INTRONIZZAZIONE DI Jorge Mario Bergoglio

Con la celebrazione della Santa messa di oggi, in onore di San Giuseppe, ha inizio il “Ministero Petrino” di Papa Francesco.

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Due sono le parole emerse dall’omelia del Santo Padre: “Custodia e tenerezza”.

Riportiamo alcuni passi importanti dell’omelia:

Gesù ha dato un potere a Pietro :<<Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle …!>> ..Il vero potere è il servizio e il papa deve guardare al servizio umile e semplice come fece S. Giuseppe: accogliere con tenerezza i più deboli, chi ha sete, chi ha fame, chi è nudo, lo straniero … solo così saprà custodire tutto il popolo di Dio.

A tutti gli uomini di buona volontà dico di essere custodi dei fratelli come S. Giuseppe ha custodito Gesù e Maria.

Oggi abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza, aprire la speranza in mezzo a tante nuvole che circondano la nostra vita. La speranza che portiamo all’orizzonte è fondata sulla roccia che è Dio. Custodire il creato, custodire ogni persona specialmente il povero, custodire noi stessi. Custodiamo con amore ciò che Dio ci ha donato.

Non dobbiamo avere timore della bontà e della tenerezza!

A voi tutti dico di pregare per me….. così si conclude l’omelia di Papa Francesco.

Guardiamo al Santo Padre come la “stella polare” da seguire per arrivare al Signore.

 

Un pensiero affettuoso va al nostro emerito Papa Benedetto XVI

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V DOMENICA DI QUARESIMA Anno (C)

“Gesù insegna alle folle che non esiste più grande manifestazione di potere che il perdono”


LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura (Is 43,16-21)

Salmo responsoriale (Sal 125)

Seconda lettura (Fil 3,8-14)

 

Ascolta il Vangelo audio
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Vangelo Gv 8,1-11

vangelo di domenica 17-03-2013, Giovanni 8,1-11, quinta domenica di quaresima, scaglia la prima pietra, la donna adultera, perdono, la donna peccatrice, vai e non peccare più.In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».


Commento al Vangelo

Anche per noi sarebbe stato facile giudicare la donna adultera. In fondo, non era molto difficile: colta in flagrante peccato, cos’altro era necessario per la sua condanna? Eppure, anche questa volta Gesù ci stupisce. Da un lato, mostra con una lezione silenziosa ma molto incisiva, che nessuno ha il diritto di accusare di peccato una persona, se poi noi per primi ci macchiamo delle stesse colpe o anche di peggiori. Inoltre, egli restituisce alla donna la sua dignità, senza sminuire il suo peccato o banalizzare il suo comportamento. Il peccato è sempre male, e va condannato, ma la donna ha diritto a un’altra possibilità. Tu sei pronto a dare agli altri un’altra possibilità, quando questi sbagliano o non si comportano secondo il tuo giudizio? In genere le nostre valutazioni sono definitive e senz’appello.

 

Per vivere da discepolo di Gesù….

Anche la memoria richiede una profonda guarigione per cancellare le ferite. Affiderò al Signore tutti i ricordi che mi provocano dolore e sofferenza.


 

 

HABEMUS PAPAM

 13 Marzo 2013

 giorno storico da ricordare perché un nuovo successore di Pietro  è stato scelto per guidare la chiesa universale:

Papa Francesco


Accogliamo con vera gioia il Santo Padre Francesco, guardiamo a lui con fiducia e amore, vedendo in lui il Pastore a cui Dio ha voluto affidare il Suo gregge perché lo confermi nella fede in Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo, e guidi tutti nella via dell’unità e dell’amore.

papa francesco, nuovo papa, 13 marzo 2013, cardinale mario bergoglio, successore di pietro, successore di papa benedetto xvI

papa francesco, nuovo papa, 13 marzo 2013, cardinale mario bergoglio, successore di pietro, successore di papa benedetto xvI

Così definisce il nuovo papa la chiesa: <<La Chiesa povera, amica dei poveri>>.

IV DOMENICA DI QUARESIMA – LAETARE (Anno C)

“Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”, dice San Paolo (2Cor 5,20).


LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura (Gs 5,9-12)

Salmo responsoriale (Sal 33)

Seconda lettura (2Cor 5,17-21)

Ascolta il Vangelo audio
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Vangelo Lc 15,1-3.11-32

the-parable-of-the-lost-sons.jpgIn quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».

Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.

Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

COMMENTO AL VANGELO

Indubbiamente, i criteri con cui Dio giudica sono davvero molto diversi dai nostri. Quante possibilità avremmo dato noi al figlio scapestrato? Ci saremmo fidati di Lui ancora una volta? Eppure il Padre non si pone nemmeno il problema: per lui, l’unica realtà è che prima riteneva un figlio morto, e ora quel figlio è ritornato in vita. Cosa importa tutto il resto? I calcoli, i giudizi e le colpe non gli interessano. Ecco perché festeggia. Dio fa festa tutte le volte che tu lasci la morte e il peccato, e torni da lui. Non gli interessa nemmeno sapere se ti fermerai con lui oppure no o se hai davvero capito lo sbaglio che hai fatto, andandotene lontano. Sei tornato e questo gli basta. Solo chi ama può comprendere questo atteggiamento. 

 

Per vivere da Discepolo di Gesù..

Cosa mi dice la parabola a riguardo del mio rapporto con il Padre? Come mi interpella nel mio cammino quaresimale di conversione?

Rifletterò sul messaggio che Gesù mi dà oggi per mezzo del padre, del figlio minore e del figlio maggiore.

 

TERZA DOMENICA DI QURESIMA (Anno C)

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura (Es 3,1-8.13-15)

Salmo responsoriale (Sal 102)

Seconda lettura (1Cor 10,1-6.10-12)

 

Ascolta il Vangelo audio
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Vangelo Lc 13,1-9

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

images.jpgIn quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Commento al Vangelo

Siamo molto bravi ad individuare chi ha bisogno di tornare a Dio con il cuore contrito e umiliato. Un po’ più difficile ci risulta capire che i primi della lista siamo proprio noi. Come gli israeliti contemporanei di Gesù, anche noi siamo convinti che siano sempre gli altri, quelli che non fanno il loro dovere, ad avere bisogno di conversione. Ma non abbiamo ancora capito che tale urgenza di conversione è anzitutto per noi.  Finchè non entreremo in quest’ottica, saremo sempre convinti che il mondo va male a causa della cattiveria e della pervicacia degli altri. In tal caso, restiamo ciechi e sordi a ogni iniziativa e sollecitazione che Dio opera nei nostri confronti per chiamarci alla novità di vita.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’….. Quali frutti sta producendo il mio impegno quaresimale: nell’ascolto della Parola di Dio, nella preghiera, nelle opere concrete di carità fraterna?