DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO C)

 

risurrezione, pasqua, gesù risorto, domenica di pasqua 20013, vangelo della domenica di pasqua, vangelo di giovanni 20,1-9, maria maddalena, gesù appare a maria maddalena, gioia, vita eterna, amore infinito, salvatore, gesù il redentore, morte del peccato

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: At 10,34.37-43

Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

Salmo responsoriale: Sal 117

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Seconda lettura: Col 3,1-4

Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.

Ascolta il vangelo audio:
 http://dolcesentire.myblog.it/media/02/02/4213055460.mp3

Vangelo: Gv 20,1-9

risurrezione,pasqua,gesù risorto,domenica di pasqua 20013,vangelo della domenica di pasqua,vangelo di giovanni 20,1-9,maria maddalena,gesù appare a maria maddalena,gioia,vita eterna,amore infinito,salvatore,gesù il redentore,morte del peccatoIl primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

RIFLESSIONE

<<Il Signore Gesù è veramente risorto>>. Questo è il solenne annuncio pasquale che risuona in tutto il mondo. Con la sua risurrezione Gesù conferma ciò che diceva di essere: <<Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me non morirà in eterno>>. Cristo è risorto! E’ il grido che sconvolse i discepoli in quel lontano giorno di Pasqua e li riempì i gioia. Cristo è risorto! Questa, anche per noi oggi, è la Lieta Notizia che ha il potere di cambiarci la vita: di colmarla di gioia, di pace, di coraggio, di luce.. di quella vera felicità che finora, forse, abbiamo cercato senza trovare. La risurrezione è il mistero che riassume tutti i misteri della vita del Signore. Ma i “misteri” germogliano e maturano nel silenzio della preghiera. Fermati in preghiera, chiudi gli occhi e guarda dentro di te. La vita che ti porterà all’incontro con il Risorto è la stessa via che ti porterà nel profondo di te stesso, nella parte più profonda del tuo essere. E’ là che il Signore risorto abita e vuole incontrarti! E intanto ripeti con forza queste parole: <<Sì, io credo, Gesù, che tu sei veramente risorto! Credo che tu sei il Signore!

Per vivere da discepolo di Gesù….Non c’è spazio, oggi, per la tristezza, per la malinconia: è il momento della festa. Signore, che con la tua risurrezione mi hai aperto l’ingresso alla vita eterna, dammi la grazia di vivere da risorto ogni istante della mia vita.

Sull’esempio di Maria….Cosa cambia nella mia vita il fatto che il Signore è risorto? Sul modello di Maria, desidero vivere annunciando con gioia:<<Cristo è risorto! Veramente è risorto! Alleluia!>>.

SULLA TUA PAROLA

 

VENERDI’ SANTO: PASSIONE DEL SIOGNORE

 

passione e morte del signore,venerdì santo 2013,via crucis,maria addolorata,vangelo di giovanni 18,1-19,42,croce,la redenzione,gesù salva ogni uomo,morte del peccato,gloria eterna,speranza della resurrezione.

E siamo così al Venerdì Santo, giorno della Passione e della crocifissione del Signore. Ogni anno, ponendoci in silenzio di fronte a Gesù appeso al legno fella croce, avvertiamo quanto siano piene di amore le parole da lui pronunciate la vigilia, nel corso dell’ultima cena:<<Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti>>. Gesù ha voluto offrire la sua vita in sacrificio per la remissione dei peccati dell’umanità. Come di fronte all’Eucaristia, così di fronte alla passione e morte di Gesù in croce il mistero si fa insondabile per la ragione. Siamo posti davanti a qualcosa che umanamente potrebbe apparire assurdo. Un Dio che non solo si fa uomo, non solo soffre per salvare l’uomo, caricandosi di tutta la tragedia dell’umanità, ma muore per l’uomo. La morte di Cristo richiama il cumulo di dolore e di mali che grava sull’umanità di ogni tempo: il peso schiacciante del nostro morire, l’odio e la violenza che ancora oggi insanguinano la terra. La Passione del Signore continua nelle sofferenze degli uomini. Se il Venerdì Santo è un giorno pieno di tristezza, è dunque, al tempo stesso, giorno quanto mai propizio per ridestare la nostra fede, per rinsaldare la nostra speranza e il coraggio di portare ciascuno la nostra croce con umiltà, fiducia e abbandono in Dio, certi del suo sostegno e della sua vittoria. Canta la Liturgia di questo giorno:<<Ave, o croce, unica speranza!>>.

Vangelo: Gv 18,1- 19,42

Per vivere da discepolo di Gesù…..Oggi deve essere un giorno di ringraziamento e di lode: NESSUNO TI HA MAI AMATO NE’ TI AMERA’ COME TI AMA LUI.

 

GIOVEDI’ SANTO

Nella Messa vespertina del Giovedì Santo, chiamata Cena del Signore, la chiesa commemora l’istituzione dell ‘Eucaristia, del sacerdozio ministeriale. Gesù lascia ai suoi discepoli il comandamento nuovo della carità. Sotto le specie del pane e del vino Gesù si rende presente col suo corpo dato e col suo sangue versato. Gesù costituisce ministri i suoi discepoli e quanti ne proseguiranno il ministero nei secoli. Il Giovedì Santo pertanto rinnova l’invito a rendere grazie a Dio per il sommo dono dell’Eucaristia, da accogliere con devozione e da adorare con viva fede. La chiesa incoraggia a vegliare in presenza del Santissimo, dopo la messa, ricordando l’ora triste che Gesù passò in solitudine e preghiera nel Getsemani, prima di essere arrestato e poi venire condannato a morte.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura: Es 12,1-8.11-14

Salmo responsoriale: Sal 115

Seconda lettura: 1Cor 11,23-26

settimana santa, giovedì santo 2013, lavanda dei piedi, istituzione dell'eucaristia, istituzione del sacerdozio, dono del servizio, carità amore per gli altri, ultima cena,vangelo di Giovanni 13,1-15

 

 

 

 

Ascolta il Vangelo audio:
 http://dolcesentire.myblog.it/media/00/01/4213055460.mp3

Vangelo: Gv 13,1-15

settimana santa, giovedì santo 2013, lavanda dei piedi, istituzione dell'eucaristia, istituzione del sacerdozio, dono del servizio, carità amore per gli altri, ultima cena,vangelo di Giovanni 13,1-15Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.

Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».


Commento al Vangelo

Il Vangelo di Giovanni è l’unico che non racconta l’istituzione dell’Eucaristia, ma spiega il suo significato profondo attraverso il racconto della lavanda dei piedi. Se la partecipazione all’Eucaristia non spinge al servizio, diviene un rituale vuoto e senza senso. Siccome Gesù conosce perfettamente il nostro animo, ecco il rimedio pratico: la tua partecipazione attiva alla santa messa si vede dai frutti che essa porta nella tua vita, soprattutto quando decidi di lavare i piedi agli altri. Questo gesto, in sé considerato come umiliante al tempo del Signore, diviene in realtà espressione massima dell’amore vicendevole che vive nel cuore di coloro che credono in lui. Solo chi sa abbassarsi di fronte agli altri in un gesto carico d’amore ha capito davvero cosa significhi nutrirsi del Corpo e del Sangue di Cristo.

Sulla tua Parola

 

 

DOMENICA DELLE PALME (Anno C)

Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme

Vangelo (Lc 19,28-40)

settimana santa, passione del signore, messia, cristo gesù, vangelo del 24/03/2013, passione di nostro signore, gesù entra a gerusalemme, gesù accalmato, rami d'ulivo, commemorazione di gesù in gerusalemmeIn quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto,  dicendo:
«Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Prima lettura: Is 50,4-7

Salmo responsoriale: Sal 21

Seconda lettura: Fil 2,6-11


Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca

Vangelo: Forma breve (Lc 23,1-49):

settimana santa, passione del signore, messia, cristo gesù, vangelo del 24/03/2013, passione di nostro signore, gesù entra a gerusalemme, gesù accalmato, rami d'ulivo, commemorazione di gesù in gerusalemme– Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna

In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.

– Erode con i suoi soldati insulta Gesù

Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.

– Pilato abbandona Gesù alla loro volontà

Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

– Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me

Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

 

– Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».

Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

– Costui è il re dei Giudei

Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

– Oggi con me sarai nel paradiso

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

– Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

 

Commento al Vangelo

La Domenica delle Palme ci introduce nella settimana Santa. La liturgia ha due parti. La prima riguarda le Palme e cioè il trionfo messianico di Cristo. I fedeli hanno in mano dei rami di ulivo o di palma: li agitano per rievocare e ripetere l’avvenimento che allora dichiarò chi era Gesù. In quel giorno fu attribuito il nome che è diventato suo: Cristo, che vuol dire messia, il Re, l’Unto e il consacrato di Dio, che è poi anche il nostro nome, perché ci chiamiamo cristiani. Proprio in quel giorno, Gesù lasciò che fossero conosciute ed esaltate la sua personalità e la sua missione e gli venisse attribuito apertamente il titolo di Cristo e Messi. Questa è la prima fase liturgica, simboleggiata dalle palme, dalla processione, dalla letizia che la pervade. Nella seconda parte, la santa messa è caratterizzata dalla lettura della Passione del signore. A differenza della prima essa è improntata da un profondo senso di commozione e tragedia. La liturgia si fa d’improvviso triste e grave, e la croce, eccola qui, dinnanzi a noi. Lasciamoci impressionare da queste altissime verità. Lasciamoci commuovere, sì, commuovere. Sentiamo nelle nostre anime ciò che Gesù Cristo senti in sé medesimo.

Che da lui passi il fluido, la corrente dei suoi sentimenti, per trasformare e accendere i nostri! Gesù offre la sua vita per noi: ciascuno di noi è debitore a lui di una salvezza per cui è occorso il prezzo del suo sangue. E noi non possiamo, non dobbiamo, rimanere inerti.

Dunque la gratitudine e il ringraziamento, nel giorno delle Palme, è l’atteggiamento migliore per celebrare l’amore che Gesù ha per ognuno di noi, fino al dono della sua vita.

Gesù nella sua passione manifesta tutta l’impotenza e la debolezza dell’amore che si fa cieco e povero, per donare a tutti una nuova vita e una dignità ritrovata. Gesù ha vissuto l’umiliazione di abbassare la sua divinità perché noi potessimo essere rialzati alle sublime altezze del cielo. Quando non riesci a capire la gravità del peccato e le sue nefaste conseguenze, prova a rileggere questa lettura: ti accorgerai di quanto sei costato al figlio di Dio. Questa ti servirà per prendere sul serio il suo amore per te.


Sull’esempio di Maria….

Mediterò la passione del Signore nella preghiera e nel silenzio. Chiederò a Maria l’aiuto affinchè possa modellare il mio stile di vita su quello di Gesù.

Sulla tua Parola

 

 

SETTIMANA SANTA

 

Settimana-Santa-1.jpg

La settimana, che inizia con la Domenica delle Palme, viene chiamata Santa, perché in essa, non solo si ricordano, ma si celebrano i grandi misteri della nostra redenzione: da quella settimana l’umanità intera ha ricominciato e può oggi ricominciare a vivere secondo la vera ragione del suo essere ed esistere, ossia come figli di Dio, quindi eredi del Paradiso.

E’ davvero incredibile ciò che Gesù ha vissuto per ciascuno di noi. Non ci poteva essere un amore più grande. Dio si è preso sulle sue spalle le nostre colpe: un atto d’amore divino su cui dovremmo meditare per giungere a ringraziare infinitamente, in ogni istante della nostra esistenza. Con la sua passione  e resurrezione Gesù, figlio di Dio, ci ha resi nuovamente creature capaci di Paradiso…se accogliamo e viviamo la sua vita in noi.

Dal Mercoledì delle Ceneri la Parola del Signore, come in un pellegrinaggio spirituale, ci ha preso per mano e ci ha accompagnato perché fossimo pronti ad accogliere la settimana Santa. Nei giorni prossimi la Parola di Dio si intensificherà affinchè i nostri occhi non si stanchino di Gesù, ma lo seguano passo dopo passo per apprendere dai suoi gesti il suo amore per tutti. Sì, dobbiamo tener fissi i nostri occhi sul volto di Gesù che accetta anche la morte pur di salvarci. Solo così potremo incontrare i suoi occhi affranti dal dolore, ma sempre pieni di misericordia e di affetto, che ci guarderanno come guardano Pietro, che pure lo aveva tradito, e sentiremo nel profondo del nostro cuore un nodo di dolore e di tenerezza assieme, e inizieremo a seguirlo con cuore nuovo.