VANGELO DEL SANTO NATALE

Esultiamo cari amici di gioia indicibile: Oggi

E’ nato per noi il l’EMMANUELE, il Dio con noi!”

 

 

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+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Commento al Vangelo

“Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Diede alla luce il suo Figlio primogenito, lo avvolse in fasce e le depose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’albergo”.
Tre righe in tutto. Per raccontarci l’avvenimento più straordinario della storia del mondo, Luca impiega tre righe…

Cristo è venuto per regalarci la gioia, gioia perché abbiamo un Dio che si occupa di noi, che fa la strada insieme a noi, per condividerne problemi, miserie, speranze, angosce…

“Non temete, vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un Salvatore…”
In una notte di veglia, ai pastori impauriti, arriva la più bella notizia del mondo: è nato il Salvatore. Per liberarci dalla schiavitù del male.
Il Figlio di Dio viene ad abitare in mezzo a noi. Viene per farci figli di Dio, per riunirci in una sola famiglia: la Chiesa. Viene per donarci la Verità, il Perdono, l’Amore.
Ma i primi a ricevere questa notizia di gioia sono i pastori: uomini semplici e rozzi, al più basso gradino della scala sociale di quei tempi.
Così Gesù ci fa capire le sue preferenze per gli umili, per i poveri, per gli inutili, per coloro che sono emarginati dalla società del benessere.
Ed è questa gente che riconosce il Signore presente nel mondo e sa capire l’amore di un Dio che occupa un posto ancora più basso del loro.

“Il Figlio di Dio si è fatto carne... La luce, quella vera, è venuta neI mondo… Ma le tenebre non l’hanno accolta, i suoi non lo hanno riconosciuto…” E’ il dramma di non riconoscere il Signore nella sua incarnazione concreta.

“A quelli che lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio…”
Figli di Dio: ecco la nostra vita di fede, di preghiera, di fiducia…
Fratelli nel Cristo, fratelli di tutti gli uomini: ecco l’amore, la carità, la disponibilità, il servizio, “essere per gli altri”: il miracolo dell’amore che ancora continua.

Il Natale è Dio stesso che “dopo aver parlato molte volte e in molti modi nel passato per mezzo dei profeti… alla fine ha parlato a noi per mezzo del Figlio” e “come luce che brilla fra le tenebre” continua oggi a fare agli uomini la sua proposta di vita.
Chi l’accoglie, vive nella luce e nella gioia, chi la rifiuta, sceglie di camminare nelle tenebre e nella morte. E non c’è nulla di più triste, come le tenebre e la morte.
Gesù per attuare la salvezza ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana e ci ha così insegnato che condividere è l’unico modo vero per salvare se stessi e gli altri.

Buon Natale a tutti, in particolare a quelli più soli, più poveri, anziani, ammalati, impediti, disoccupati, perché tutti accettino di dare il proprio contributo alla salvezza del mondo portando come il Cristo la povertà e la croce.
Buon Natale a tutte le famiglie perché oltre la pace, l’amore e la fede, abbiano la capacità di diventare, tante volte, padre e madre dell’orfano, luce per il cieco, gambe per lo zoppo, casa per i senzatetto, pane per l’affamato, speranza per lo sfiduciato.
Buon Natale a tutti noi, se sapremo essere semplici come i pastori, se sapremo togliere, con la Confessione e la Comunione, tutto ciò che in noi è egoismo e se sapremo nella fede e nella preghiera aprirci a fare opere concrete di amore e di impegno cristiano per tutti i nostri fratelli.

 

 

Vangelo della XXVIII domenica del Tempo Ordinario

Vangelo Matteo 22,1-14, vangelo di domenica 09-10-2011, gli invitati a nozze, parabole di Gesù, ilregno di Dio è simile ad un banchetto, Dio ci vuole tutti salvi, la gioia del Signore è la salvezza delle anime

Vangelo Mt 22,1-14

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vangelo matteo 22,1-14,vangelo di domenica 09-10-2011,gli invitati a nozze,parabole di gesù,ilregno di dio è simile ad un banchetto,dio ci vuole tutti salvi,la gioia del signore è la salvezza delle anime

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore.

 

 

 

Commento al Vangelo

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”

Dio ci invita alla festa. “Il regno dei cieli è simile ad un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze”: queste parole di Gesù ci svelano con solare chiarezza che Dio desidera regalare a tutti una grande festa. Se questa è l’intenzione di Dio, noi dobbiamo essere profondamente e tenacemente ottimisti: il credente, nella misura in cui è credente, ha nel cuore una riserva inesauribile di gioia che resiste in mezzo a tutte le prove e a tutte le sofferenze del viaggio della vita verso “banchetto di nozze”.

La Chiesa è il luogo in cui si fai il banchetto nuziale; tutti i cristiani hanno quindi una vocazione missionaria. Messaggeri di un invito al banchetto di gioia e di nozze, messaggeri di un Lieto Annunzio (=Vangelo), noi dobbiamo personalmente essere invasi  dalla gioia e “raccogliere” mediante la parola di Gesù “ogni creatura”, buoni e cattivi.

“L’abito nuziale”. Il vestito da nozze è un abito “di lino, di un biancore abbagliante; il lino sono le buone opere dei cristiani”. Ognuno deve “indossarlo” (ecco la risposta personale della fede e della carità). Al giudizio finale non ci saranno scuse (“ammutolì”). L’inferno, a cui ci si autocondanna, è descritto come frustrazione, tenebre, pianto. “Tutti (= i molti) sono chiamati da Dio; ogni singolo (= i pochi) viene eletto, cioè salvato, in base alla sua risposta”. Diceva Gesù a un’anima: “Non mi potete dare gioia più grande di quella di salvare la vostra anima: di lasciarmela salvare. Non mi potete dare dolore più grande di quello di voler perdere la vostra anima, respingendo il mio dono di salvezza”.


La Parola per me Oggi

E’ possibile rifiutare l’invito di Dio, è possibile chiudersi nell’orgoglio e diventare prigionieri della solitudine dell’infelicità. Spesso ci affanniamo nella ricerca di cose inutili e passeggere, mentre trascuriamo l’unica cosa necessaria, che è questa: aprire umilmente il cuore a Dio, affinché Egli possa invaderlo con un fiume di gioia.


Preghiamo

Padre, che invidi il mondo intero alle nozze del tuo Figlio, donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo testimoniare qual è la speranza della nostra chiamata, e nessun uomo abbia mai a rifiutare il banchetto della vita eterna o a entrarvi senza l’abito nuziale. Amen