TUTTI I SANTI

Festa di Tutti i Santi

Tutti i Santi

<<La festa di tutti i Santi, che celebriamo, ci ricorda che il traguardo della nostra esistenza non è la morte, è il Paradiso! Lo scrive l’apostolo Giovanni: “Ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è”. I Santi, gli amici di Dio, ci assicurano che questa promessa non delude. Nella loro esistenza terrena, infatti, hanno vissuto in comunione profonda con Dio. I Santi non sono superuomini, né sono nati perfetti. Sono come noi, sono persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze. Ma cosa ha cambiato la loro vita? Quando hanno conosciuto l’amore di Dio, lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni e ipocrisie; hanno speso la loro vita a servizio degli altri, hanno sopportato sofferenze e avversità senza odiare e rispondendo al male con il bene, diffondendo gioia e pace. I Santi sono uomini e donne che hanno la gioia nel cuore e la trasmettono agli altri. Mai odiare, ma servire gli altri, i più bisognosi; pregare e vivere nella gioia; questa è la strada della santità!>>. (Papa Francesco)

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Ap 7,2-4.9-14

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 23

Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

 Del Signore è la terra e quanto contiene:

il mondo, con i suoi abitanti.

È lui che l’ha fondato sui mari

e sui fiumi l’ha stabilito.

 

Chi potrà salire il monte del Signore?

Chi potrà stare nel suo luogo santo?

Chi ha mani innocenti e cuore puro,

chi non si rivolge agli idoli.

 

Egli otterrà benedizione dal Signore,

giustizia da Dio sua salvezza.

Ecco la generazione che lo cerca,

che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

 

Seconda lettura: 1Gv 3,1-3

Dalla prima lettera di san Giovanni Apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.  Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Mt 11,28)

Alleluia, alleluia.

Venite a me,

voi tutti che siete stanchi e oppressi,

e io vi darò ristoro.

Alleluia.

 

Vangelo: Mt 5,1-12

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore

 

COMMENTO

2a LETTURA – Se è vero che la santità è una meta che siamo chiamati a raggiungere, con fatica e impegno, non dobbiamo però dimenticare che essa è anche una realtà che già ci appartiene per il fatto di essere figli di Dio. Il Padre celeste, nel Battesimo ci ha generati come suoi figli donandoci la santità della sua stessa vita. Dio è santo e noi, figli suoi, non possiamo che essere santi. Renditi conto, oggi, del grande dono di amore che Dio ti ha Fatto: tu sei già, realmente, figlio di Dio e sei chiamato a manifestare nella vita di ogni giorno la sua santità, fino al momento in cui essa raggiungerà la sua pienezza: quando vedrai Dio così come egli è.

 

VANGELO – Una pagina sconvolgente, quella delle beatitudini, che rovescia e mette in crisi il nostro modo abituale di pensare. Eppure oggi la liturgia ci indica questa pagina come “la carta costituzionale” della vita cristiana, la strada da percorrere per raggiungere la santità. Le beatitudini sono l’annuncio che il regno di Dio è arrivato ed esige un profondo cambiamento di vita per entrare a farne parte. Gesù ti dice che si diventa pienamente figli di Dio (e quindi santi), quando si è capaci di vivere la vita così come l’ha vissuta lui: facendoti per prima cosa povero nello spirito, cioè mettendoti in un atteggiamento di totale apertura a Dio e dipendenza da lui. Solo chi è capace di questo può possedere il regno di Dio. Le altre beatitudini sono una manifestazione concreta di questo atteggiamento di povertà.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’…. Oggi devo avere il coraggio di decidermi per la santità. Sant’Agostino, pensando ai santi e meditando sulle loro virtù, affermava:<< Se questi e queste ….. perché non io?>>.

SULL’ ESEMPIO DI MARIA … Questa festa è l’occasione per domandarmi cosa sto facendo di concreto per vivere quotidianamente nella santità evangelica. Chiedo a Maria di aiutarmi a capire qual è la via da seguire per ottenere la ricompensa nel regno dei cielo.

Sulla Tua Parola

 

 

 

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

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Sgorga da un doveroso gesto materno della Chiesa verso i suoi figli, che si trovano ancora in Purgatorio, il bisogno di elevare preghiere e suppliche per i defunti. Lo facciamo quotidianamente, in ogni celebrazione, ricordandone alcuni; ma oggi in modo speciale, invochiamo la divina misericordia per tutte le anime purganti, pregando per tutti. Orniamo pure le loro tombe di fiori, ma non dimentichiamo che quello di cui hanno bisogno sono i nostri suffragi per la loro totale purificazione. Per la liturgia di questo giorno vengono suggerite diverse letture a scelta; tutte fanno riferimento all’amore di Cristo, alla mèta ultima che ci attende, alla giustizia e alla misericordia del Signore, alla necessità del suffragio e ci ribadiscono che le anime che sono in Purgatorio sono “sante”, perché certe, dopo il tempo dell’espiazione, della salvezza. E se per un momento ci fermassimo ad ascoltare quello che ci dicono dal cielo, usciremmo dai cimiteri diversi; queste anime hanno raggiunto il traguardo e, quindi, sanno qual è il senso vero della vita. Abbandoniamoci al Cuore misericordioso di Gesù, morto per salvarci e risorto per portarci con lui, e alla Madre celeste, che ci aiuti ora e ci accolga domani: <<Ave Maria…>>.

LITURGIA DELLA PAROLA (Messa I)

Prima lettura: Gb 19,1.23-27a

Dal libro di Giobbe

Rispondendo Giobbe prese a dire: «Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s’incidessero sulla roccia! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro». Parola di Dio

Salmo responsoriale: Sal 26

Seconda lettura: Rm 5,5-11

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione. Parola di Dio

Vangelo: Gv 6,37-40

Ascolta il vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

pasqua 1In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». Parola del Signore

 

BREVE RIFLESSIONE SUL SIGNIFICATO DI QUESTO GIORNO:

Da un punto di vista umano, la morte è davvero una grande sconfitta. Essa, infatti, implica la fine di tutto quello che abbiamo fatto di buono, di bello e di utile per noi e per gli altri. Quasi con rabbia sale dal cuore una domanda: perché tutto deve finire? Eppure, il testo sacro ci dice una grande verità. Quando si vive nella rettitudine interiore, cercando soprattutto Dio e il suo amore, nulla di noi viene perso. Anzi, ai suoi occhi ogni atto che abbiamo fatto nella vita ha un valore enorme, che ci segue nell’eternità. Dunque la morte non è l’esperienza della fine; è piuttosto il momento nel quale, Dio fa nei nostri confronti un gesto davvero materno e delicato: egli asciuga le lacrime ai nostri occhi. Nel regno dei cieli non vi è posto per la paura, per la sofferenza e per il dolore: per questo Dio si china su di noi e con il suo abbraccio paterno e materno toglie gli ultimi residui della nostra creaturalità sofferente dal nostro viso, con il suo amore prudente. Siamo chiamati a vivere continuamente protesi verso la nostra eterna felicità: quella gioia senza fine che ci sarà donata da dio sarà la nostra massima realizzazione. Per questo, le nostre lacrime, quello che Dio stesso asciugherà, non sono segno di sofferenza, ma di speranza e di attesa.

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ ….. Cristo è la primizia dei risorti, il primogenito di molti fratelli; oggi rinnoverò la mia fede nella risurrezione dei morti, recitando il Credo.

SULL’ESEMPIO DI MARIA ….. con la pasqua di Gesù e con la pasqua di Maria (assunzione), credo anche nella mia pasqua e in quella dei fratelli: oggi farò una visita ai defunti a me cari con spirito di preghiera.

Sulla Tua Parola

 

 

Preghiera per i Santi

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A tutti i Santi

O Dio, Padre buono e misericordioso, ti ringraziamo perché in ogni tempo tu rinnovi e vivifichi la tua chiesa, suscitando nel suo seno i santi: attraverso di essi tu fai risplendere la varietà e la ricchezza dei doni del tuo Spirito di amore. Noi sappiamo che i santi, deboli e fragili come noi, hanno capito il vero senso della vita, sono vissuti nell’eroismo della fede, della speranza e della carità, hanno imitato perfettamente il Figlio tuo, e ora, vicini a Gesù nella Gloria, sono nostri modelli e intercessori.

Ti ringraziamo perché hai voluto che continuasse tra noi e i santi la comunione di vita nell’unità dello stesso corpo mistico di Cristo. Ti chiediamo, o Signore, la grazia e la forza di poter seguire il cammino che essi ci hanno tracciato, affinchè alla fine della nostra esistenza terrena possiamo giungere con loro al beatificante possesso della luce e della tua gloria. Amen