Meditiamo insieme il vangelo di domenica 6-03-2011

 

Dal Vangelo secondo Matteo (7,12-27)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

“Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del padre mio che è nei cieli.

In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? Nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande”.

 

Spunti di riflessioni

Gesù dice: chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo prudente, nel giorno del giudizio.

Costruire sulla roccia

L’uomo stolto (“stolto” nel linguaggio del Vangelo indica sempre colui che ascolta e adora se stesso; chi ascolta Dio e compie la sua volontà è detto “saggio”) costruisce sulla sabbia, cioè sull’umano; l’uomo saggio costruisce sulla roccia, cioè sulle parole di Gesù, che sono, come la roccia, e incrollabile, sicure e intramontabili. La parabola fa perno sul contrasto tra l’ascoltare e il fare. Fare vuol dire impegnarsi totalmente, corpo e anima. Noi siamo poveri non di belle parole né di azioni, né di lavoro, ma di impegno totale, di amore totale.

E’ saggezza essere attenti alla parola di Gesù; è stoltezza essere disattenti: ecco la parabola della roccia e della sabbia.

 

La parola si fa preghiera

Gesù mia roccia e mio baluardo, dirigi i miei passi: percorrano sicuri i tuoi sentieri. Che la mia vita scorra, aggrappata alla roccia salda dei tuoi insegnamenti e ogni mia azione sia costruita in Te, che dai un valore eterno al più piccolo gesto. Perché Tu sei Dio.

Meditiamo insieme il vangelo di domenica 6-03-2011ultima modifica: 2011-03-05T12:53:00+01:00da antonellagarufi
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Un pensiero su “Meditiamo insieme il vangelo di domenica 6-03-2011

  1. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
    Sto vivendo questo…

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