X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: 1Re 17,17-24

Salmo responsoriale: Sal 29

Seconda lettura: Gal 1,11-19

Ascolta il vangelo audio:

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Vangelo: Lc 7,11-17

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Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.

Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».

Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.


COMMENTO AL VANGELO

Il Vangelo di oggi ci presenta l’episodio della risurrezione del figlio della vedova di Naim. Gesù tocca la bara che contiene il corpo del ragazzo. Questo significa che egli vuole entrare in relazione profonda con lui. Non c’è limite alla potenza e alla misericordia del Signore, tanto che nemmeno il confine invalicabile della morte può impedirgli di riportare indietro il giovinetto che, inesorabilmente era destinato al buio del sepolcro. Anche noi siamo chiamati a sperimentare la presenza viva di Gesù: egli è con noi oggi  e, dinanzi al dolore che ci abbatte, ci ripete: <<Dico a te, alzati!>>. Anche nei confronti della madre del giovane il Signore manifesta tutta la sua tenera premura, accogliendo il suo dolore e donandole la speranza. Se anche noi avessimo questi atteggiamenti nei confronti delle persone che soffrono accanto a noi, saremmo certamente una luce per loro. Entrare in relazione con loro, con le loro sofferenze, avere un atteggiamento premuroso e delicato nei loro confronti vale più di ogni cura o medicina.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLI DI GESU …….. Oggi voglio essere testimone del Maestro che ama la vita, nella parole, nel sorriso, nella disponibilità. A ciò che è senza vita, Signore, dona forza e vitalità, a chi è senza speranza, spezzato dal dolore, fa scoprire il tuo volto compassionevole.

 

SULL’ ESEMPIO DI MARIA …….. Due cose, oggi ti chiedo: di appartenere, come te, al mondo degli umili, su cui il Signore si china con tenerezza preferenziale, e di essere anch’io propenso alla compassione-tenerezza che mi spinga a consolare e ad aiutare.

Sulla tua Parola

 

X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)ultima modifica: 2013-06-07T17:38:00+02:00da antonellagarufi
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