SETTIMANA SANTA

SETTIMANA SANTA

Con la Domenica delle Palme inizia la Settimana Santa, centro di tutto l’Anno Liturgico, in cui accompagniamo Gesù nella sua Passione, Morte e Risurrezione.

Passione del Signore

Vivere la Settimana Santa seguendo Gesù vuol dire imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto.

Vivere la Settimana Santa è entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della Croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell’amore e del dono di sé che porta vita. E’ entrare nella logica del Vangelo. Seguire Cristo esige un “uscir” da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l’orizzonte dell’azione creativa di Dio. Dio è uscito da se stesso per venire in mezzo a noi, per portarci la sua misericordia che salva e dona speranza. Anche noi, se vogliamo seguirlo e rimanere con Lui, non dobbiamo accontentarci di restare nel recinto delle novantanove pecore, dobbiamo “uscire”, cercare con Lui la pecorella smarrita, quella più lontana.

La Settimana Santa è un tempo di Grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, ed “uscire” incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede. Uscire sempre! E questo con amore e con tenerezza di Dio, nel rispetto e nella pazienza, sapendo che noi mettiamo le nostre mani, i nostri piedi, il nostro cuore, ma poi è Dio che li guida e rende feconda ogni nostra azione.

Papa Francesco

V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: V Domenica di Quaresima

Prima lettura: Ger 31,31-34

Dal libro del profeta Geremìa

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore.  Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore –, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 50

Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;

nella tua grande misericordia

cancella la mia iniquità.

Lavami tutto dalla mia colpa,

dal mio peccato rendimi puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,

rinnova in me uno spirito saldo.

Non scacciarmi dalla tua presenza

e non privarmi del tuo santo spirito.

Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Rendimi la gioia della tua salvezza,

sostienimi con uno spirito generoso.

Insegnerò ai ribelli le tue vie

e i peccatori a te ritorneranno.

 

Seconda lettura: Eb 5,7-9

Dalla lettera agli Ebrei

Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 12,26)

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore,

e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Vangelo: Gv 12,20-33

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Chiccco di granoIn quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Parola del Signore

 

COMMENTI

2a LETTURA – Queste parole scarne ci rimandano alla contemplazione del dolore del Cristo. Quante volte ci siamo soffermati a meditare sulla passione e sulle sofferenze che egli dovette subire nel suo corpo? Eppure, dobbiamo anche considerare la sofferenza interiore che provò. L’autore della Lettera agli Ebrei parla di preghiere e suppliche, di grida e lacrime versate da Gesù. Questo ci permette di accostarci al cuore di Cristo con una logica completamente nuova: egli è vero Dio, ma è anche vero uomo che ha provato la paura e l’angoscia. Soprattutto ha sperimentato l’abbandono fiducioso nelle mani del Padre, che lo ha confortato nella passione. Questo vuol dire che la nostra preghiera, per quanto possa essere povera e scarna, quando è grido del cuore è sempre accolta da Dio che sa come esaudirla.

 

VANGELO La richiesta di persone straniere che vogliono parlare con Gesù gli fanno capire che è arrivato il momento di seguire il cammino del chicco di grano, che viene gettato nella terra per morire e portare frutto. Finché non avremo il coraggio di fare come Gesù, il quale ha accettato che la sua vita fosse gettata attraverso la passione e la morte, la nostra vita porterà pochi miseri frutti. E’ questo l’atto di coraggio che Dio ci chiede: fidarci a tal punto da abbandonare ogni nostro progetto e desiderio per portare frutto come e quando solo lui sa. Magari persino senza vedere questi frutti del nostro sacrificio d’amore, permettendo a qualcun altro di coglierli, di godere e di gloriarsi di essi. Questa è la vera gratuità che ci rende figli del Padre e veri fratelli di Gesù.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ …… Oggi pregherò così: Spirito santo di Dio, scrivi la tua santa legge nel mio cuore e fa che non mi allontani mai da essa.

SULL’ ESEMPIO DI MARIA …. Come Maria, che ha sempre servito il Signore, oggi mi impegno a servire Dio nelle situazioni che mi troverò a vivere, con i fratelli, nelle fatiche e nei doveri quotidiani.

 

La Settimana Santa

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La Domenica delle Palme ci introduce nella Settimana Santa, nella quale siamo chiamati a ripercorrere con Cristo giorno per giorno i momenti culminanti della sua passione e morte, per giungere con cuore rinnovato alla sua resurrezione. Non è semplicemente un momento importante dell’anno liturgico, è la sorgente di tutte le altre celebrazioni dell’anno. Tutte, infatti, si riferiscono al mistero della Pasqua da cui scaturisce la salvezza nostra e del mondo. E’ la Settimana che racconta la totalità e fedeltà dell’amore del Padre che ci dona il Figlio. Gesù, vivendo la “sua passione”, non guarda solo la nostra povertà di uomini “allo sbando” senza l’amore del Padre, ma se ne fa carico per riportarci alla pienezza della vita, attraverso la sua morte in croce, unica via per il dono della risurrezione.

Dal Mercoledì delle Ceneri la parola del Signore, come in un pellegrinaggio spirituale, ci ha preso per mano e ci ha accompagnato perché fossimo pronti ad accogliere la Settimana Santa. Nei prossimi giorni la parola di Dio si intensificherà affinché i nostri occhi non si stacchino da Gesù, ma lo seguano passo dopo passo per apprendere dai suoi gesti il suo amore per tutti. Sì, dobbiamo tenere fissi i nostri occhi sul volto di Gesù, che accetta anche la morte pur di salvarci. Solo così potremo incontrare i suoi occhi affranti dal dolore, ma sempre pieni di misericordia e di affetto, che ci guarderanno come guardarono Pietro, che pure lo aveva tradito, e sentiremo nel profondo del nostro essere un sentimento di dolore e insieme di tenerezza. Possa ognuno di noi iniziare a seguirlo con cuore nuovo.

 

Chiediamo l’intercessione di Maria affinché ci insegni l’amore con cui dobbiamo seguire Gesù in questa Settimana Santa e in tutta la nostra vita.