III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A) – GAUDETE

III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A) – GAUDETE

Terza Domenica d'Avvento

LITURGIA DELLA PAROLA

Antifona d’ingresso
Rallegratevi sempre nel Signore: 
ve lo ripeto, rallegratevi, 
il Signore è vicino. (Fil 4,4.5) 

Prima lettura: Is 35,1-6.8.10

Dal libro del profeta Isaìa

Si rallegrino il deserto e la terra arida,

esulti e fiorisca la steppa.

Come fiore di narciso fiorisca;

sì, canti con gioia e con giubilo.

Le è data la gloria del Libano,

lo splendore del Carmelo e di Saron.

Essi vedranno la gloria del Signore,

la magnificenza del nostro Dio.

Irrobustite le mani fiacche,

rendete salde le ginocchia vacillanti.

Dite agli smarriti di cuore:

«Coraggio, non temete!

Ecco il vostro Dio,

giunge la vendetta,

la ricompensa divina.

Egli viene a salvarvi».

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi

e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.

Allora lo zoppo salterà come un cervo,

griderà di gioia la lingua del muto.

Ci sarà un sentiero e una strada

e la chiameranno via santa.

Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore

e verranno in Sion con giubilo;

felicità perenne splenderà sul loro capo;

gioia e felicità li seguiranno

e fuggiranno tristezza e pianto.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 145

Vieni, Signore, a salvarci.

Il Signore rimane fedele per sempre

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri.

 

Il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge i forestieri.

 

Egli sostiene l’orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie dei malvagi.

Il Signore regna per sempre,

il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

 

Seconda lettura: Gc 5,7-10

Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Is 61,1)

Alleluia, alleluia.

Lo Spirito del Signore è sopra di me,

mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.

Alleluia.

 

Vangelo: Mt 11,2-11

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

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 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Parola del Signore

 

Riflessione al Vangelo

La gioia del vangelo riempie il cuore

Terza domenica di Avvento, domenica della gioia, perché nella liturgia risuona più volte l’invito a gioire, a rallegrarsi. Perché il Signore è vicino e il Natale è questo. Il Natale è vicino. Il messaggio cristiano si chiama “vangelo”, cioè “buona notizia”, un annuncio di gioia per tutto il popolo; la Chiesa non è un rifugio per gente triste, la Chiesa è la casa della gioia! E anche coloro che sono tristi trovano in essa la gioia, la vera gioia!

Scrive papa Francesco nell’Evangelii Gaudium: “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia.

Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio. Molti vi cadono e si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita”.

Certo, quella del Vangelo non è una gioia qualsiasi. Trova la sua ragione nel sapersi accolti e amati da Dio. Come ci ricorda oggi il profeta Isaia, Dio è colui che viene a salvarci, e presta soccorso specialmente agli smarriti di cuore. La sua venuta in mezzo a noi irrobustisce, rende saldi, dona coraggio, fa esultare e fiorire il deserto e la steppa, cioè la nostra vita quando diventa arida. E questa gioia vera rimane anche nella prova, perché non è una gioia superficiale, ma scende nel profondo della persona che si affida a Dio e confida in Lui.

“Il Signore è fedele, rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati, libera i prigionieri. Ridona la vista ai ciechi, rialza chi è caduto, ama i giusti, protegge gli stranieri. Egli sostiene l’orfano e la vedova, regna per sempre di generazione in generazione.”

La gioia cristiana, come la speranza, ha il suo fondamento nella fedeltà di Dio, nel suo amore che è per sempre. “Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi – dice S. Paolo – il Signore è vicino!” Per aprirmi alla gioia ho bisogno di essere povero, di spirito e anche materialmente. Proviamo a pensare dove si festeggia il Natale, senza nessuna di tutte quelle cose che abbiamo noi o che cerchiamo.

Le espressioni le ritroviamo nel vangelo. Gesù opera tanti miracoli, che sono il segno della sua bontà, della sua tenerezza, del suo amore, della sua salvezza per sempre. Quando Giovanni Battista manda i suoi discepoli a chiedere, “se è Lui, Gesù, il Messia oppure dobbiamo aspettare un altro”. Gesù risponde: “Riferite a Giovanni che tutte le promesse di Dio si stanno realizzando. “I ciechi acquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo”. E poi pronuncia il grande elogio su Giovanni Battista.

I segni ci sono: si tratta di aprire gli occhi, di saperli vedere, di capire che sono i segni della presenza del Signore. Impariamo a riconoscere i segni della presenza di Dio, alziamo lo sguardo, apriamoci alla bellezza e alla gioia del bene che il Signore opera attraverso tante persone. Il Salvatore è in mezzo a noi e riempie di doni i suoi figli.

Don Roberto Rossi

II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

Seconda Domenica di Avvento

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Is 11,1-10

Dal libro del profeta Isaìa

In quel giorno,

un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,

un virgulto germoglierà dalle sue radici.

Su di lui si poserà lo spirito del Signore,

spirito di sapienza e d’intelligenza,

spirito di consiglio e di fortezza,

spirito di conoscenza e di timore del Signore.

Si compiacerà del timore del Signore.

Non giudicherà secondo le apparenze

e non prenderà decisioni per sentito dire;

ma giudicherà con giustizia i miseri

e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.

Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,

con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.

La giustizia sarà fascia dei suoi lombi

e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.

Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;

il leopardo si sdraierà accanto al capretto;

il vitello e il leoncello pascoleranno insieme

e un piccolo fanciullo li guiderà.

La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;

i loro piccoli si sdraieranno insieme.

Il leone si ciberà di paglia, come il bue.

Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;

il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.

Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno

in tutto il mio santo monte,

perché la conoscenza del Signore riempirà la terra

come le acque ricoprono il mare.

In quel giorno avverrà

che la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli.

Le nazioni la cercheranno con ansia.

La sua dimora sarà gloriosa.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 71

Vieni, Signore, re di giustizia e di pace.

 

O Dio, affida al re il tuo diritto,

al figlio di re la tua giustizia;

egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia

e i tuoi poveri secondo il diritto.

 

Nei suoi giorni fiorisca il giusto

e abbondi la pace,

finché non si spenga la luna.

E dòmini da mare a mare,

dal fiume sino ai confini della terra.

 

Perché egli libererà il misero che invoca

e il povero che non trova aiuto.

Abbia pietà del debole e del misero

e salvi la vita dei miseri.

 

Il suo nome duri in eterno,

davanti al sole germogli il suo nome.

In lui siano benedette tutte le stirpi della terra

e tutte le genti lo dicano beato.

 

Seconda lettura: Rm 15,4-9

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza. E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto: «Per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome».

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Lc 3,4.6)

Alleluia, alleluia.

Preparate la via del Signore,

raddrizzate i suoi sentieri!

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Alleluia.

 

Vangelo: Mt 3,1-12

seconda domenica di AvventoConvertitevi: il regno dei cieli è vicino!

Dal Vangelo secondo Matteo

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».

E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Parola del Signore

 

Commento al Vangelo

Nella seconda domenica di Avvento, la parola di Dio, nel testo del Vangelo, ci presenta l’eminentissima figura del precursore di Gesù, Giovanni il Battista, tra l’altro anche cugino del Signore.

Nel breve testo del Vangelo di Matteo, il Battista, pur essendo una persona estremamente umile, appare come una persona autorevole, che ha il suo influsso benefico sui suoi seguaci, che seguono l’insegnamento del profeta, senza mettere in discussione nulla del maestro. Un vero docente di preparazione agli eventi. Potremmo oggi sceglierlo, per le sue capacità oratorie e persuasive, per la sua preparazione specifica, per la sua passione innata, ad essere guida e maestro degli altri, un vero docente per allestire i preparativi in vista del Natale di quest’anno e di sempre.

Primo messaggio chiaro e preciso da parte del precursore è l’invito alla conversione: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».

Secondo messaggio, ugualmente esplicito, è la testimonianza della sua vita semplice e penitente: “Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico”.

Terzo messaggio: la pratica del battesimo di penitenza: “Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Quarto e più preciso messaggio: preparare la via al Messia: “Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Il vangelo di Giovanni Battista è la buona notizia della venuta del Messia, alla quale bisogna prepararsi in santità di vita, rinnovandosi nella mente, nel cuore e nei comportamenti. Uscire fuori dall’ipocrisia e dalla menzogna e fare spazio alla luce che viene dal Redentore ed atteso dall’umanità. Il Vangelo non è solo un contenuto di messaggio, ma è una Persona che ti chiede di venire nella tua vita. Accettare il Vangelo in questa domenica d’Avvento significa aprire la porta della propria vita a colui che Giovanni il Battista ha definito come il più forte. Tale idea è stata espressa bene da Giovanni Paolo II: «Aprite le porte a Cristo…». Accettare Cristo che mi viene incontro con la sua parola definitiva di salvezza. Ci vengono in mente le parole di S. Agostino che diceva: «Temo il Signore che passa». Tale passaggio del Signore potrebbe trovarci in questo momento della nostra vita distratti e superficiali. San Paolo Apostolo nel brano della seconda lettura di questa domenica, tratta dalla Lettera ai Romani, ci mette in guardia dall’assumere questo comportamento.

Il messaggio dell’Apostolo è incentrato su tre questioni fondamentali per ogni cristiano: la perseveranza nella fede e nella carità, una prospettiva di evidente speranza per il domani, accoglienza e consolazione reciproca. Questo nuovo comportamento, questa personale conversione è possibile attuarla se ci rivestiamo tutti degli stessi sentimenti buoni e positivi, vicendevolmente, avendo come esempio del nostro agire l’esempio di Gesù.

Preghiamo, infatti, all’inizio della santa messa di questa seconda domenica di Avvento con queste espressive parole, che il sacerdote eleva al Signore in nome e per conto di tutta l’assemblea convocata per rendere lode al Signore: “Dio dei viventi, suscita in noi il desiderio di una vera conversione, perché rinnovati dal tuo Santo Spirito sappiamo attuare in ogni rapporto umano la giustizia, la mitezza e la pace, che l’incarnazione del tuo Verbo ha fatto germogliare sulla nostra terra”.

Ma è il Profeta Isaia che ci aiuta in questo cammino e discernimento spirituale che ci porterà alla celebrazione di questo Natale 2016, con lo spirito giusto. Di lui leggiamo, nel brano della prima lettura di questa domenica, riferito al Messia, parole cariche di gioia e di speranza per tutti, attinenti alla venuta del Signore Gesù: Un capovolgimento cosmico straordinario che proietta il pensiero e la vita nella direzione di quel Bambino, che nascerà a Betlemme e che darà l’inizio ad una nuova vita per l’uomo e per il mondo.

Se vogliamo fare tesoro della lezione del precursore, in questa seconda domenica di Avvento, dobbiamo far nostro il triplice invito che ci rivolge Giovanni Battista e che è il punto di partenza di ogni autentico cammino d’Avvento in vista del Natale: preparare la via al Signore, convertici nel profondo del nostro cuore e svolgere una vita degna di essere definita cristiana nella sostanza e nella forza. Costruire ponti di pace e di accoglienza e aprire la porta del nostro cuore al giubileo perenne della misericordia, che è amore e tenerezza verso tutti.

Padre Antonio Rungi

BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: Battesimo del Signore

Prima lettura: Is 55,1-11

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:

«O voi tutti assetati, venite all’acqua,

voi che non avete denaro, venite;

comprate e mangiate; venite, comprate

senza denaro, senza pagare, vino e latte.

Perché spendete denaro per ciò che non è pane,

il vostro guadagno per ciò che non sazia?

Su, ascoltatemi e mangerete cose buone

e gusterete cibi succulenti.

Porgete l’orecchio e venite a me,

ascoltate e vivrete.

Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,

i favori assicurati a Davide.

Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,

principe e sovrano sulle nazioni.

Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;

accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano

a causa del Signore, tuo Dio,

del Santo d’Israele, che ti onora.

Cercate il Signore, mentre si fa trovare,

invocatelo, mentre è vicino.

L’empio abbandoni la sua via

e l’uomo iniquo i suoi pensieri;

ritorni al Signore che avrà misericordia di lui

e al nostro Dio che largamente perdona.

Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,

le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.

Quanto il cielo sovrasta la terra,

tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,

i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo

e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,

senza averla fecondata e fatta germogliare,

perché dia il seme a chi semina

e il pane a chi mangia,

così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:

non ritornerà a me senza effetto,

senza aver operato ciò che desidero

e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Is 12

Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

Ecco, Dio è la mia salvezza;

io avrò fiducia, non avrò timore,

perché mia forza e mio canto è il Signore;

egli è stato la mia salvezza.

Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,

proclamate fra i popoli le sue opere,

fate ricordare che il suo nome è sublime.

Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,

le conosca tutta la terra.

Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,

perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

 

 Seconda lettura: 1Gv 5,1-9

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 1,29)

Alleluia, alleluia.

Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse:

«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!».

Alleluia.».

 

Vangelo: Mc 1,7-11

Ascolta il Vangelo audio:

 

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Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

L’evangelista Marco racconta il battesimo di Gesù con la sua abituale sobrietà. Non ha parlato (e non parlerà) della nascita di Gesù, e nemmeno della sua infanzia. Per lui, tutto ha inizio col battesimo di Gesù. La missione del Salvatore comincia con il far passare in secondo piano il precursore, il quale, potendo proporre soltanto un battesimo d’acqua, lascia il posto a colui che battezzerà nello Spirito Santo. Comincia una nuova era, una creazione assolutamente nuova. Il Creatore prende il posto della creatura. Il Salvatore scende nel Giordano come un peccatore, il giudice di questo mondo fa la parte di un nuovo Adamo. Gesù esce dall’acqua e intraprende la propria missione, come all’inizio l’uomo fu plasmato dal fango, mentre un flutto risaliva dalla terra e bagnava la superficie del suolo (Gen 2,6). Gesù riceve lo Spirito Santo come già un tempo: “Dio… soffiò nelle sue narici un alito di vita” (Gen 2,7). E Gesù, secondo Marco, diviene l’uomo nuovo, proprio come di Adamo si dice: “E l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2,7). L’umanità ricomincia allora, col battesimo di Gesù, su basi nuove. Dovrà ancora passare attraverso l’esperienza della morte ed entrare quindi nella gloria della risurrezione. Dovrà ancora, e deve tuttora, trasformarsi lentamente in ogni uomo, aspettando il giorno in cui “vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi… Ed egli… riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo” (Mc 13,26-27). Allora non ci sarà più battesimo (At 21,23-27).

La Chiesa .it

 

 

 

II DOMENICA DOPO NATALE

LITURGIA DELLA PAROLA : II Domenica dopo Natale

Prima lettura: Sir 24,1-4.12-16

Dal libro del Siràcide

La sapienza fa il proprio elogio, in Dio trova il proprio vanto, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria, in mezzo al suo popolo viene esaltata, nella santa assemblea viene ammirata, nella moltitudine degli eletti trova la sua lode e tra i benedetti è benedetta, mentre dice: «Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti” . Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno. Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion. Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità, nell’assemblea dei santi ho preso dimora».

Parola di Dio

Salmo responsoriale: Sal 147

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Celebra il Signore, Gerusalemme,

loda il tuo Dio, Sion,

perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,

in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Egli mette pace nei tuoi confini

e ti sazia con fiore di frumento.

Manda sulla terra il suo messaggio:

la sua parola corre veloce.

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,

i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.

Così non ha fatto con nessun’altra nazione,

non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

 

Seconda lettura: Ef 1,3-6.15-18

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. Perciò anch’io [Paolo], avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (1 Tim 3,16)

Alleluia, alleluia. Gloria a te, o Cristo, annunciato a tutte le genti; gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo. Alleluia.

Vangelo: Gv 1,1-18

Ascolta il Vangelo audio:

 

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Dal Vangelo secondo Giovanni

 In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui

e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre

e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio:

il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone

per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce,

ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo

e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;

eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi,

e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto

ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

i quali, non da sangue

né da volere di carne

né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi abbiamo contemplato la sua gloria,

gloria come del Figlio unigenito

che viene dal Padre,

pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama:

«Era di lui che io dissi:

Colui che viene dopo di me

è avanti a me,

perché era prima di me».

Dalla sua pienezza

noi tutti abbiamo ricevuto:

grazia su grazia.

Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,

la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto:

il Figlio unigenito, che è Dio

ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.

 Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO

Oggi ritroviamo lo stesso testo del giorno del Natale del Signore e, ancora una volta, guardiamo il Verbo fatto carne, venuto ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14) per dare una nuova origine alla storia umana. Tale inizio è principio di salvezza e compimento della redenzione: in Lui si rende presente, vivo, l’amore del Padre e la potenza dello Spirito Santo. “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (v.9). Il Verbo, esistito da sempre presso il Padre, divenendo carne, irrompe nel tempo, trasformando la storia dell’uomo in storia d’amore con la vita divina. Gesù Cristo è il centro della vita e il principio di una direzione nuova della storia. È la luce che splende nelle tenebre del mondo, in Lui il pellegrinaggio nel mondo è sicuro. Lui è la vita, la nostra storia, perché, ospitandolo, diveniamo figli di Dio (v.12), uomini nuovi, salvati. Nella speranza del Cristo non esiste più il domani sospeso: è la speranza che illumina la notte della desolazione, la certezza che Dio sta dalla parte dell’uomo e non lo abbandona mai. Dunque, il Dio rivelato con l’incarnazione, e attraverso tutta la vita del Figlio, non è un Dio nascosto ma è Colui che rimane con noi nello Spirito. In Gesù la storia trinitaria diventa anche la storia dell’uomo: il Verbo fatto storia, impegnandosi a salvare l’uomo, lo proietta nella storia eterna della comunione della vita divina. Gesù Signore, quindi, è la storia della carità di Dio, e fa storia, perché entrando nel tempo dell’uomo, riscrive, trasforma la stessa storia.

“La luce splende nelle tenebre” (v.5). Il Verbo divenuto storia è la risposta alle urgenze del tempo. Solo Cristo sa la soluzione all’ansia del nostro cuore; solo Lui, che ha sofferto con noi e per noi, è in grado di risollevarci dalle sofferenze. Lui, vero uomo e vero Dio, mostra la Verità, e rivelandola, ci rende partecipi della gloria eterna, cioè della comunione con il Padre nello Spirito, donando pienezza alla nostra esistenza.

“E noi abbiamo contemplato la sua gloria” (v.14). Per contemplare la storia di Dio è necessario lasciarsi interpellare dalla Parola che vuole abitare fra di noi e in noi. È indispensabile rendere presente il Verbo attraverso la nostra piena umanità, quella trasformata da Cristo. Se avremo lo sguardo sul Verbo, noi, famiglia umana di Dio, scopriremo il senso del nostro cammino; un cammino, come accennato prima, nella speranza del Signore (Ef 1,18). Nella speranza saremo testimoni dell’amore più grande di tutte le crisi, delle disperazioni e delle croci sparse per il mondo. In Lui, infatti, manifesteremo, con la nostra nuova storia, che siamo veri cristiani, Suoi imitatori, attenti ai bisogni dei fratelli, annunciatori del Dio con noi, presente nel mondo. Amen.

Gaetano Salvati

 

III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) – GAUDETE

Accendiamo la terza candela della corona dell’Avvento

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Questa terza fiamma illumini il nostro cammino verso il Natale! E’ la fiamma della gioia che offro e che ricevo per aver capito che tu, Signore Gesù, sei la nostra salvezza. E’ la gioia che vedo fiorire nel sorriso di un amico, nel volto di un anziano, nelle parole di chi mi vive accanto. E’ la gioia che ricevo da chi mi accoglie, mi aiuta e mi perdona. Vieni, Signore Gesù, tu sei la luce del mondo!

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Is 61,1-2.10-11

Dal libro del profeta Isaìa

Lo spirito del Signore Dio è su di me,

perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;

mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,

a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,

a proclamare la libertà degli schiavi,

la scarcerazione dei prigionieri,

a promulgare l’anno di grazia del Signore.

Io gioisco pienamente nel Signore,

la mia anima esulta nel mio Dio,

perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,

mi ha avvolto con il mantello della giustizia,

come uno sposo si mette il diadema

e come una sposa si adorna di gioielli.

Poiché, come la terra produce i suoi germogli

e come un giardino fa germogliare i suoi semi,

così il Signore Dio farà germogliare la giustizia

e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Lc 1

La mia anima esulta nel mio Dio.

 L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome;

di generazione in generazione la sua misericordia

per quelli che lo temono.

Ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della sua misericordia.

 

Seconda lettura: 1Ts 5,16-24

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.

Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

Parola di Dio

Vangelo: Gv 1,6-8.19-28

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

S. Giovanni B1

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore

COMMENTO AL VANGELO

Nel nostro cammino di preparazione verso il santo Natale, la liturgia della Parola di questa terza domenica di Avvento ci mette davanti, come sublime modello, la figura di Giovanni Battista, sottolineandone la grande umiltà. Infatti, si constaterà che il Precursore, nella sua risposta ai sacerdoti e ai leviti circa la sua vera identità, non pronunzia mai il suo nome, ma risponde sempre alle loro domande incalzanti con tre negazioni: “Io non sono il Cristo” – “Non sono (Elia)” – “Non sono (il profeta)”. Egli si definisce semplicemente come una «voce» che grida e che poi è destinata a dissolversi, una volta espletata la sua missione. Il Battista ci pone davanti a un dilemma fondamentale: o rinnegare se stessi, o rinnegare Cristo. E lui «non negò» Cristo, ma se stesso. Il Precursore è consapevole che la sua vita, e di lì a poco anche la sua morte, hanno solo la funzione di preparare i cuori alla venuta del Signore.

<<Giovanni è solo voce: voce di quella Parola!>>.

Anche il suo battesimo serve solo come preparazione: arriverà un altro Battesimo, che avrà il potere di trasformare interiormente il cuore e la vita di chi lo riceverà. I cristiani dovrebbero avere la stessa consapevolezza di Giovanni: E’ segno di grande maturità spirituale portare gli altri a Dio e farsi da parte quando lo trovano.

Allora preghiamo con le parole stesse del Precursore:

«Lui (Gesù) deve crescere, io, invece diminuire».

Giovanni Battista comprese di non essere che una lucerna e temette di venire spenta dal vento della superbia». (Agostino, Discorso 293, 3)