XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) – CRISTO RE

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

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Al termine dell’anno liturgico, la Chiesa ci fa contemplare Gesù Re dell’universo. E lo fa indicandoci il Crocifisso. Ma come? Diciamo che Gesù è Re e poi lo guardiamo inchiodato alla croce? Gesù stesso, nel Vangelo di Giovanni, indica nell’ora della croce quella della sua glorificazione. Da questo insolito trono eserciterà la sua signoria regale. Gli uomini da sempre hanno cercato di dare un volto a Dio. Ma mai avrebbero concepito un Dio-Amore, un Dio così pazzamente innamorato dell’umo da giungere fino alla follia della croce. No, un Dio così assurdo – diranno i pagani -, è scandaloso-  ribatteranno i Giudei. Eppure nulla è più eloquente di questo spogliamento di Dio. L’abisso più profondo che ci separa da lui non è quello della creaturalità, ma quello del non-amore. E la croce è venuta a colmarlo, facendoci contemplare l’Amore, anzi consegnandocelo perché ritrovassimo la nostra somiglianza con lui.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Ez 34,11-12.15-17

Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia. A te, mio gregge, così dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri. Parola di Dio

Salmo responsoriale: Sal 22

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla.

Su pascoli erbosi mi fa riposare.

Ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia,

mi guida per il giusto cammino

a motivo del suo nome.

Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici.

Ungi di olio il mio capo;

il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

abiterò ancora nella casa del Signore

per lunghi giorni.

 

Seconda lettura: 1Cor 15,20-26.28

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza. È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte. E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti. Parola di Dio

Vangelo: Mt 25,31-46

Ascolta il vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Hai mai visto l’affresco michelangiolesco della Cappella Sistina, nel quale viene riportato visivamente il brano appena letto? Guardare quel dipinto e lasciarsi affascinare dalla maestosità e dalla solennità dell’azione è un tutt’uno. Cristo, raffigurato nel pieno della sua giovinezza virile, è ritratto in posa che esprime tutta la grandiosità di un atto solenne e definitivo, nel quale tutti i pensieri e tutte le azioni dell’umanità divengono palesi. Quello stesso Cristo, che nella sua passione ti ha dimostrato la debolezza dell’amore crocifisso di Dio, manifesta alla fine dei tempi tutta la sua maestà. Impara ad essere suo amico ora che si presenta a te nell’umiltà e nel silenzio, riconoscendolo e servendolo in tutti i poveri e i diseredati del nostro tempo.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ ……  Oggi riporto alla memoria del mio cuore le parole di San Giovanni della Croce:<< Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore>>.

SULL’ ESEMPIO DI MARIA … Siamo tutti fratelli e sorelle di Gesù; ci sono anche i piccoli, che Gesù stesso ci raccomanda di amare di più: i deboli, gli ammalati, gli anziani … oggi, imitando l’atteggiamento di Maria, andrò loro incontro.

Sulla Tua Parola

 

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) – CRISTO REultima modifica: 2014-11-20T19:00:22+01:00da antonellagarufi
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