XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Una volta seminato nel cuore dell’uomo, il regno di Dio cresce da sé. San Paolo, che era ispirato, percepiva già i gemiti di tale crescita (Rm 8,19-22). Bisogna conservare la speranza (Eb 3,6b). Bisogna ripetere ogni giorno: “Venga il tuo regno!”. Bisogna coltivare la pazienza, quella del seminatore che non può affrettare l’ora della mietitura (Gc 5,7-8). Bisogna soprattutto non dubitare della realtà dell’azione di Dio nel mondo e nei nostri cuori. Gesù ci dice questo poiché sa che il pericolo più grande per noi è quello di perdere la pazienza, di scoraggiarci, di abbandonare la via e di fermarci. Noi non conosciamo né il giorno né l’ora del nostro ingresso nel regno o del ritorno di Cristo. La mietitura ci sembra ancora molto lontana, ma il tempo passa in fretta: la mietitura è forse per domani.

 

Prima lettura: Ez 17,22-24

Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio:

«Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami lo coglierò  e lo pianterò sopra un monte alto, imponente; lo pianterò sul monte alto d’Israele. Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico. Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà. Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore, che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso, faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco. Io, il Signore, ho parlato e lo farò».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 91

È bello rendere grazie al Signore.

È bello rendere grazie al Signore

e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunciare al mattino il tuo amore,

la tua fedeltà lungo la notte.

È bello rendere grazie al Signore.

Il giusto fiorirà come palma,

crescerà come cedro del Libano;

piantati nella casa del Signore,

fioriranno negli atri del nostro Dio.

È bello rendere grazie al Signore.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,

saranno verdi e rigogliosi,

per annunciare quanto è retto il Signore,

mia roccia: in lui non c’è malvagità.

 

Seconda lettura: 2Cor 5,6-10

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore. Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Mc 4,30)

Alleluia, alleluia.

Il seme è la parola di Dio,

il seminatore è Cristo:

chiunque trova lui, ha la vita eterna.

Alleluia.

 

Vangelo: Mc 4,26-34

Parabola del seminatore

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Gesù è venuto a stabilire il regno di Dio sulla terra; ma finora non si vede niente, se non un trascurabile gruppo di discepoli, senza istruzione, e già si leva l’opposizione del potere religioso. Allora, per confortarli, Gesù racconta due parabole: quelle del grano di frumento e del grano di senape, che germogliano e crescono anche quando nessuno se ne prende cura. Una volta affidata alla terra la semente, il contadino aspetta. Tutto sembra fermo e inattivo, ma il chicco non si ferma e continua a germogliare e a crescere. Qualche volta capita anche a noi di condividere l’inquietudine dei primi discepoli. Ci sembra che l’opera della Chiesa sia inefficace e che il regno di Dio non progredisca. Liberiamoci da ogni paura. Restiamo calmi e fiduciosi. Dio è con noi. La parabola della semente che ci mette del tempo per germogliare e per produrre la messe è un invito alla pazienza.

 

SULL’ ESEMPIO DI MARIA …… Oggi cerco un’immagine di un granello di senape: è davvero piccolissimo! Se però, come Maria, lascio che il seme del Regno venga piantato nel mio cuore, crescerà e darà un senso nuovo a tutto.

Sulla Tua Parola

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO B)

SOLENNITA’ DEL SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

La solennità del Corpo e Sangue del Signore, diventa l’occasione per una riflessione orante nei confronti del sacramento più importante che Gesù ci ha lasciato: l’Eucaristia. Due elementi semplicissimi del nostro vivere quotidiano, il pane e il vino, diventano, per l’azione dello Spirito Santo e della Chiesa, il segno più eloquente e “potente” dell’esistenza e dell’opera di Cristo. Nel Sacramento dell’Eucaristia, infatti, istituito da Gesù poco prima della sua morte per noi, egli ha voluto lasciarci un “testamento spirituale”: io vi ho amati fino al dono della vita e se vorrete essere miei discepoli anche voi dovrete fare altrettanto, amandovi gli uni gli altri con lo stesso amore; mangiate e bevete di me, per avere in me la forza e il coraggio di un amore così grande. Pane dell’amore, dunque, l’Eucaristia, che nutre e sostiene la vita di chi, come Gesù, ha fatto dell’amore agli altri la sua ragione d’esistere.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Es 24,3-8

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!». Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore. Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto». Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 115

Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Che cosa renderò al Signore,

per tutti i benefici che mi ha fatto?

Alzerò il calice della salvezza

e invocherò il nome del Signore.

 

Agli occhi del Signore è preziosa

la morte dei suoi fedeli.

Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:

tu hai spezzato le mie catene.

 

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento

e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore

davanti a tutto il suo popolo.

 

Seconda lettura: Eb 9,11-15

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente? Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 6,51)

Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,

se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

 

Vangelo: Mc 14,12-16.22-26

eucaristia

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Marco

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Prima di consegnare la sua vita, Gesù ci ha fatto un ultimo, grande e immenso dono: quello del suo corpo e del suo sangue. E’ un gesto d’amore, come di chi si consegna con affetto e fiducia agli amici più cari. Ancora oggi, in ogni Messa, Gesù si offre a noi come suoi migliori amici; si fida di noi, nonostante la nostre miserie e infedeltà: egli ci ama così come siamo e per questo continua a stare con noi. E’ bellissimo stare in sua compagnia, semplicemente davanti all’Eucaristia: in questo modo possiamo rivivere l’esperienza dell’ultima Cena con la stessa confidenza con la quale Gesù conversò amabilmente con i suoi, la vigilia della passione.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’…. Dedico uno spazio della mia casa alla preghiera e all’incontro con Dio, quale segno di accoglienza del Signore nell’intimità di essa.

DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DEL GIORNO (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: DOMENICA DI PENTECOSTE

La solennità della Pentecoste porta a compimento il Tempo Pasquale: “il dono dello Spirito Santo alla Chiesa costituisce, infatti, il compimento della risurrezione-ascensione e dell’intera missione di Gesù sulla terra. Attraverso lo Spirito, Dio continua nel tempo e nello spazio la sua opera di salvezza per mezzo della Chiesa, il “nuovo Corpo” di Cristo. Lo Spirito Santo, potente e invisibile anima della Chiesa, è anche il “motore” di tutta la nostra esperienza cristiana. E’ lui che suscita la fede e che, per mezzo del Battesimo, prende stabile dimora nella nostra vita. Per mezzo della Parola e dei sacramenti, continuamente ci rigenera a vita nuova, ci rimette in piedi dopo ogni caduta, indicandoci ogni volta la strada da percorrere e sostenendoci lungo il cammino. Invochiamo ancora una volta, con la fiducia dei figli, questo grande dono del Padre.

Prima lettura: At 2,1-11

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 103

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!

Quante sono le tue opere, Signore!

Le hai fatte tutte con saggezza;

la terra è piena delle tue creature.

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Togli loro il respiro: muoiono,

e ritornano nella loro polvere.

Mandi il tuo spirito, sono creati,

e rinnovi la faccia della terra.

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;

gioisca il Signore delle sue opere.

A lui sia gradito il mio canto,

io gioirò nel Signore.

 

Seconda lettura: Gal 5,16-25

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

Parola di Dio

 

Sequenza

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

 

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

 

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell’anima,

dolcissimo sollievo.

 

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

 

Senza la tua forza,

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

 

Lava ciò che è sórdido,

bagna ciò che è árido,

sana ciò che sánguina.

 

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò che è sviato.

 

Dona ai tuoi fedeli,

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

 

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

 

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito,

riempi i cuori dei tuoi fedeli

e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

 

Vangelo: Gv 15,26-27; 16,12-15

Pentecoste

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Chi ascolta lo Spirito riceve la visita del Padre e del Figlio. Dunque la nostra vita diviene come una casa, all’interno della quale Dio, come ospite gradito, si ferma con noi in amabile compagnia e conversazione. Ti sembra che ciò sia possibile solo per i santi? Invece, questo è anche alla tua portata. L’unica cosa che c’è da fare perché ciò avvenga è quella di provare ogni giorno a mettere in pratica la parola del signore. Si tratta di farlo con semplicità, ma anche pienamente consapevoli che questo trasforma la nostra vita; essa diviene luogo e spazio in cui la Trinità viene accolta. Approfitta di questo grande dono, e conoscerai la gioia vera: è quella che dona Dio a coloro che si aprono alla sua presenza.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ … Se lo accogliamo, lo Spirito Santo si fa capire da ognuno di noi e sa come parlarci e incontrarci. Anche io oggi proverò a “incontrare gli altri nel loro linguaggio”, cioè cercando di tenere il loro punto di vista.

 

SULL’ ESEMPIO DI MARIA … Maria viveva secondo lo Spirito. Rileggo e medito la seconda lettura, in cui si parla dei frutti dello Spirito e dei frutti della carne ed esamino la mia vita: io sto camminando secondo lo Spirito?

Sulla Tua Parola

 

Venerdì Santo

Riflessione sul Venerdì Santo 

croce 10

E siamo così al Venerdì Santo, giorno della Passione e della crocifissione del Signore. Ogni anno, ponendoci in silenzio di fronte a Gesù appeso al legno della croce, avvertiamo quanto siano piene di amore le parole pronunciate la vigilia, nel corso dell’ultima Cena. <<Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti>>. Gesù ha voluto offrire la sua vita in sacrificio per la remissione dei peccati dell’umanità. Come di fronte all’Eucaristia, così di fronte alla passione e morte di Gesù in croce il mistero si fa insondabile per la ragione. Siamo posti davanti a qualcosa che umanamente potrebbe apparire assurdo: un Dio che non solo si fa uomo, con tutti i bisogni dell’uomo, non solo soffre per salvare l’uomo, caricandosi di tutta la tragedia dell’umanità, ma muore per l’uomo. La morte di Cristo richiama il cumulo di dolore e di mali che grava sull’umanità di ogni tempo: il peso schiacciante del nostro morire, l’odio e la violenza che ancora oggi insanguinano la terra. La passione del Signore continua nelle sofferenze degli uomini. Come scrive Blaise Pascal, <<Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo>>.

Se il Venerdì Santo è giorno pieno di tristezza, è dunque, al tempo stesso, giorno quanto mai propizio per ridestare la fede, per rinsaldare la speranza e il coraggio di portare ciascuno la nostra croce con umiltà, fiducia e abbandono in Dio, certi del suo sostegno e della sua vittoria.

Canta la liturgia di questo giorno:<< O Crux, ave, spes unica>>, (Ave, o croce, unica speranza!).

La luce interiore che ha guidato Gesù lungo il percorso doloroso della passione e morte è stata una: il suo abbandono a Dio. Nonostante avesse paura di morire, si fidò pienamente del Padre, affidandosi alla sua volontà. Per tale motivo Gesù è causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono. Questo, dunque sia per te un giorno di ringraziamento e gratitudine: per la sua obbedienza tu puoi vivere nella libertà dei figli di Dio, che egli dona a chi umilmente si accosta a lui. Solo quando obbedisci a Dio, sei veramente libero, e i tratti del volto di Cristo risplendono sul tuo.

Nel dramma della passione, c’è una persona che è sempre vicina a Gesù in maniera discreta, ma forte. E’ sua madre, che dopo aver accompagnato il Figlio, riceve il compito di accompagnare tutta la Chiesa alla pienezza della vita in Dio. Maria, sotto la croce, t’insegna molte cose. Anzitutto, il silenzio. Di fronte alla croce, non c’è molto da dire: ma il suo silenzio significa partecipazione e forte sostegno. Quando anche tu sarai in grado di vivere il silenzio come dimostrazione di fede e di fiducia in Dio, scoprirai la forza che proviene da questo atteggiamento. Ma da lei puoi imparare anche qualcos’altro: essere vicini alle croci dei nostri fratelli e amici, anche senza parlare, è segno di grande carità e condivisione. E’ questo l’atto d’amore più semplice e più efficace che possiamo fare.

I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: I Domenica di Quaresima

 Prima lettura: Gen 9,8-15

Dal libro della Gènesi

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra». Dio disse: «Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell’alleanza tra me e la terra. Quando ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l’arco sulle nubi, ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni carne, e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 24

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,

insegnami i tuoi sentieri.

Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,

perché sei tu il Dio della mia salvezza.

 

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia

e del tuo amore, che è da sempre.

Ricòrdati di me nella tua misericordia,

per la tua bontà, Signore.

 

Buono e retto è il Signore,

indica ai peccatori la via giusta;

guida i poveri secondo giustizia,

insegna ai poveri la sua via.

 

Seconda lettura: 1Pt 3,18-22

 Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

 Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua. Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Mt 4,4)

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Non di solo pane vivrà l’uomo,

ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

 

Vangelo: Mc 1,12-15

Gesù viene tentato nel deserto

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Marco

 In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Il Vangelo di Marco non riporta, a differenza di Luca e Matteo, il contenuto delle tentazioni di Gesù, limitandosi a informarci del fatto che Gesù viene tentato per quaranta giorni da Satana. Ma questa breve indicazione è sufficiente a ricordarsi l’essenziale: essere tentato vuol dire dover scegliere. Ogni tentazione, in fin dei conti, è sempre una scelta tra due amori: l’amore per Dio o l’amore per se stessi. E vinci quando scegli l’amore più grande. Gesù vince la tentazione mettendo l’amore per Dio al primo posto, scegliendo la bellezza e la forza di un evento, già accaduto e che sempre accade: il farsi vicino del Regno. Il Regno è la buona notizia che annuncia Gesù, è la sintesi di tutta la sua vita e della sua missione; è l’annuncio che questa Quaresima rivolge ancora una volta alla tua vita: l’amore di Dio è qui, vicino a te, dentro di te, dentro la tua storia: fidati di questo amore, dai fiducia a questo amore e accoglilo con tutto te stesso.

 

 SULL’ ESEMPIO DI MARIA …Di fronte alle tentazioni della giornata, so di non essere solo: Gesù ha vinto ogni tentazione. Oggi invocherò il suo aiuto mettendomi sotto il manto di Maria.

Sulla Tua Parola