Il MATRIMONIO E’ PIU’ DEL VOSTRO AMORE….

 

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Il matrimonio è più del vostro amore reciproco. Ha maggiore dignità e maggiore potere. Finchè siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo si limita nel riquadro isolato della vostra coppia. Entrando nel matrimonio siete invece un anello della catena di generazioni che Dio fa andare e venire e chiama al suo regno. Nel matrimonio venite collocati attivamente nel mondo e ne divenite responsabili. Il sentimento del vostro amore appartiene a voi soli.

Il matrimonio, invece, è un’investitura e un ufficio. Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia, occorre che gli riconoscano l’incarico di regnare. Così non è la voglia di amarvi che vi stabilisce come strumento della vita. E’ il matrimonio che ve ne rende atti.

Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio: è il matrimonio che d’ora in poi, porta sulle spalle il vostro amore. Dio vi unisce in matrimonio. Non lo fate voi, è Dio che lo fa. Dio protegge la vostra unità indissolubile di fronte ad ogni pericolo che la minaccia dall’interno e dall’esterno. Dio è il garante dell’indissolubilità. E’ una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena, nessuna tentazione, nessuna debolezza potranno sciogliere ciò che Dio ha unito.

Dietrich Bonhoeffer

SECONDO INCONTRO DI CATECHESI PER LA COPPIA

AL PRINCIPIO DELL’ESPERIENZA UMANA, LA COM-UNIONE

Il disegno di Dio sul matrimonio

Dio ha creato l’uomo

 a sua immagine e somiglianza:

chiamandolo all’esistenza per amore

 l’ha chiamato nello stesso tempo all’amore”.

(Giovanni Paolo II, familiari consortio 11)

 

1a PARTE

Dio è amore perché è relazione di persone. In Dio c’è un Io, un Tu e un Noi. Così nella coppia: due persone (un Io e un Tu) entrano in relazione d’amore generando un Noi. La fecondità della coppia è già l’essere un “noi”. Per vivere tutto questo occorre essere in comunicazione, in dialogo.

 

Per vivere la comunione bisogna essere in “comunicazione”

L’uomo e la donna sono immagine e somiglianza di Dio perché “in comunione”. Ma lo sono anche perché in “comunicazione”. Le tre persone della Trinità “comunicano” e “si comunicano” amore. Non ci può essere vera comunione senza comunicazione, senza vero dialogo.

È necessario fermarsi con stupore di fronte alla Trinità, per scoprirne il mistero della comunicazione profonda. La comunicazione è vita per la coppia; è respiro quotidiano, essenziale per una costante armonia. È ormai constatato che tante famiglie “si rompono”, essenzialmente per mancanza di dialogo. Spesso ci si limita ad una comunicazione formale (cose da fare, incarichi ecc.), ma c’è assenza di una comunicazione reale, motivata da orgoglio, pigrizia, egoismo…..

È necessario crescere  nell’ “arte del dialogo” (anche facendosi aiutare): essere tutto per l’altro, comunicare  tutto all’altro.

È necessario saper parlare di tutto, verificandosi anche sugli argomenti di cui non vorremmo parlare (la gestione del tempo, l’uso del denaro, il lavoro, i rapporti con i familiari di origine, l’educazione dei figli…).

È necessario non solo dialogare, ma “confidarsi”, perché confidarsi è più che amarsi: è la comunicazione di piccole cose (di grandi ne accadono poche), gli intimi pensieri, desideri, pene, allegrie, timori. E quando ci si ritrova la sera, sarà bello trovare il gusto di ascoltarsi, magari spegnendo la televisione. Quando emergono difficoltà, è importante anche “saper litigare”, non spadroneggiando sull’altro pensando “tanto ho ragione io”, ma aprendoci alle ragioni dell’altro e desiderando comunque la riconciliazione, prima che cali la notte. Noi crediamo in un Dio che dialoga… e la coppia è immagine e somiglianza di Dio anche in questo.

 2aPARTE

Le “regole” d’oro nella vita di coppia

Il racconto dei primi capitoli della Genesi ci presentano uomo e donna chiamati all’unità (una sola carne), ma successivamente tentati nella divisione. Quando Dio domanda all’uomo: “che cosa hai fatto?”, Adamo punterà il dito su Eva e quest’ultima sul serpente. Il peccato originale è il peccato radicale dell’uomo, cioè la superbia che porta all’egoismo, alla negazione dell’amore, provocando la separazione da Dio e dei fratelli (“quando c’è qualcosa che non va… la colpa non può essere mia, ma è sempre dell’altro”). Gli sposi sono chiamati a dare testimonianza che è possibile vincere radicalmente questo peccato, sradicarlo. Purtroppo tra coloro che sono accanto alla coppia, aiutandola e sostenendola nel bene, ci sono anche persone che “aspettano gli sposi al varco dell’infelicità”, della divisione: capiterà di avere familiari, “amici”, colleghi di lavoro pronti ad vedere nella coppia ciò che divide, piuttosto di ciò che unisce. Ci saranno tante persone che “faranno il tifo” per l’uno o per l’altro; poche invece che sosterranno la coppia. È importante quindi saper fare riferimento ad amici che veramente “vogliono il bene di entrambi”, oltre che “voler bene a entrambi”.

A volte saranno le situazioni a dividere: la scelta di un trasferimento per motivi di lavoro; la scelta di una casa più grande; e altre questioni che subentreranno nel cammino di famiglia. Davanti a scelte importanti per la vita, occorre chiedersi sempre: “questa situazione può aiutarci ad essere più uniti o alla fine ci allontanerà?”. Non sempre ciò che sembra un bene personale (ad esempio un lavoro maggiormente retribuito ma con orari impossibili) è un bene per la coppia e per la famiglia. Essere in comunione, secondo il disegno di Dio, significa anche affrontare un sacrificio insieme, per consolidare l’amore.

Proponiamo dunque una “regola” d’oro della vita familiare:

  • Tutto ciò che promuove la vera unità coniugale (persone, circostanze, cose) secondo il   piano di Dio.
  •  Tutto ciò che mette in pericolo o perverte l’unità coniugale non è secondo il piano di Dio.

Lettera

 

“Lettera di Dio” ai Fidanzati 41.gif

 

Il Signore dice allo sposo:” la donna che hai al fianco, emozionata, con l’abito da sposa, è mia.Io l’ho creata. Io le ho voluta bene da sempre; ancor prima di te. Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Te la affido. La prenderai dalle mie mani e ne diventerai responsabile. Quando l’hai incotrata  l’hai trovata bella e te ne sei innamorato. Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza, è il mio cuore che ha messo dentro di lei la tenerezza e l’amore, è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e la sua intellingenza e tutte le qualità belle che hai trovato in lei. Però non potrai limitarti a godere della sua bellezza. Dovrai impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desiseri. Ha bisogno di serenità, di gioia, di affetto, di tenerezza, di soddisfazioni nel lavoro e di tante altre cose. Ma dovrai renderti conto che ha bisogno soprattutto di me, e di tutto quello che aiuta e favorisce questo incontro con me: la pace del cuore, la purezza di spirito, la preghiera, la Parola, il perdono, la speranza e la fiducia in me, la mia vita. Sono Io e non tu il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita!

La ameremo insieme.

Io la amo da sempre.Tu hai incominciato ad amarla da qualche anno, da quando te ne sei innamorato. Sono Io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei. Era il modo più bello per dirti:” Ecco, te la affido”, e perchè tu potessi godere della sua bellezza e delle sue qualità. Quando le dirai :” Prometto di esserti fedele, di amarti e rispettarti per tutta la vita”, sarà come se mi rispondessi che sei lieto di accoglierla nella tua vita e di prenderti cura di lei.

Da quel momento saremo in due ad amarla.

Anzi, ti renderò capace di amarla “da Dio”, regalandoti un supplemento di amore che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende capace di produrre le opere di Dio nella donna che ami.E’ il mio dono di nozze: quello che si chiama la grazia del sacramento del matrimonio.Non ti lascerò mai solo in questa impresa. Sarò sempre con te e farò di te lo strumento del mio amore, della mia tenerezza; continuerò ad amare la mia creatura che è divenuta tua sposa, attraverso i tuoi gesti d’ amore, per realizzare il progetto che ho concepito su di voi”.