San Valentino


cuore_rosso_innamorati

Festa degli Innamorati: San valentino

Sei passata, come una fresca ventata,

nella mia vita, ventata che è divenuta però 

un giardino permanente 

profumato e bello, 

dove desidero sostare, riposare

e aprirti questo cuore mio

che è tutto e totalmente tuo.

custodiscilo, aiutami ad offrirlo

a Gesù, insieme al tuo!

 

(dalla lettera di un fidanzato)

Il MATRIMONIO E’ PIU’ DEL VOSTRO AMORE….

 

matrimonio, corso matrimoniale, preghiera per matrimonio, Dietrich Bonhoeffer

Il matrimonio è più del vostro amore reciproco. Ha maggiore dignità e maggiore potere. Finchè siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo si limita nel riquadro isolato della vostra coppia. Entrando nel matrimonio siete invece un anello della catena di generazioni che Dio fa andare e venire e chiama al suo regno. Nel matrimonio venite collocati attivamente nel mondo e ne divenite responsabili. Il sentimento del vostro amore appartiene a voi soli.

Il matrimonio, invece, è un’investitura e un ufficio. Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia, occorre che gli riconoscano l’incarico di regnare. Così non è la voglia di amarvi che vi stabilisce come strumento della vita. E’ il matrimonio che ve ne rende atti.

Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio: è il matrimonio che d’ora in poi, porta sulle spalle il vostro amore. Dio vi unisce in matrimonio. Non lo fate voi, è Dio che lo fa. Dio protegge la vostra unità indissolubile di fronte ad ogni pericolo che la minaccia dall’interno e dall’esterno. Dio è il garante dell’indissolubilità. E’ una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena, nessuna tentazione, nessuna debolezza potranno sciogliere ciò che Dio ha unito.

Dietrich Bonhoeffer

TERZO INCONTRO DI CATECHESI PER LA COPPIA

AL CUORE DELL’AMORE:

IMMERSI IN DIO

Gesù Cristo e il dono nuziale del battesimo

Cristo assunse la nostra natura umana

e la unì alla sua Persona divina,

con un’unione forte indissolubile.

Questo è un vero sposalizio o,

per meglio dire,

un matrimonio indissolubile

celebrato tra la nostra carne e il Verbo…

fece quest’unione con la nostra carne

rendendola carne sua,

e rivestendosi di essa e mostrandosi da tutti

come un uomo;

questa stessa carne che lo unisce a noi,

lo unisce al corpo della sua chiesa

e a tutti i suoi membri che, debitamente,

lo ricevono nel sacramento dell’altare,

unendo la propria carne alla loro,

facendola una con la sua.

(L. de Leon)

Quando nella famiglia entra Gesù Cristo è come aprire la porta alla luce in una stanza buia. E’ lui, sposo dell’umanità, a rendere viva la famiglia.

A tavola con Cristo

Nel mistero delle nozze di Cana, anticipo del mistero della croce, si rivela una splendida realtà: l’amore di Dio (agape), in Cristo, dà a un valore splendido all’amore umano (eros). C’è un misterioso incontro tra la sua grandezza della nostra povertà, nella vita di ogni giorno. Noi portiamo l’acqua della nostra normalità, soltanto un po’ d’acqua. Lui la trasforma nel vino della gioia, in modo sovrabbondante, dando se stesso. Se Gesù ha compiuto il primo dei segni a un matrimonio è perché ha voluto aiutare gli uomini a fare festa.

Se essere cristiani significasse solo aderire a una morale, ad un pensiero, o osservare comandamenti e precetti, sarebbe limitante è triste. Essere cristiani significa incontrare una persona che si dona a noi nella gioia: Gesù.

Il mistero nuziale di Cristo (divinità e umanità unite indissolubilmente) illumina il senso della vita dell’uomo stesso. Egli rivela all’uomo chi è veramente l’uomo. E solo guardando al suo amore fino alla morte, possiamo comprendere cosa significhi anche per una coppia amarsi.

 Il battesimo: immersi in Lui

Gli sposi cristiani potranno dunque vivere bene il loro matrimonio solo se vivranno in pienezza il battesimo, sperimentando cosa significhi essere immersi in Dio: la nostra vita nella sua vita. Immergersi in Cristo significa respirare Lui in ogni istante,  attingere continuamente alla sorgente della grazia che è la sua croce, per vivere la sua nuzialità che si esprime nel dono totale di sé. “È dando, che si riceve, morendo, che si risuscita vita nuova”.

Gesù sulla croce muore d’amore per non far morire l’amore.

Con la grazia del battesimo si è inseriti in questa dinamica d’amore, nella certezza che Dio non condiziona la nostra libertà ma, al contrario, ce la dona nella sua dimensione più bella.

 

 C’era la madre di Gesù

In questa immersione in Cristo, diventiamo figli nel Figlio e scopriamo Dio che è Padre. Ma, nella sua infinita misericordia, Dio ci ha voluto dare anche una madre, Maria. Lo sguardo di Maria è presente nell’ora della gioia e nell’ora del dolore. È lì, a Cana, per accompagnare la festa degli sposi, e per sostenerli quando viene a mancare il vino.

È sotto la croce per accompagnare l’umanità privata del vino nuovo dell’alleanza, per sostenere la sposa privata dello sposo e per infondere fede e fiducia, anche nell’ora della morte.

Maria ci garantisce che essere immersi in Cristo non ci fa affondare, ma ci ridona respiro della vita.

SECONDO INCONTRO DI CATECHESI PER LA COPPIA

AL PRINCIPIO DELL’ESPERIENZA UMANA, LA COM-UNIONE

Il disegno di Dio sul matrimonio

Dio ha creato l’uomo

 a sua immagine e somiglianza:

chiamandolo all’esistenza per amore

 l’ha chiamato nello stesso tempo all’amore”.

(Giovanni Paolo II, familiari consortio 11)

 

1a PARTE

Dio è amore perché è relazione di persone. In Dio c’è un Io, un Tu e un Noi. Così nella coppia: due persone (un Io e un Tu) entrano in relazione d’amore generando un Noi. La fecondità della coppia è già l’essere un “noi”. Per vivere tutto questo occorre essere in comunicazione, in dialogo.

 

Per vivere la comunione bisogna essere in “comunicazione”

L’uomo e la donna sono immagine e somiglianza di Dio perché “in comunione”. Ma lo sono anche perché in “comunicazione”. Le tre persone della Trinità “comunicano” e “si comunicano” amore. Non ci può essere vera comunione senza comunicazione, senza vero dialogo.

È necessario fermarsi con stupore di fronte alla Trinità, per scoprirne il mistero della comunicazione profonda. La comunicazione è vita per la coppia; è respiro quotidiano, essenziale per una costante armonia. È ormai constatato che tante famiglie “si rompono”, essenzialmente per mancanza di dialogo. Spesso ci si limita ad una comunicazione formale (cose da fare, incarichi ecc.), ma c’è assenza di una comunicazione reale, motivata da orgoglio, pigrizia, egoismo…..

È necessario crescere  nell’ “arte del dialogo” (anche facendosi aiutare): essere tutto per l’altro, comunicare  tutto all’altro.

È necessario saper parlare di tutto, verificandosi anche sugli argomenti di cui non vorremmo parlare (la gestione del tempo, l’uso del denaro, il lavoro, i rapporti con i familiari di origine, l’educazione dei figli…).

È necessario non solo dialogare, ma “confidarsi”, perché confidarsi è più che amarsi: è la comunicazione di piccole cose (di grandi ne accadono poche), gli intimi pensieri, desideri, pene, allegrie, timori. E quando ci si ritrova la sera, sarà bello trovare il gusto di ascoltarsi, magari spegnendo la televisione. Quando emergono difficoltà, è importante anche “saper litigare”, non spadroneggiando sull’altro pensando “tanto ho ragione io”, ma aprendoci alle ragioni dell’altro e desiderando comunque la riconciliazione, prima che cali la notte. Noi crediamo in un Dio che dialoga… e la coppia è immagine e somiglianza di Dio anche in questo.

 2aPARTE

Le “regole” d’oro nella vita di coppia

Il racconto dei primi capitoli della Genesi ci presentano uomo e donna chiamati all’unità (una sola carne), ma successivamente tentati nella divisione. Quando Dio domanda all’uomo: “che cosa hai fatto?”, Adamo punterà il dito su Eva e quest’ultima sul serpente. Il peccato originale è il peccato radicale dell’uomo, cioè la superbia che porta all’egoismo, alla negazione dell’amore, provocando la separazione da Dio e dei fratelli (“quando c’è qualcosa che non va… la colpa non può essere mia, ma è sempre dell’altro”). Gli sposi sono chiamati a dare testimonianza che è possibile vincere radicalmente questo peccato, sradicarlo. Purtroppo tra coloro che sono accanto alla coppia, aiutandola e sostenendola nel bene, ci sono anche persone che “aspettano gli sposi al varco dell’infelicità”, della divisione: capiterà di avere familiari, “amici”, colleghi di lavoro pronti ad vedere nella coppia ciò che divide, piuttosto di ciò che unisce. Ci saranno tante persone che “faranno il tifo” per l’uno o per l’altro; poche invece che sosterranno la coppia. È importante quindi saper fare riferimento ad amici che veramente “vogliono il bene di entrambi”, oltre che “voler bene a entrambi”.

A volte saranno le situazioni a dividere: la scelta di un trasferimento per motivi di lavoro; la scelta di una casa più grande; e altre questioni che subentreranno nel cammino di famiglia. Davanti a scelte importanti per la vita, occorre chiedersi sempre: “questa situazione può aiutarci ad essere più uniti o alla fine ci allontanerà?”. Non sempre ciò che sembra un bene personale (ad esempio un lavoro maggiormente retribuito ma con orari impossibili) è un bene per la coppia e per la famiglia. Essere in comunione, secondo il disegno di Dio, significa anche affrontare un sacrificio insieme, per consolidare l’amore.

Proponiamo dunque una “regola” d’oro della vita familiare:

  • Tutto ciò che promuove la vera unità coniugale (persone, circostanze, cose) secondo il   piano di Dio.
  •  Tutto ciò che mette in pericolo o perverte l’unità coniugale non è secondo il piano di Dio.