PASQUA DEL SIGNORE

Con grande gioia oggi risuona questo annuncio: Cristo è risorto.
Ha vinto l’amore, ha vinto la misericordia! L’amore di Dio è più forte del male e della stessa morte; l’amore di Dio può trasformare la nostra vita. La forza della Risurrezione deve attuarsi negli spazi concreti della nostra vita di ogni giorno. Accogliamo con grazia la Risurrezione di Cristo! Diventiamo strumenti di questa misericordia, canali attraverso i quali Dio possa irrigare la terra, custodire tutto il creato e far fiorire la giustizia e la pace.

Papa Francesco

Buona Pasqua di cuore a tutti!

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Ringraziamento di Fine Anno – Te Deum

Ringraziamento di Fine Anno – Te Deum

Ti ringraziamo, Signore del tempo, degli anni e della storia. Il tuo amore fedele ci ha guidato fino a questo giorno che ci apre al 2017. Le nostre parole non saranno mai abbastanza per dirti il “grazie” che tu meriti. Per questo ci uniamo ai cori degli angeli per lodarti e magnificare la tua gloria infinita:

Noi ti lodiamo, Dio

ti proclamiamo  Signore.

O eterno Padre, *

tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli

e tutte le potenze dei cieli:

Santo, Santo, Santo

il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra

sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli

e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode;

la santa Chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico figlio,

e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria,

eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre

per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte,

hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.

Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore,

che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria

nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore,

guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo,

lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore,

di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia:

in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore,

pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza,

non saremo confusi in eterno.

 

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO B)

SOLENNITA’ DEL SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

La solennità del Corpo e Sangue del Signore, diventa l’occasione per una riflessione orante nei confronti del sacramento più importante che Gesù ci ha lasciato: l’Eucaristia. Due elementi semplicissimi del nostro vivere quotidiano, il pane e il vino, diventano, per l’azione dello Spirito Santo e della Chiesa, il segno più eloquente e “potente” dell’esistenza e dell’opera di Cristo. Nel Sacramento dell’Eucaristia, infatti, istituito da Gesù poco prima della sua morte per noi, egli ha voluto lasciarci un “testamento spirituale”: io vi ho amati fino al dono della vita e se vorrete essere miei discepoli anche voi dovrete fare altrettanto, amandovi gli uni gli altri con lo stesso amore; mangiate e bevete di me, per avere in me la forza e il coraggio di un amore così grande. Pane dell’amore, dunque, l’Eucaristia, che nutre e sostiene la vita di chi, come Gesù, ha fatto dell’amore agli altri la sua ragione d’esistere.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Es 24,3-8

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!». Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore. Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto». Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 115

Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Che cosa renderò al Signore,

per tutti i benefici che mi ha fatto?

Alzerò il calice della salvezza

e invocherò il nome del Signore.

 

Agli occhi del Signore è preziosa

la morte dei suoi fedeli.

Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:

tu hai spezzato le mie catene.

 

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento

e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore

davanti a tutto il suo popolo.

 

Seconda lettura: Eb 9,11-15

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente? Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 6,51)

Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,

se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

 

Vangelo: Mc 14,12-16.22-26

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Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Marco

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Prima di consegnare la sua vita, Gesù ci ha fatto un ultimo, grande e immenso dono: quello del suo corpo e del suo sangue. E’ un gesto d’amore, come di chi si consegna con affetto e fiducia agli amici più cari. Ancora oggi, in ogni Messa, Gesù si offre a noi come suoi migliori amici; si fida di noi, nonostante la nostre miserie e infedeltà: egli ci ama così come siamo e per questo continua a stare con noi. E’ bellissimo stare in sua compagnia, semplicemente davanti all’Eucaristia: in questo modo possiamo rivivere l’esperienza dell’ultima Cena con la stessa confidenza con la quale Gesù conversò amabilmente con i suoi, la vigilia della passione.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’…. Dedico uno spazio della mia casa alla preghiera e all’incontro con Dio, quale segno di accoglienza del Signore nell’intimità di essa.

DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DEL GIORNO (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: DOMENICA DI PENTECOSTE

La solennità della Pentecoste porta a compimento il Tempo Pasquale: “il dono dello Spirito Santo alla Chiesa costituisce, infatti, il compimento della risurrezione-ascensione e dell’intera missione di Gesù sulla terra. Attraverso lo Spirito, Dio continua nel tempo e nello spazio la sua opera di salvezza per mezzo della Chiesa, il “nuovo Corpo” di Cristo. Lo Spirito Santo, potente e invisibile anima della Chiesa, è anche il “motore” di tutta la nostra esperienza cristiana. E’ lui che suscita la fede e che, per mezzo del Battesimo, prende stabile dimora nella nostra vita. Per mezzo della Parola e dei sacramenti, continuamente ci rigenera a vita nuova, ci rimette in piedi dopo ogni caduta, indicandoci ogni volta la strada da percorrere e sostenendoci lungo il cammino. Invochiamo ancora una volta, con la fiducia dei figli, questo grande dono del Padre.

Prima lettura: At 2,1-11

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 103

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!

Quante sono le tue opere, Signore!

Le hai fatte tutte con saggezza;

la terra è piena delle tue creature.

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Togli loro il respiro: muoiono,

e ritornano nella loro polvere.

Mandi il tuo spirito, sono creati,

e rinnovi la faccia della terra.

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;

gioisca il Signore delle sue opere.

A lui sia gradito il mio canto,

io gioirò nel Signore.

 

Seconda lettura: Gal 5,16-25

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

Parola di Dio

 

Sequenza

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

 

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

 

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell’anima,

dolcissimo sollievo.

 

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

 

Senza la tua forza,

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

 

Lava ciò che è sórdido,

bagna ciò che è árido,

sana ciò che sánguina.

 

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò che è sviato.

 

Dona ai tuoi fedeli,

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

 

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

 

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito,

riempi i cuori dei tuoi fedeli

e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

 

Vangelo: Gv 15,26-27; 16,12-15

Pentecoste

Ascolta il Vangelo audio:

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Chi ascolta lo Spirito riceve la visita del Padre e del Figlio. Dunque la nostra vita diviene come una casa, all’interno della quale Dio, come ospite gradito, si ferma con noi in amabile compagnia e conversazione. Ti sembra che ciò sia possibile solo per i santi? Invece, questo è anche alla tua portata. L’unica cosa che c’è da fare perché ciò avvenga è quella di provare ogni giorno a mettere in pratica la parola del signore. Si tratta di farlo con semplicità, ma anche pienamente consapevoli che questo trasforma la nostra vita; essa diviene luogo e spazio in cui la Trinità viene accolta. Approfitta di questo grande dono, e conoscerai la gioia vera: è quella che dona Dio a coloro che si aprono alla sua presenza.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ … Se lo accogliamo, lo Spirito Santo si fa capire da ognuno di noi e sa come parlarci e incontrarci. Anche io oggi proverò a “incontrare gli altri nel loro linguaggio”, cioè cercando di tenere il loro punto di vista.

 

SULL’ ESEMPIO DI MARIA … Maria viveva secondo lo Spirito. Rileggo e medito la seconda lettura, in cui si parla dei frutti dello Spirito e dei frutti della carne ed esamino la mia vita: io sto camminando secondo lo Spirito?

Sulla Tua Parola

 

VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA: IV Domenica di Pasqua

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.”

Oggi il Signore Gesù ci dice che siamo tutti suoi amici, che gli apparteniamo attraverso la fede e attraverso il battesimo. Per Gesù Cristo, ciò che è importante innanzitutto è che tutti i suoi amici si amino gli uni gli altri come egli stesso ha amato i suoi discepoli nel corso della sua vita terrena. La più viva espressione di questo amore è stata la sua morte sulla croce per i peccatori. L’amore perfetto del Padre celeste è la felicità e la gioia di suo Figlio. E questa gioia, il Figlio risuscitato la trasmette ai suoi amici nel giorno di Pasqua. “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi!”.

Prima lettura: At 10,25-27.34-35.44-48

 Dagli Atti degli Apostoli

Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga». Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale: Sal 97

 Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie.

Gli ha dato vittoria la sua destra

e il suo braccio santo.

 

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,

agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore,

della sua fedeltà alla casa d’Israele.

 

Tutti i confini della terra hanno veduto

la vittoria del nostro Dio.

Acclami il Signore tutta la terra,

gridate, esultate, cantate inni!

 

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 14,23)

Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,

e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

Alleluia.

 

Vangelo: Gv 15,9-17

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Ascolta il Vangelo audio:

 

 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore

 

COMMENTO AL VANGELO

Gesù, poche ore prima di morire, chiama i suoi discepoli con l’appellativo di amici. Non sono più soltanto discepoli o persone soggette a un’autorità. Ormai essi sono suoi amici: cioè tra loro e Cristo c’è una piena unità d’ intenti e di confidenza. Noi sappiamo che, in realtà, dopo poche ore da queste parole pronunciate dal Maestro, essi fuggiranno e lo lasceranno solo. Ma il Signore vede più in là e sa che “i suoi”, un giorno, saranno in grado di dare la vita per lui, come egli ora la sta dando per loro. Quante volte, oggi, il Signore ti ha guardato con uno sguardo di infinito amore e pronunciato questa parola nei tuoi confronti? Sei suo amico: tra te e lui non c’è più nessun segreto. Egli ti apre il suo cuore e tu puoi aprirgli il tuo: questo significa vivere uniti al Signore.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’ ….. I sentimenti che non portano con sé amore non vengono da Dio. Oggi mi chiedo, prestando attenzione: qual è il sentimento prevalente che sperimento durante la giornata o verso qualcuno? Non per giudicarmi, ma per poterlo offrire a dio affinchè possa trasformare con amore il mio cuore.