuta neI mondo… Ma le tenebre non l’hanno accolta, i suoi non lo hanno riconosciuto…” E’ il dramma di non riconoscere il Signore nella sua incarnazione concreta.

“A quelli che lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio…”
Figli di Dio: ecco la nostra vita di fede, di preghiera, di fiducia…
Fratelli nel Cristo, fratelli di tutti gli uomini: ecco l’amore, la carità, la disponibilità, il servizio, “essere per gli altri”: il miracolo dell’amore che ancora continua.

Il Natale è Dio stesso che “dopo aver parlato molte volte e in molti modi nel passato per mezzo dei profeti… alla fine ha parlato a noi per mezzo del Figlio” e “come luce che brilla fra le tenebre” continua oggi a fare agli uomini la sua proposta di vita.
Chi l’accoglie, vive nella luce e nella gioia, chi la rifiuta, sceglie di camminare nelle tenebre e nella morte. E non c’è nulla di più triste, come le tenebre e la morte.
Gesù per attuare la salvezza ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana e ci ha così insegnato che condividere è l’unico modo vero per salvare se stessi e gli altri.

Buon Natale a tutti, in particolare a quelli più soli, più poveri, anziani, ammalati, impediti, disoccupati, perché tutti accettino di dare il proprio contributo alla salvezza del mondo portando come il Cristo la povertà e la croce.
Buon Natale a tutte le famiglie perché oltre la pace, l’amore e la fede, abbiano la capacità di diventare, tante volte, padre e madre dell’orfano, luce per il cieco, gambe per lo zoppo, casa per i senzatetto, pane per l’affamato, speranza per lo sfiduciato.
Buon Natale a tutti noi, se sapremo essere semplici come i pastori, se sapremo togliere, con la Confessione e la Comunione, tutto ciò che in noi è egoismo e se sapremo nella fede e nella preghiera aprirci a fare opere concrete di amore e di impegno cristiano per tutti i nostri fratelli.