XXVIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti

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Mc 10,35-45

     + Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


COMMENTO AL VANGELO
Il dono di sé e il servizio agli altri è scomodo e non piace a nessuno; implica la capacità di farsi prossimo, dimenticando se stessi e le proprie esigenze. Gesù dice che proprio in questa capacità di donarsi, di amare e di servire l’altro si trova la vera grandezza. Infatti, anche”il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. Gli apostoli, che pensavano ad un futuro glorioso e pieno di soddisfazioni accanto al Messia, non riescono a recepire questo discorso. Solo dopo la discesa dello Spirito Santo capiranno il senso di queste parole e della missione di Gesù e comprenderanno che il massimo privilegio è proprio dare la vita per gli altri, senza attendersi nulla in cambio. Il dono di sé e il servizio non sono umilianti; non si serve per acquistare potere.
L’unico motivo per cui si serve è l’amore. Così dovrebbe essere nella tua vita.


Sull’esempio di  Maria….. Oggi rileggerò lentamente il Vangelo odierno, soffermandomi su due parole chiave: servitore e schiavo di tutti. Signore, che mostri la tua potenza nel dono assoluto e totale di te, donami di amare il servizio umile e semplice, come Maria!