SECONDO INCONTRO DI CATECHESI PER LA COPPIA

AL PRINCIPIO DELL’ESPERIENZA UMANA, LA COM-UNIONE

Il disegno di Dio sul matrimonio

Dio ha creato l’uomo

 a sua immagine e somiglianza:

chiamandolo all’esistenza per amore

 l’ha chiamato nello stesso tempo all’amore”.

(Giovanni Paolo II, familiari consortio 11)

 

1a PARTE

Dio è amore perché è relazione di persone. In Dio c’è un Io, un Tu e un Noi. Così nella coppia: due persone (un Io e un Tu) entrano in relazione d’amore generando un Noi. La fecondità della coppia è già l’essere un “noi”. Per vivere tutto questo occorre essere in comunicazione, in dialogo.

 

Per vivere la comunione bisogna essere in “comunicazione”

L’uomo e la donna sono immagine e somiglianza di Dio perché “in comunione”. Ma lo sono anche perché in “comunicazione”. Le tre persone della Trinità “comunicano” e “si comunicano” amore. Non ci può essere vera comunione senza comunicazione, senza vero dialogo.

È necessario fermarsi con stupore di fronte alla Trinità, per scoprirne il mistero della comunicazione profonda. La comunicazione è vita per la coppia; è respiro quotidiano, essenziale per una costante armonia. È ormai constatato che tante famiglie “si rompono”, essenzialmente per mancanza di dialogo. Spesso ci si limita ad una comunicazione formale (cose da fare, incarichi ecc.), ma c’è assenza di una comunicazione reale, motivata da orgoglio, pigrizia, egoismo…..

È necessario crescere  nell’ “arte del dialogo” (anche facendosi aiutare): essere tutto per l’altro, comunicare  tutto all’altro.

È necessario saper parlare di tutto, verificandosi anche sugli argomenti di cui non vorremmo parlare (la gestione del tempo, l’uso del denaro, il lavoro, i rapporti con i familiari di origine, l’educazione dei figli…).

È necessario non solo dialogare, ma “confidarsi”, perché confidarsi è più che amarsi: è la comunicazione di piccole cose (di grandi ne accadono poche), gli intimi pensieri, desideri, pene, allegrie, timori. E quando ci si ritrova la sera, sarà bello trovare il gusto di ascoltarsi, magari spegnendo la televisione. Quando emergono difficoltà, è importante anche “saper litigare”, non spadroneggiando sull’altro pensando “tanto ho ragione io”, ma aprendoci alle ragioni dell’altro e desiderando comunque la riconciliazione, prima che cali la notte. Noi crediamo in un Dio che dialoga… e la coppia è immagine e somiglianza di Dio anche in questo.

 2aPARTE

Le “regole” d’oro nella vita di coppia

Il racconto dei primi capitoli della Genesi ci presentano uomo e donna chiamati all’unità (una sola carne), ma successivamente tentati nella divisione. Quando Dio domanda all’uomo: “che cosa hai fatto?”, Adamo punterà il dito su Eva e quest’ultima sul serpente. Il peccato originale è il peccato radicale dell’uomo, cioè la superbia che porta all’egoismo, alla negazione dell’amore, provocando la separazione da Dio e dei fratelli (“quando c’è qualcosa che non va… la colpa non può essere mia, ma è sempre dell’altro”). Gli sposi sono chiamati a dare testimonianza che è possibile vincere radicalmente questo peccato, sradicarlo. Purtroppo tra coloro che sono accanto alla coppia, aiutandola e sostenendola nel bene, ci sono anche persone che “aspettano gli sposi al varco dell’infelicità”, della divisione: capiterà di avere familiari, “amici”, colleghi di lavoro pronti ad vedere nella coppia ciò che divide, piuttosto di ciò che unisce. Ci saranno tante persone che “faranno il tifo” per l’uno o per l’altro; poche invece che sosterranno la coppia. È importante quindi saper fare riferimento ad amici che veramente “vogliono il bene di entrambi”, oltre che “voler bene a entrambi”.

A volte saranno le situazioni a dividere: la scelta di un trasferimento per motivi di lavoro; la scelta di una casa più grande; e altre questioni che subentreranno nel cammino di famiglia. Davanti a scelte importanti per la vita, occorre chiedersi sempre: “questa situazione può aiutarci ad essere più uniti o alla fine ci allontanerà?”. Non sempre ciò che sembra un bene personale (ad esempio un lavoro maggiormente retribuito ma con orari impossibili) è un bene per la coppia e per la famiglia. Essere in comunione, secondo il disegno di Dio, significa anche affrontare un sacrificio insieme, per consolidare l’amore.

Proponiamo dunque una “regola” d’oro della vita familiare:

  • Tutto ciò che promuove la vera unità coniugale (persone, circostanze, cose) secondo il   piano di Dio.
  •  Tutto ciò che mette in pericolo o perverte l’unità coniugale non è secondo il piano di Dio.

Maggio: Mese della Madonna

Dedichiamo questo spazio a Maria: la nostra docile e amata mamma, che veglia e intercede per tutti i suoi figli!


 

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Come creature umane abbiamo bisogno della madre, di Maria e a lei ci rivolgiamo con fiducia e la contempliamo con amore di figli. Siamo smarriti pensando al grande lavoro richiesto dalla santità nostra e dei fratelli, e al sogno di voler creare nel mondo dei rapporti sociali impregnati di amore totale. È il momento di invocare Maria, la tutta santa, la quale, con la sua intercessione, ha saputo suscitare nei secoli schiere innumerevoli di creature che hanno creduto alla divina utopia di un amore eroico e sono diventate sante. Noi nel nostro mondo abbiamo bisogno di un aiuto straordinario per credere e per attuare la santità.

 


 

 1 Maggio

Nella scena dell’annunciazione, Maria aveva riassunto tutto il suo atteggiamento spirituale in quelle parole: “eccola in cella del Signore, si faccia di me secondo la sua parola”. Nel magnificat tela riprende sviluppò questo atteggiamento: “ha passato gli occhi sulla sua umidissima serba”. Noi sappiamo che questa umiltà e spiritualità di Maria erano accompagnate anche dalla povertà effettiva.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.


2 Maggio

Maria è un’anima raccolta, tranquilla, meditativa. Il suo magnificat rivela i segreti del suo cuore: è frutto della sua meditazione. La meditazione è far centro sugli umilissimi, sui poveri.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.


3 Maggio

La maternità divina in Maria è un dono squisitamente celeste. Essa si era votata alla verginità e all’amore divino, e Dio perdona Gesù. In un Maria Abramo riceve in eredità la vera terra promessa che non è il paese di Canaan, dove scorre latte e miele, ma il Cielo, il Paradiso di Gesù. In Maria Abramo diventa padre e di una moltitudine innumerevole come la sabbia del mare, come le stelle del cielo, perché Maria è la Madre di colui che riunisce nel suo corpo mistico tutti riscattati della terra.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

4 Maggio

E’ Maria la donna ideale, la vera Eva. È l’ispiratrice di tutte le forze migliori del mondo. È la forza dell’amore che si dona. È la sorgente di vita, ispiratrice del rene discreta. Ha dei tesori nascosti di forza di tenerezza; una capacità straordinaria di rinuncia, di nascondimento, di sofferenza. È l’ideale della Vergine e della Madre. E l’ideale perfetto quale poteva sognare Dio solo. Una corda di violino usciva in data dalla creazione, nel più limpido suono.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.


5 Maggio

Il profilo di Maria lo si può riassumere in queste parole:

· un’anima di luce interiore:  rivela la presenza dello spirito Santo,

  “piena di grazia“.

· un’anima dimentica di se.

· un’anima che sa ascoltare : che sa anche svegliare l’attenzione degli altri, come a Cana.

· un’anima tutta recettività: il verbo si è fatto carne in lei.

· un’anima tutta amore totalmente o ablativo ai piedi della croce.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

 

6 Maggio

Il magnificat costituisce uno riassunto del pensiero di Maria, la modulazione della sua anima. È un canto meraviglioso per la sua limpida innocenza. Il magnificat gatto sarà potuto durare 89 estivi, ma raccontava tutto un’esistenza. Maria offre, con qualche colpo d’ala, la sua filosofia della storia. Il magnificat tra ella storie di Dio nel mondo, ma è anche la storia di Maria in Dio.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

7 Maggio

Il Magnificat di Maria contiene una profezia. La Vergine proclama:”Ecco tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Ella che amava tanto non apparire,annuncia che le generazioni future fino alla fine della storia si sarebbero levate a chiamarla beata. E ciò non a motivo della sua grandezza e della sua gloria, ma a causa della sua bassezza; non è la pienezza del dono che le viene fatto a giustificare la sua beatitudine, ma il vuoto grazie al quale ha reso possibile questa pienezza. Lo dice con tutta semplicità perché il suo trionfo è proporzionale alla sua umiltà.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

8 Maggio

La Vergine Maria fu concepita, in previsione di meriti di Cristo, senza la macchia del peccato originale,che, nella razza di Adamo è legato a ogni nascita. Nella Vergine e soltanto in lei risorge il primitivo stato della creatura. Maria è veramente la prima Eva, la nuova Eva, l’Eva rinnovellata e riscattata. Il fosco e pesante velo che grava sull’esistenza umana in lei si lacera e si squarcia; attraverso quello squarcio appare lo splendore di un’altra luce. Il “peccato originale” è come sottomesso, sorpassato, vinto; non intacca Colei che è veramente Madre nostra secondo la grazia.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

O Maria, che per prima hai creduto alla parola del Signore, noi veniamo a te, quando la strada ci sembra troppo, la santità troppo alta e noi troppo piccoli… noi veniamo a te per sentirci dire, ancora una volta: “fate quello che lui vi dirà”, per imparare da te l’abbandono tra le braccia del Padre e la fiducia di diventare santi. Con te noi cammineremo, certi che tu ci indicherà sempre la stella polare, il Cristo tuo figlio, punto di riferimento fermo che orienta le nostre scelte, le nostre gioie e le nostre difficoltà… verso la santità.

 

 

9 Maggio

La Vergine, Madre delle anime che le sono state affidate da Cristo, le aiuta a prepararsi alla vita divina, a diventare ciò che sono: figlie di Dio. Maria le chiama sè, le avvolge, le ringiovanisce, le porta in qualche modo nel suo seno fino al momento della morte che sarà quello della loro vera e definitiva nascita. La Vergine, sotto l’azione dello Spirito Santo, per una misteriosa evoluzione ha tratto, per così dire, il Verbo dall’Eternità per affidarlo al tempo.

 Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

10 Maggio

La Madonna è la grande credente che, nell’umiltà, si è dischiusa, come un vaso aperto, al mistero di Dio, che si è lasciata togliere di mano, senza mormorare, il modo di vivere la sua vita, e si è messa a completa disposizione di Dio. Non ha voluto essere altro che la serva del Signore: strumento al servizio della Parola.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

11 Maggio

Dopo l’annunciazione dell’angelo, la prima parola della vergine è di totale abbandono alla volontà di Dio: “eEco la schiava: si faccia di me…” è la sua ultima parola: “Fate tutto quanto vi dirà”. Questo è il suo testamento: il testamento è qualcosa di sacro, non si distrugge, non si viola.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

12 Maggio

Alle nozze di Cana si presentò a Maria l’occasione di serbare solo per sé l’amore di suo Fglio. Ella avrebbe potuto scegliere di essere soltanto la madre di Gesù; ma comprese che non doveva serbare solo per sé quell’amore, altrimenti non avrebbe mai potuto goderne nel pieno. Se voleva salvare Gesù, doveva perderlo. Perciò gli chiese di operare il suo primo miracolo, di dare principio alla sua vita pubblica e di anticipare l’ora: la separazione e poi la passione e morte. Nel momento in cui domandò di cambiare l’acqua in vino, ella morì all’amore di Gesù come figlio suo, e cominciò ad innalzarsi a quel più alto amore per tutti coloro che Gesù avrebbe redenti quando fosse morto in croce.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

13 Maggio

Nell’opera immensa di Dio (che è la creazione, la redenzione, la glorificazione) è insostenibile l’opera materna di Maria. Alle nozze di canna la presenza della madre di Gesù significa l’amore, un amore tenerissimo; l’amore quale spende nella donna, ma nella donna che è madre di Gesù. La mamma occupa una posizione di privilegio nel cuore del figlio. Maria nel nostro cuore deve occupare una posizione di eccellenza. La Madonna ci dice sempre come a Cana: “fate tutto quello che Gesù vi dirà”. Le parole di Gesù! Vuole che noi le si incide nell’anima, che veramente si difende discepoli che Gesù ama, annunciatore della sua parola.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

14 Maggio

Senza Maria, senza quell’umile “sì” all’annunciazione, l’incarnazione non sarebbe stata possibile. Dio voleva diventare un uomo, ma non avrebbe potuto diventarlo se la nostra terra non l’avesse accolto. Maria in quel momento era perfettamente libera. L’annunciazione è il momento più grande della storia universale. Maria disse il suo “sì” in piena libertà, perché l’incarnazione potesse diventare possibile.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

15 Maggio

C’è in Maria, madre della Chiesa, una doppia maternità:

 ·  una maternità verginale piena di gioia; si realizza a Betlemme;

 · una maternità dolorosa piena di strazio; si realizza sul calvario.

Nella prima ella genere Cristo. Nella seconda, genera i cristiani.

Però è una maternità unica, perché Maria è sempre la madre del Cristo, sia individuale che totale.

La spiritualità della mamma celeste è una spiritualità tutta centrata e orientata sul Cristo.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

  Saluto alla beata Vergine Maria

 

Ave Signora, santa Regina,

santa generatrice di Dio, Maria,

che sei vergine fatta Chiesa

ed eletta dal santissimo Padre celeste,

che ti ha consacrata

insieme con il santissimo suo Figlio diletto

e con lo Spirito Santo Paraclito;

tu in cui fu ed è

ogni pienezza di grazia e ogni bene.

Ave, suo palazzo,

Ave, suo tabernacolo,

Ave, sua casa,

Ave, suo vestimento,

Ave, sua ancella,

Ave, sua Madre.

E saluto voi tutte, sante virtù,

che per grazia e illuminazione

dello Spirito Santo

venite infuse nei cuori dei fedeli,

perché da fedeli

fedeli a Dio li rendiate.


 

16 Maggio

La spiritualità dei figli di Maria è tutta orientata verso il Cristo. È impossibile essere figli di Maria se non si appartiene prima a Gesù! È impossibile quindi amare Maria senza amare prima  suo figlio divino e anche tutti gli altri fratelli. È ugualmente impossibile amare il Cristo e i suoi fratelli senza amare la madre, Maria, che è madre nostra e madre della Chiesa. La mamma celeste è un’immagine dell’amore infinito del padre celeste e noi sentiamo che attraverso lei si arriva direttamente a Gesù. Bisogna però prenderla con sé.

 Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

17 Maggio

La Madonna, nel Vangelo di San Giovanni, è vista esclusivamente come madre, è nata per essere madre: madre di Gesù e madre nostra: “ecco tua madre”, dirà Gesù al discepolo prediletto. Maria è un’immagine della maternità e della paternità di Dio. Come Gesù è un’immagine del padre per eccellenza, così Maria è un’immagine del padre celeste. Ogni volta che noi veniamo a lei, ogni volta che noi vediamo il suo volto materno, noi sentiamo fruire nel cuore una gioia perenne, una gioia  inenarrabile. Occorre tuffare i giovani nella gioia, portandoli all’amore verso la Madre nostra tenerissima.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

18 Maggio

Possiamo rivolgerci a Maria con tutta confidenza, con tutto lo slancio, con Tutto l’abbandono di una bimba verso la mamma. La Madonna ci sta tessendo l’abito nuziale per l’eternità. Intessere l’abito nuziale vuol dire che Maria ci sta lavorando con la delicatezza dello spirito Santo; perché chi ama molto la Madonna riceve molto Spirito Santo. Ci sta trasformando in figli della luce, ci sta preparando l’abito di luce per l’eternità. Quindi la nostra anima viene come ad essere trasfigurata di luce attraverso il lavoro paziente, premuroso, materno di Maria. Ella è la Mamma a cui possiamo rivolgerci nei momenti tenebrosi, nei momenti difficili; è lei che ripara, che ricucisce, che mette a posto, che sana, che cicatrizza le ferite.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

19 Maggio

La Madonna era ai piedi della croce quando si fece buio su “tutta la terra”. Solo una luce splendeva in quella fitta tenebra: era il cuore della mamma; in lei la speranza era certezza viva, sulla Parola di Gesù, che sarebbe Risorto. Le tenebre scesero sulla terra sotto il segno di una fitta tenebra scesa nel cuore dell’umanità “oggi”. In quei giorni di tenebra… una luce era accesa dagli uomini in un Cuore di Mamma, nel cuore di Colei che era diventata la loro Mamma. Mamma nella fede, nella speranza e nell’amore-dolore.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

20 Maggio

Alle parole “lo spirito Santo scenderà su di te…” immagina il cuore di Maria: un grande giglio aperto e un fascio di luce che lo riempie. Accolse in sé la Luce, socchiuse il giglio e lo lasciò trasparire nell’interno della parola “sì”. Questa parola fu assorbita dalla luce e il “Verbo si è fatto carne”.

Il “sì” di Maria si incontrò con lo Spirito Santo. Una grande luce avvolse quel “sì”: e quel mistico e reale connubio. Dopo che Maria diede il suo sì a Dio, in libera volontà, con libera accettazione, il Verbo cominciò a farsi Carne lei.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

21 Maggio

Il Papa parla di quella donna per eccellenza, la più sublime, la più autenticamente donna, perché la più santa: Maria. Ecco perché quando il mondo si precipita nell’assurdo e nella disperazione e forse anche nella rovina, le Chiesa torna a presentare, luminosa nello splendore celeste, la Vergine Maria. All’ispessirsi delle tenebre Maria risponde con la sua luce abbagliante. E’ tutta luce, e’ vestita di sole. È un dramma spirituale.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

22 Maggio

Maria è Vergine e Madre; il tipo vero della donna, è l’ideale più perfetto, è la creatura pienamente consenziente a Dio, aderente nell’oscurità della fede al disegno di Dio. “Con la nascita di Maria è nata al mondo la donna”. La donna per eccellenza, la donna vera. Maria è lo specchio limpido che riflette tutta la gloria di Dio. Dice il Papa: “in lei possiamo vedere l’esempio più alto, completo, splendido, che abbia offerto una creatura di Dio”.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

Bisogna farsi piccoli per diventare veramente grandi. La Madonna fu l’unica creatura che non ebbe Mario uno sguardo interiore di compiacimento su se stessa. Era tutta orientata Dio. La grazia ti fa vivere nella luce di Dio, chi fa guardare sempre a Lui. Sull’esempio della Madonna pratica l’umiltà: non fermarti mari a compiangerti di te stessa.

 

 

23 Maggio

La Madre di Gesù e un’anima finemente contemplativa, quindi conserva le parole divine nel suo cuore; è un’anima educatrice, ispiratrice; è lei che formula quel consiglio che riassume tutto il programma della santità, di ogni santità: “fate tutto quello che Gesù vi dirà”.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

24 Maggio

Maria è una purezza perfetta, eppure ha sofferto nell’intimo, nel più sensibile, nelle fibre più recondite del cuore, ha sofferto nella sua tenerezza materna. Il più grande dolore di una donna è veder soffrire colui che ella ama. Maria ha visto morire in croce Gesù. E’ la regina dei Martiri. L’amore trinitario ha consumato totalmente il suo cuore. La sua vita si è chiusa nel silenzio.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

25 Maggio

Il suo modo d’esistenza è quello di aver cura. Ella soffre per tutto ciò che deteriora i rapporti umani. Quindi soffre delle guerre, soffre delle rivoluzioni, soffre delle ingiustizie sociali. Ha nel più alto grado il dono della simpatia: soffrire con chi soffre. Prova una gioia rispettosa davanti alle creature umane, le aiuta con servizio disinteressato a svilupparsi.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

26 Maggio

I Padri della Chiesa hanno spesso paragonato il ruolo di Maria a quello dello spirito Santo. Egli, lo Spirito Santo è amore, è luce, è sorgente di vita, sorgente di salvezza, sorgente di gioia. La sua azione è tanto più potente quanto più è interiore. Maria è interiore, interiosissima. E’ lei che rivela la presenza dello spirito Santo che l‘ha avvolta nella sua ombra. Maria è dimentica di sé, totalmente dimentica di sé.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

27 Maggio

Maria è attentissima agli altri. Basta vedere alle nozze di Cana; è lei che si accorge che manca il vino. Maria è tutta interamente ricettività, accoglienza. Maria è pura, purissima offerta. Ai piedi della croce dona ciò che ha di più intimo: un’offerta per l’umanità.

Dona il suo figlio: Gesù!

 Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.


28 Maggio

La sua missione spirituale era questa: ricondurre il mondo moderno al silenzio di Dio. Attirare le anime nel grande silenzio interiore, e farle divenire una lode di puro amore. Donazione piena, “umilissima serva”. Ella realizzò in pieno questo ideale: fu una lode splendente, bellissima di gloria della Santissima Trinità.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.


29 Maggio

San Giovanni chiama la Madonna sempre “Madre di Gesù”, non troverete mai nel Vangelo di San Giovanni il nome Maria, non lo trovate. Lei è la madre di Gesù e per San Giovanni è Gesù con i suoi discepoli, quindi è la Madre non solo di Gesù Uomo-Dio, ma anche del Cristo totale, Gesù con i suoi discepoli.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.

 

31 Maggio

Oggi cercate di vivere con tanta gioia e ditele frequentemente: “Ave Mamma”, vi sorride e vi accarezza. Lei che ci ha voluto tanto bene, ha pianto tanto per noi, ma adesso è la più bella Mamma del mondo che esiste in tutto l’universo, il capolavoro di Dio, il paradiso di Dio. Adesso ci vuole salvare col suo amore. Quando andrete di là rimarrete incantatissimi solo a vedere il sorriso di Maria che è la Mamma di ciascuno di noi.

Padre nostro. A Ave, o Maria (10 volte). Gloria.