V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

Come il chicco di grano muore per generare una nuova vita, così Gesù, con la sua morte, riconduce tutto quanto al Padre. L’insegnamento di Gesù testimoniano che egli è venuto da parte del Padre; aprirci a lui significa passare dalla conoscenza di quanto ha fatto, all’accettazione della fede. In questa Quaresima, che ci conduce ai misteri pasquali, è compito fondamentale di ogni cristiano scoprire il volto di Cristo. “Vedere Gesù”, mettere la propria vita al suo servizio e al servizio della comunità: è questa l’attesa e il desiderio del credente che con la testimonianza della propria vita rende visibile e credibile la gloria del Signore.

 

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Vangelo: Gv 12,20-33
Dal Vangelo secondo Giovanni

SEMINARE-15_DONI_DI_DIO_1-300x221.jpgIn quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

 
COMMENTO AL VANGELO

La morte di Gesù è vicina e il suo destino sta per compiersi. Eppure, egli non mostra paura: egli sa che Dio è con lui e il suo atto d’amore riconcilierà la terra con il Padre. Egli parla della sua morte utilizzando un grande paradosso, perché la chiama la sua glorificazione. E’ davvero diverso il modo di esprimersi di Gesù dal nostro! Per noi essere glorificati significa avere tutti ai nostri piedi, giungere all’apice del successo e del riconoscimento degli uomini. Invece per il Signore essere glorificati significa essere appeso a una croce infame, deriso e rifiutato da tutti. Non è un controsenso? In realtà entri in questa logica solo se comprendi che chi vuole conservare la sua vita la spreca miseramente: egli è sterile e non giova a nessuno.

 

V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)ultima modifica: 2012-03-24T23:22:00+01:00da antonellagarufi
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