60° ANNIVERSARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME DI SIRACUSA

madonna delle lacrime,madonna di siracusa,60° anniversario madonna delle lacrime,miracolo in sicilia,1953.

Santuario di Siracusa

Ciao cari amici in occasione del “60° Anniversario della Madonna delle Lacrime” non potevamo non ricordare questo straordinario evento, che ancora oggi attira milioni di pelleggrini di tutto il mondo.

Maria è la nostra mamma che veglia su ognuno di noi e ci dona il suo tenero e infinito amore. Lasciamoci avvolgere dal suo manto protettivo e non smettiamo mai di pregare, perchè la preghiera è l’arma vincente che sconfigge il male!

Mi preme riportare un bell’ articolo che il giornale La Reppublica il 27 agosto 2013 ha pubblicato in occasione appunto di questo anniversario. L’articolo è un pò lungo, ma ne vale la pena leggerlo per ricordare e rivivere quel lontano 1953.

 

madonna delle lacrime,madonna di siracusa,60° anniversario madonna delle lacrime,miracolo in sicilia,1953.

La madonnina in lacrime e la Sicilia in ginocchio

ECCO i quattro giorni che sconvolsero la Sicilia in quell’ estate afosa del Cinquantatré: tutto inizia alle 8,30 di sabato 29 agosto in una modesta casa di Siracusa, al numero 11 di via degli Orti di San Giorgio, quando la Madonna in gesso al capezzale di una coppia di sposini, Antonietta e Angelo Iannuso, comincia a lacrimare. Gocce che sgorgano copiose e scivolano sulle guance lisce della piccola statua in rilievo incollata su una base di vetro nera. È un miracolo che ne segue un altro: Antonietta è incinta e la gravidanza è molto sofferta, ogni tanto le si offusca la vista e lei non ci si raccapezza. Quella notte, alle tre, si rende conto di essere completamente cieca, rotea la testa per cercare lo spiraglio della finestra, ma è buio ovunque. Accende la luce ed è sempre scuro. Ore e ore interminabili a rigirarsi nel letto nell’ angosciosa attesa dell’ alba per correre dal medico. Mentre si accinge a uscire, e sono già le 8,30, riapre gli occhi e urla di contentezza: le è tornata la vista. LA GIOVANE donna non sa che pensare, rassicura il marito, alza la testa e vede le lacrime che scendono giù, le tocca e si bagna le mani. Paura, gioia, agitazione, felicità, e subito dopo tutto il vicinato è lì a pregare. Già a mezzogiorno la notizia entra ed esce in tutte le case di Siracusa. Ora è ressa in via degli Orti, e solo le forze dell’ ordine riescono a contenere la calca. Tutti vogliono vedere la Madonna delle lacrime. L’ indomani a mettersi in coda è tutta la Sicilia. Così nei giorni, nei mesi, negli anni successivi. Ancora oggi, a sessant’ anni dalla lacrimazione un milione di pellegrini ogni anno si reca in devozione a Siracusa nel santuario della Madonna. In quell’ estate del 1953 la statua piange sette volte per quattro giorni, e un cine operatore, Nicola Guarino, riesce perfino a filmare le gocce che fuoriescono dagli occhi. Poi viene convocata una commissione scientifica che con delle pipette apposite raccoglie il liquido: sono le undici del primo settembre e gli occhi di gesso smettono di piangere. L’ anniversario sarà celebrato giovedì con una messa solenne officiata dall’ arcivescovo metropolita di Siracusa, Salvatore Pappalardo, omonimo dal prelato di Palermo-Sagunto, nella casa del miracolo. Saranno invitati i testimoni che al tempo erano lì. Nei tre giorni successivi, alla presenza di vescovi di tutti i continenti e del segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, scenario delle cerimonie sarà il Santuario, appositamente costruito allora per contenere le processioni continue di fedeli (oltre undicimila i posti in piedi e seimila a sedere). Progettato da due architetti francesi, Andrault e Parat, proprio una settimana fa si è allagato, acqua alta un metro tra le navate, nel primo temporale che spezza in due l’ estate, scatenando l’ ironia dei social network, per la caratteristica forma della chiesa che vuole rappresentare una lacrima. Alluvione di stille dal cielo, anch’ esso piangente. Il quadretto con la Madonna in rilievo è il regalo di nozze di una cognata alla coppia, acquistato per 3.500 lire in un emporio di corso Umberto. Angelo e Antonietta lo appendono al capezzale. Increduli dopo il pianto, lo avvolgono in un panno e lo ripongono in un cassetto come a volerlo proteggere. E da lì lo tirano fuori quando la commissione scientifica della Curia, capeggiata da un ateo dichiarato, il medico Michele Cassola, al quarto giorno di lacrimazione si reca nella casa di via degli Orti. Chimici, autorità militari e civili, sanitari, preti, ingegneri, è una folla di periti e di curiosi quella che prende parte al sopralluogo. E assiste a un pianto che si protrae per quindici minuti.

madonna delle lacrime,madonna di siracusa,60° anniversario madonna delle lacrime,miracolo in sicilia,1953.

Il parroco Giuseppe Bruno, è tra questi, e ancora sull’ onda dell’ emozione, una settimana dopo, scrive una dettagliata testimonianza: «Fu aperto il cassetto, dove il quadro era deposto, coperto da una tovaglietta bianca; ma quanta fu l’ emozione nel constatare che gli occhi erano coperti di liquido! L’ immagine fu accuratamente asciugata col cotone e poggiata sul materasso: volevamo restare in attesa che il fenomeno si manifestasse dinanzi a noi. Non so descrivere i sentimenti di commozione e di timore insieme che invasero il nostro cuore quando dopo le ore 11 l’ immagine cominciò a manifestare gli occhi gonfi di lacrime come persona presa da forte emozione, e poi scendere giù delle lacrime che, rigando il volto delicato, andavano a raccogliersi nel cavo della mano. Purtroppo alcuni presenti riuscirono ad assorbire qualche lacrima con del cotone, ma i chimici con la loro pipetta poterono assicurarsi una parte di liquido. Io, sebbene avessi portato con me del cotone, non osai toccarne minimamente neanche una goccia di quelle lacrime perché sentivo la grave responsabilità della indagine scientifica un fenomeno che già interessava tanta parte del mondo. Da quel momento in cui i chimici poterono raccogliere almeno una parte delle lacrime sgorgate in loro presenza la Madonna non ha pianto più. Segno… che lascia pensare». La commissione decreta presto che le lacrime sono simili a quelle umane.

La Repubblica

 

 

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Sir 3,19-21.30-31

Salmo responsoriale: Sal 67

Seconda lettura: Eb 12,18-19.22-24

Vangelo: Lc 14,1.7-14

Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

4622to10.jpgAvvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.

Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Normal
0

14

false
false
false

IT
X-NONE
X-NONE

COMMENTO AL VANGELO

Il discorso di Gesù è davvero attuale; sembra proprio che la gratuità, il dare senza attendersi nulla, sia qualcosa  di molto difficile nei nostri rapporti. Infatti, per quanto possiamo convincerci del contrario, i nostri modi di fare e le nostre relazioni soffrono sempre di quel brutto tarlo che è l’interesse personale, il tornaconto e l’attesa del contraccambio. E’ evidente che anche la richiesta di attenzione e la pretesa di essere considerati a tutti i costi è una forma simile di ricerca di ricompensa. Per questo Gesù, che conosce i nostri cuori, c’invita a rivolgere la nostra attenzione soprattutto a coloro che non hanno di che ricambiarci. Questo è l’esercizio migliore che ci permette di togliere dal nostro cuore l’erba cattiva dell’interesse, che in un modo o nell’altro cerchiamo sempre.

 

PER VIVERE DA DISCEPOLO DI GESU’… Oggi, giornata per la salvaguardia del creato, propongo di lodare Dio ammirando la natura che è “casa” per noi, da custodire.


SULL’ESEMPIO DI MARIA … Come Maria magnifico la grandezza di Dio lodandolo col “Cantico delle Creature” di San Francesco D’Assisi. (Vedi alla voce “video”)

Sulla Tua parola

 

Madonna di Mompileri – 1704 Agosto 2013


Il 18 Agosto 2013 è stato festeggiato il 309° Anniversario del Ritrovamento della Madonna di Mompileri. Grandi festeggiamenti accompagnati da momenti di preghiera, Celebrazione Eucaristica e da una fiaccolata finale con in processione il Santissimo Sacramento. Grande commozione ed entusiasmo da parte di tantissimi fedeli!

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Sap 18,6-9

Salmo responsoriale: Sal 32

Seconda lettura: Eb 11,1-2.8-19

Ascolta il vangelo audio:
 http://dolcesentire.myblog.it/media/00/01/4213055460.3.mp3

Vangelo: Lc 12,32-48  

Anche voi tenetevi pronti.

Vangelo: Lc 12,32-48, vangelo della domenica 11-08-2013,XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C), tenetevi pronti, vendete ciò che possedete, lampade accese, dov'è il vostro cuore là sarà il vostro tesoro, beati, il padrone busserà.In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.

Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!

Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».


COMMENTO AL VANGELO

E’ inutile aspettarsi successi planetari o folle oceaniche di persone. I discepoli di Gesù sono destinati ad essere, nella storia, un piccolo gregge. Ma piccolo non significa sprovveduto. Ciò significa che proprio con quel numero sparuto di persone che Cristo può infiammare il mondo con la sua parola e il suo amore, attraverso la collaborazione e l’esempio di quelli che fanno parte di tale piccolo numero di fedeli. Il premio del regno dei cieli è immagine dell’insindacabile volontà di Dio, che dona la sua benevolenza secondo criteri che noi non riusciamo a comprendere. Dunque, non ci si deve sgomentare, se il messaggio cristiano si perde nell’indifferenza o nel disprezzo: Dio sa come far sì che tale parola tocchi i cuori di tante persone e porti luce nella loro esistenza.

 

SULL’ESEMPIO DI MARIA …… Come a Maria durante l’annunciazione, oggi il Signore dice a me personalmente:<< Non temere (dire il proprio nome)>>: cosa posso rispondergli?