XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Ecco due miracoli di Gesù legati uno all’altro. Il loro messaggio è complementare. Si tratta di due donne: una all’inizio della sua vita, l’altra al termine di lunghe sofferenze che la sfiniscono. Né l’una né l’altra possono più essere salvate dagli uomini (vv. 23 e 26). Ma sia l’una che l’altra saranno salvate dall’azione congiunta della forza che emana da Gesù e dalla fede: per la donna la propria fede, per la bambina la fede di suo padre. Gesù non chiede che due cose: “Non temere, continua solo ad aver fede”.

 

Prima lettura: Sap 1,13-15; 2,23-24

Dal libro della Sapienza

Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano; le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte, né il regno dei morti è sulla terra. La giustizia infatti è immortale. Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura. Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 29

 Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

 

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,

non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.

Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,

mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

 

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,

della sua santità celebrate il ricordo,

perché la sua collera dura un istante,

la sua bontà per tutta la vita.

Alla sera ospite è il pianto

e al mattino la gioia.

 

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,

Signore, vieni in mio aiuto!

Hai mutato il mio lamento in danza,

Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

 

Seconda lettura: 2Cor 8,7.9.13-15

 Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

 Fratelli, come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

Non si tratta di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: «Colui che raccolse molto non abbondò e colui che raccolse poco non ebbe di meno».

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Cf 2Tm 1,10)

Alleluia, alleluia.

Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte

e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.

Alleluia.

 

Vangelo: Mc 5,21-43

GesùChrist20Jairus'20Daughter[4]

 Dal Vangelo secondo Marco

 In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.

Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Parola del Signore.

 

COMMENTO: 1a Lettura

E’ proprio di chi ha una visione molto parziale delle cose l’attribuire a Dio la causa del male e della sofferenza nel mondo. Tutto ciò che è stato creato è bello, buono e ha un ruolo importante nella creazione. Casomai, è colpa e invidia del demonio che la morte è entrata nel mondo. Soltanto chi decide di appartenere a lui fa questa esperienza di fine e di morte. Dunque chi crede in Dio e compie le sue opere non può morire; persino la morte fisica non è altro che un passaggio verso una comunione ancora più grande con Dio. Dunque, la vera morte è la lontananza da Dio e dal suo amore. Questo è l’unico vero grande dramma che un uomo possa sperimentare.

 

COMMENTO AL VANGELO

Gesù non è indifferente di fronte alla sofferenza. Egli è venuto proprio per liberare i figli di Dio da tutte le schiavitù, compresa quella dal male e dal dolore. Però, quello che il Signore vuole fare è insegnare anche a dare un valore del tutto nuovo alla sofferenza: essa non è più semplicemente qualcosa che schiaccia, ma può avere anche un significato provvidenziale nel piano di Dio. Per questo Gesù sente che nel tocco della donna affetta da emorragia vi è qualcosa di diverso: attraverso un semplice tocco del mantello chiede aiuto, ma anche forza per vivere la malattia. Ella, infatti, chiede salvezza, che è molto di più che una semplice guarigione. Perché non provi anche tu a cambiare il tuo modo di concepire la sofferenza? Essa potrebbe farti capire tante cose che adesso non comprendi.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ … Signore, grazie per averci creato in modo così meraviglioso da poter portare la salvezza agli altri! Oggi mi prendo a cuora la salvezza mia e di coloro che sono intorno a me, dandomi da fare realmente secondo quanto lo Spirito mi suggerirà.

Sulla Tua Parola

 

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)ultima modifica: 2015-06-26T13:58:30+02:00da antonellagarufi
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