SETTIMANA SANTA

SETTIMANA SANTA

Con la Domenica delle Palme inizia la Settimana Santa, centro di tutto l’Anno Liturgico, in cui accompagniamo Gesù nella sua Passione, Morte e Risurrezione.

Passione del Signore

Vivere la Settimana Santa seguendo Gesù vuol dire imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto.

Vivere la Settimana Santa è entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della Croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell’amore e del dono di sé che porta vita. E’ entrare nella logica del Vangelo. Seguire Cristo esige un “uscir” da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l’orizzonte dell’azione creativa di Dio. Dio è uscito da se stesso per venire in mezzo a noi, per portarci la sua misericordia che salva e dona speranza. Anche noi, se vogliamo seguirlo e rimanere con Lui, non dobbiamo accontentarci di restare nel recinto delle novantanove pecore, dobbiamo “uscire”, cercare con Lui la pecorella smarrita, quella più lontana.

La Settimana Santa è un tempo di Grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, ed “uscire” incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede. Uscire sempre! E questo con amore e con tenerezza di Dio, nel rispetto e nella pazienza, sapendo che noi mettiamo le nostre mani, i nostri piedi, il nostro cuore, ma poi è Dio che li guida e rende feconda ogni nostra azione.

Papa Francesco

Venerdì Santo

Riflessione sul Venerdì Santo 

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E siamo così al Venerdì Santo, giorno della Passione e della crocifissione del Signore. Ogni anno, ponendoci in silenzio di fronte a Gesù appeso al legno della croce, avvertiamo quanto siano piene di amore le parole pronunciate la vigilia, nel corso dell’ultima Cena. <<Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti>>. Gesù ha voluto offrire la sua vita in sacrificio per la remissione dei peccati dell’umanità. Come di fronte all’Eucaristia, così di fronte alla passione e morte di Gesù in croce il mistero si fa insondabile per la ragione. Siamo posti davanti a qualcosa che umanamente potrebbe apparire assurdo: un Dio che non solo si fa uomo, con tutti i bisogni dell’uomo, non solo soffre per salvare l’uomo, caricandosi di tutta la tragedia dell’umanità, ma muore per l’uomo. La morte di Cristo richiama il cumulo di dolore e di mali che grava sull’umanità di ogni tempo: il peso schiacciante del nostro morire, l’odio e la violenza che ancora oggi insanguinano la terra. La passione del Signore continua nelle sofferenze degli uomini. Come scrive Blaise Pascal, <<Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo>>.

Se il Venerdì Santo è giorno pieno di tristezza, è dunque, al tempo stesso, giorno quanto mai propizio per ridestare la fede, per rinsaldare la speranza e il coraggio di portare ciascuno la nostra croce con umiltà, fiducia e abbandono in Dio, certi del suo sostegno e della sua vittoria.

Canta la liturgia di questo giorno:<< O Crux, ave, spes unica>>, (Ave, o croce, unica speranza!).

La luce interiore che ha guidato Gesù lungo il percorso doloroso della passione e morte è stata una: il suo abbandono a Dio. Nonostante avesse paura di morire, si fidò pienamente del Padre, affidandosi alla sua volontà. Per tale motivo Gesù è causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono. Questo, dunque sia per te un giorno di ringraziamento e gratitudine: per la sua obbedienza tu puoi vivere nella libertà dei figli di Dio, che egli dona a chi umilmente si accosta a lui. Solo quando obbedisci a Dio, sei veramente libero, e i tratti del volto di Cristo risplendono sul tuo.

Nel dramma della passione, c’è una persona che è sempre vicina a Gesù in maniera discreta, ma forte. E’ sua madre, che dopo aver accompagnato il Figlio, riceve il compito di accompagnare tutta la Chiesa alla pienezza della vita in Dio. Maria, sotto la croce, t’insegna molte cose. Anzitutto, il silenzio. Di fronte alla croce, non c’è molto da dire: ma il suo silenzio significa partecipazione e forte sostegno. Quando anche tu sarai in grado di vivere il silenzio come dimostrazione di fede e di fiducia in Dio, scoprirai la forza che proviene da questo atteggiamento. Ma da lei puoi imparare anche qualcos’altro: essere vicini alle croci dei nostri fratelli e amici, anche senza parlare, è segno di grande carità e condivisione. E’ questo l’atto d’amore più semplice e più efficace che possiamo fare.

SETTIMANA SANTA

1- Breve Riflessione sulla Settimana Santa

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La Settimana, che inizia con la Domenica delle Palme, viene giustamente chiamata Santa, perché in essa, non solo si ricordano, ma si celebrano i grandi misteri della nostra redenzione: da quella Settimana l’umanità intera ha ricominciato e può oggi ricominciare a vivere la vera ragione del suo essere ed esistere, ossia come figli di Dio, quindi eredi del Paradiso.

E’ davvero incredibile ciò che Gesù ha vissuto per ciascuno di noi. Non ci poteva essere un amore più grande. Dio si è preso sulle spalle le nostre colpe: un atto d’amore divino su cui dovremmo meditare per giungere a ringraziare infinitamente, in ogni istante della nostra esistenza. Con la sua passione e risurrezione Gesù, Figlio di Dio, ci ha resi nuovamente creature capaci di Paradiso… se accogliamo e viviamo la sua vita in noi.

Dal Mercoledì delle Ceneri la parola del Signore, come in un pellegrinaggio spirituale, ci ha preso per mano e ci ha accompagnato perché fossimo pronti ad accogliere la Settimana Santa.

Nei giorni prossimi la parola di Dio si intensificherà affinchè i nostri occhi non si stacchino da Gesù, ma lo seguano passo dopo passo per apprendere dai suoi gesti il suo amore per tutti. Sì, dobbiamo tener fissi i nostri occhi sul volto di Gesù che accetta la morte pur di salvarci. Solo così potremo incontrare i suoi occhi affranti dal dolore, ma sempre pieni di misericordia e affetto, che ci guarderanno come guardarono Pietro, che pure lo aveva tradito, e sentiremo nel profondo del cuore un nodo di dolore e di tenerezza assieme, e inizieremo a seguirlo con un cuore nuovo.

                      Sulla Tua Parola

V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: V Domenica di Quaresima

Prima lettura: Ger 31,31-34

Dal libro del profeta Geremìa

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore.  Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore –, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 50

Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;

nella tua grande misericordia

cancella la mia iniquità.

Lavami tutto dalla mia colpa,

dal mio peccato rendimi puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,

rinnova in me uno spirito saldo.

Non scacciarmi dalla tua presenza

e non privarmi del tuo santo spirito.

Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Rendimi la gioia della tua salvezza,

sostienimi con uno spirito generoso.

Insegnerò ai ribelli le tue vie

e i peccatori a te ritorneranno.

 

Seconda lettura: Eb 5,7-9

Dalla lettera agli Ebrei

Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 12,26)

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore,

e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Vangelo: Gv 12,20-33

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Chiccco di granoIn quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Parola del Signore

 

COMMENTI

2a LETTURA – Queste parole scarne ci rimandano alla contemplazione del dolore del Cristo. Quante volte ci siamo soffermati a meditare sulla passione e sulle sofferenze che egli dovette subire nel suo corpo? Eppure, dobbiamo anche considerare la sofferenza interiore che provò. L’autore della Lettera agli Ebrei parla di preghiere e suppliche, di grida e lacrime versate da Gesù. Questo ci permette di accostarci al cuore di Cristo con una logica completamente nuova: egli è vero Dio, ma è anche vero uomo che ha provato la paura e l’angoscia. Soprattutto ha sperimentato l’abbandono fiducioso nelle mani del Padre, che lo ha confortato nella passione. Questo vuol dire che la nostra preghiera, per quanto possa essere povera e scarna, quando è grido del cuore è sempre accolta da Dio che sa come esaudirla.

 

VANGELO La richiesta di persone straniere che vogliono parlare con Gesù gli fanno capire che è arrivato il momento di seguire il cammino del chicco di grano, che viene gettato nella terra per morire e portare frutto. Finché non avremo il coraggio di fare come Gesù, il quale ha accettato che la sua vita fosse gettata attraverso la passione e la morte, la nostra vita porterà pochi miseri frutti. E’ questo l’atto di coraggio che Dio ci chiede: fidarci a tal punto da abbandonare ogni nostro progetto e desiderio per portare frutto come e quando solo lui sa. Magari persino senza vedere questi frutti del nostro sacrificio d’amore, permettendo a qualcun altro di coglierli, di godere e di gloriarsi di essi. Questa è la vera gratuità che ci rende figli del Padre e veri fratelli di Gesù.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ …… Oggi pregherò così: Spirito santo di Dio, scrivi la tua santa legge nel mio cuore e fa che non mi allontani mai da essa.

SULL’ ESEMPIO DI MARIA …. Come Maria, che ha sempre servito il Signore, oggi mi impegno a servire Dio nelle situazioni che mi troverò a vivere, con i fratelli, nelle fatiche e nei doveri quotidiani.

 

SETTIMANA SANTA

 

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La settimana, che inizia con la Domenica delle Palme, viene chiamata Santa, perché in essa, non solo si ricordano, ma si celebrano i grandi misteri della nostra redenzione: da quella settimana l’umanità intera ha ricominciato e può oggi ricominciare a vivere secondo la vera ragione del suo essere ed esistere, ossia come figli di Dio, quindi eredi del Paradiso.

E’ davvero incredibile ciò che Gesù ha vissuto per ciascuno di noi. Non ci poteva essere un amore più grande. Dio si è preso sulle sue spalle le nostre colpe: un atto d’amore divino su cui dovremmo meditare per giungere a ringraziare infinitamente, in ogni istante della nostra esistenza. Con la sua passione  e resurrezione Gesù, figlio di Dio, ci ha resi nuovamente creature capaci di Paradiso…se accogliamo e viviamo la sua vita in noi.

Dal Mercoledì delle Ceneri la Parola del Signore, come in un pellegrinaggio spirituale, ci ha preso per mano e ci ha accompagnato perché fossimo pronti ad accogliere la settimana Santa. Nei giorni prossimi la Parola di Dio si intensificherà affinchè i nostri occhi non si stanchino di Gesù, ma lo seguano passo dopo passo per apprendere dai suoi gesti il suo amore per tutti. Sì, dobbiamo tener fissi i nostri occhi sul volto di Gesù che accetta anche la morte pur di salvarci. Solo così potremo incontrare i suoi occhi affranti dal dolore, ma sempre pieni di misericordia e di affetto, che ci guarderanno come guardano Pietro, che pure lo aveva tradito, e sentiremo nel profondo del nostro cuore un nodo di dolore e di tenerezza assieme, e inizieremo a seguirlo con cuore nuovo.